2500 ettari e 7 chilometri di spiagge: Domaine de Murtoli, il lusso naturale da scoprire in Corsica

A Murtoli si può mangiare in un ristorante ricavato da una grotta naturale o cedere al fascino del menu degustazione di Mathieu Pachaud, nello stellato La Table de La Ferme. Oltre a rappresentare una meta eletta per viaggiatori gourmand, questo splendido domaine in Corsica è anche un concentrato di natura e tradizioni agricole tutte da scoprire tra mare e montagna.

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La Notizia

Ci sono luoghi bellissimi, quelli che rimangono nel cuore di chi li ha vissuti. In genere sono quelli più difficili da raccontare, perché al racconto manca sempre una parte d’anima che rimane nel vissuto di ciascuno.

E poi, in Corsica, nota anche come isola delle quattro stagioni per la sua commistione perfetta di montagna e mare, c’è una tenuta di duemilacinquecento ettari con sette chilometri di spiagge e calette e venti bergèrie distribuite in tutto questo enorme spazio e restaurate con cura estrema da artigiani specializzati rispettando i canoni della tradizione locale, ognuna con giardino, una cucina attrezzata, sala da pranzo e soggiorno esterno, oltre una piscina scavata nella roccia con vista panoramica.

Questo è Murtoli, un domaine articolato, un posto da imparare a conoscere con calma e rilassatezza, un albergo diffuso dietro al quale c’è Paul Canarelli, un uomo con la Corsica nel cuore.

Il nome nasce dal mirto e dall’elicriso, in quella magnifica valle dell’Ortolo dove si stabilirono gli uomini preistorici di cui i siti archeologici di Cauria con le statue-menhir raffiguranti guerrieri dell’età del bronzo sono una testimonianza così come la Grotta di Murtoli. Dal 1500 si consolida la vocazione pastorale della valle.

L’avventura del Domaine parte dalla terra affacciata sul mare ereditata dal nonno: Paul vuole ricordarlo, così restaura il primo ovile per proseguire con le antiche case tradizionali: l’intuizione di renderle lussuosamente confortevoli con discrezione per garantire agli ospiti il massimo agio è vincente. Muri a secco ricostruiti fedelmente, tetti in tegole secolari, archi che sostengono scale in pietra; archi e travi, pavimenti in rovere o terracotta, persiane e porte in legno di castagno, tinte vegetali e pareti in calce e lavelli di pietra.

Di dimensioni differenti, ogni casa è una realtà per conto suo, qualcuna immersa nella macchia mediterranea, le finestre che danno sul mare, con una vita restituita a mulini in rovina, ovili abbandonati e piccoli edifici ammaccati. Il nonno era anche un allevatore, è così che Canarelli inizia a far rinascere intorno alle case le storiche tradizioni agricole, tanto che capita spesso di trovare animali liberi al pascolo: pecore, capre, mucche di razza Corsa e Aubrac.

Il fabbisogno di verdure, tanto per i ristoranti all’interno della proprietà quanto per gli ospiti che possono raccogliere le primizie da sé, è garantito dalla Ferme e dal suo grande orto. Così come non manca l’olio autoprodotto grazie al cospicuo numero di ulivi e gli oli essenziali che arrivano dai campi di elicriso. Agricoltura, allevamento e accoglienza sono integrati in quello che facilmente potrebbe essere definito un mondo a parte, facendo sì che le persone che qui trascorrono la loro vacanza possano godere di un’estrema privacy ma allo stesso modo abbiano a disposizione servizi di ogni genere, dalla baby-sitter al trattamento di bellezza a domicilio. Oltre naturalmente a godersi la grande spiaggia privata che nasconde la splendida Spa Nucca o pescare sia in mare sia nel fiume che scorre nella tenuta; non mancano le dodici buche di un percorso golfistico perfettamente integrato e disegnato da Kyle Philips.

Se tutto questo non bastasse, da sabato 12 giugno nell’Hotel de la Ferme, affascinante albergo in stile architettonico corso che si trova nel cuore dell’azienda agricola, saranno disponibili cinque suite e quattro camere affacciate su una piazza che rimanda ai borghi isolani.

L’albergo resterà aperto quasi tutto l’anno, ecco perché, oltre alla tecnologia in un modernissimo sistema domotico, tutte le camere più grandi avranno il camino e le più piccole saranno dotate di stufe a legna. Certo a un luogo del genere non poteva mancare un’adeguata offerta di cucina, basata (e va da sé) sui prodotti che il circondario offre in abbondanza: frutta e verdura dall’orto, formaggi come il Brocciu corso prodotto nel caseificio della tenuta, erbe e spezie dalla macchia mediterranea, animali da cortile, latte uova, miele. Inoltre, naturalmente, la selvaggina cacciata nei dintorni e il pesce appena pescato. Tre sono i ristoranti, a partire da La Table de La Ferme, dal 15 giugno al 15 settembre con la raffinata cucina a una stella Michelin di Mathieu Pacaud, il quale sa dare il massimo risalto alle peculiarità gastronomiche del territorio corso; notevole anche la carta dei vini con le sue oltre seicento etichette.

Spetta invece a Laurent Renard, il quale prima di approdare a Murtoli ha affiancato due chef stellati come Stephane Raimbault e Daniel Boulud a New York, il coordinamento di tutti e tre i ristoranti che oltre a La Table de la Ferme comprendono la Table de la Plage, naturalmente in spiaggia e ispirato a una capanna di pescatori e il suggestivo La Table de la Grotte ricavato da una grotta naturale.

Foto crediti di Camille Moirenc