“Ho rivoluzionato la gastronomia senza saperlo: la mia mente va più veloce del normale”. Heston Blumenthal si racconta

Il guru della ristorazione inglese racconta il suo passato senza filtri: tra riflessioni, lucide paure e innovazioni quantiche, la storia di Heston Blumenthal.

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La notizia

Heston Blumenthal, uno degli chef più controversi di sempre – geniale, istintivo, provocatore e affabulatore come pochi -, nel discorso di apertura che ha tenuto al World’s 50 Best Restaurants 2021 ad Anversa, nelle Fiandre, ha dato il meglio di sé, trasformandosi anche in filosofo culinario. Proprietario dei ristoranti Dinner di Heston Blumenthal e The Fat Duck, oggi parte del gruppo Best of the Best, sul palco di Food Meets Talent by S.Pellegrino ha condito la sua relazione con una serie di provocazioni e di rivelazioni personali sorprendenti, giungendo a parlare di evoluzione umana, della paura come positiva motivazione, dei pericoli dell’educazione convenzionale e dei misteri della gastronomia quantistica.

Crediti Lopez De Zubiria

Cucinare ci ha resi umani

Il nostro rapporto con il cibo è ciò che ci ha reso esseri umani. Siamo l’unica specie che può accendere il fuoco. Abbiamo creato sistemi, poiché il nostro lobo frontale è cresciuto come risultato della cottura – digestione del cibo, protezione dei batteri -; abbiamo inventato il linguaggio, abbiamo inventato la religione, abbiamo inventato il denaro, abbiamo inventato il tempo, abbiamo inventato la musica, abbiamo inventato i social media. Abbiamo inventato molte forme di connettività umana. Oggi però siamo diventati azioni umane, non più esseri umani. Abbiamo molte più connessioni del passato, ma siamo meno interconnessi gli uni con gli altri”.

Crediti Rex Features

Sconfiggere la paura

Ho trascorso gli ultimi tre anni vivendo in Francia e recentemente, grazie al Covid, ho passato più tempo con me stesso come mai mi era accaduto di fare in vita mia. Questo mi ha portato a riflettere e a considerare le mie debolezze, come i sensi di colpa ad esempio. Voglio dire: il senso di colpa è una categorizzazione, è linguaggio; ma la paura del rifiuto, la paura di non essere amati, è presente ed è venuta fuori. C’è qualcosa chiamato “uccidere il drago”, il viaggio dell’eroe. Qualcosa di simile avviene con il famosissimo meccanismo di narrazione utilizzato da George Lucas nella saga di Star Wars. Mi sono impegnato ad uccidere i miei draghi, per poi abbracciarli e integrarli, imparando da loro. Ora però voglio aiutare gli altri a superare le loro paure. Sopra il camino di The Hind’s Head, il mio pub a Bray, c’è una frase incisa in una foglia d’oro vecchia di 350 anni che dice: “La paura bussa alla porta. La Fede ha risposto che non c’era nessuno”. Voglio dire: siamo tutti spaventati. Senza paura non abbiamo nulla su cui lavorare. Abbiamo bisogno di un certo livello di pressione che ci permetta di lavorare per la nostra ricompensa. Ma se rimaniamo bloccati nella paura, allora diventa una sindrome e noi ne siamo vittime”.

Crediti Alice Connan

Cambia la tua prospettiva, cambia i tuoi sentimenti 

Tre settimane fa sono andato al mare con mia moglie e mia figlia in Francia. Ho dimenticato di mettere un po’ di crema solare sulle gambe e così, la mattina dopo, mi sono svegliato con una coscia rossa come un’aragosta. Ho deciso di usare il disagio della mia scottatura solare come ricordo dei momenti meravigliosi che ho passato con mia figlia. La sensazione è cambiata e al dolore si è aggiunta la gioia di aver vissuto attimi bellissimi. E tutto quello che ho fatto è stato solo cambiare prospettiva”.

Crediti David Bebber per The Times

Perché l’educazione uccide l’immaginazione?

Il sistema educativo, attraverso il linguaggio, ci dice che fallire è la cosa peggiore che un essere umano possa fare. Commetti errori, ti senti giudicato, ti puntano il dito contro. Fai questo. Non fare quello. Ferma questo. Vai qui. Tutto ciò uccide la creatività. Il nostro sistema educativo, come risultato dell’industrializzazione, ha posto l’inglese e la matematica al di sopra della creatività e dell’immaginazione. Quando la nostra immaginazione è andata, siamo fottuti. Non possiamo fare una sola cosa, se perdiamo l’unicità e la bellezza dell’immaginazione umana. Quindi, in termini di sostenibilità, abbiamo urgente bisogno di celebrare e sostenere l’immaginazione umana. Non ho pianto fino all’età di 45 anni. Ora ho trovato qualcosa per cui piangere spesso: la bellezza dell’immaginazione umana. Picasso diceva che tutti nasciamo artisti. La difficoltà è rimanere un artista, mentre s’invecchia. Il talento è impossibile senza l’immaginazione. Non c’è niente di più importante al mondo”.

Dimostrare che non sono un idiota

Ho amato mia madre. Ma da piccolo mi diceva stupido, inutile, idiota, patetico… So che mi amava – ora purtroppo è morta – ma mi sentivo stupido. Sentivo di dover dimostrare qualcosa alle persone. Ho l’ADHD estremo (disturbo da deficit dell’attenzione per iperattività), ma non era stato inventato 50 anni fa e quindi non si conoscevano le cause di certe manifestazioni. Ho una mente che funziona molto velocemente. Non so quanto velocemente funzioni la mente di qualcun altro, ma so che la mia funziona molto velocemente. Quando è in corso, posso creare connessioni che altre persone non possono fare. Ho passato 25 anni a cambiare il mondo della gastronomia senza rendermene conto e ho vinto tutti i premi possibili. E ho avuto tutti questi risultati. Stavo solo cercando di mostrare alla gente che non ero un idiota”.

Domande senza risposte

Sono l’unica persona al mondo ad avere uno stemma con un motto che dice: ‘Metti in discussione tutto’. Sei o sette anni fa volevo cambiare il nome di The Fat Duck in ‘Se The Fat Duck non è un ristorante, che cos’è?’ Questa è una domanda senza risposta. Le domande senza risposta sono meravigliose, sono ciò che ci fa andare avanti”.

Introduzione alla gastronomia quantistica

Sto scrivendo un libro intitolato Quantum Gastronomy. Questo è il mio futuro. La teoria dei Quanti dice che una cosa può esistere nello stesso istante, contemporaneamente, in due stati diversi. Il libro sarà diviso in due metà: puoi seguire la ricetta come in una cucina professionale. Questo è un processo di produzione umano, lineare e controllato. Oppure puoi cadere in un chicco di riso. Puoi raccontare una favola intorno alla storia del chicco di riso. Dipende dalla tua prospettiva. Puoi pensare a come ti senti mentre cucini. Puoi cucinare con amore. Puoi cucinare con gratitudine. Puoi vedere come si sente il tuo istinto. Puoi cucinare con emozione. La gastronomia quantistica è la pratica o l’arte di scegliere, cucinare e mangiare del buon cibo con una prospettiva quantistica”.

Fonte: theworlds50best.com

Foto di Copertina: Crediti New York Times