Il re dei falsari del vino: la storia incredibile di Rudy Kurniawan tornato in libertà dopo 7 anni di carcere

Rudy Kurniawan, il cittadino indonesiano famoso per le sue truffe milionarie, considerato il re dei falsari del vino, ha scontato la pena negli Stati Uniti.

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La Notizia

Il 6 novembre, dopo aver scontato una pena di 7 anni, Rudy Kurniawan ha lasciato la prigione federale situata vicino a El Paso negli Stati Uniti. Il cittadino indonesiano era stato ritenuto colpevole per una truffa milionaria relativa alla vendita di false bottiglie di vino da collezione. Kurniawan non ha però potuto lasciare il carcere da cittadino libero, poiché è stato subito preso in consegna dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti, essendo stato emesso un ordine di espulsione permanente dal territorio americano nei suoi confronti.

Attualmente detenuto presso la sede dell’ICE a El Paso, Kurniawan non conosce ancora il suo destino: “In situazioni del genere non è possibile sapere come si muoverà, ed in che tempi, l’ufficio immigrazione” ha dichiarato il suo avvocato Jerome Mooney. Ma chi è Rudy Kurniawan, e quali truffe ha messo in atto?

Ha fatto la sua comparsa nel mondo del vino in esclusivi circoli nel 2003, divenendo un assiduo frequentatore di degustazioni e aste e facendosi notare per la sua passione per la Borgogna e per l’innata capacità di riconoscere i falsi. Alcuni collezionisti lo hanno soprannominato “Dottor Conti” per la sua viscerale passione per il Domaine de la Romanée-Conti. Iniziò a visitare le più prestigiose cantine d’America e d’Europa alla ricerca di vini da collezioni, vendendo successivamente centinaia di bottiglie in aste private. Nel 2006 nel corso di un’asta di Acker, Merrall & Condit i suoi vini furono venduti per un totale di quasi 25 milioni di dollari, un record a quell’epoca.

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Indonesiano di origini cinesi, ha vissuto a Los Angeles per diversi anni ricevendo un primo ordine a lasciare il paese dall’ufficio dell’immigrazione, bloccandone però l’esecutività facendo appello. Gli importi milionari spesi in bottiglie di vino, una appariscente Lamborghini ed i tanti orologi costosi iniziarono a destare qualche sospetto, ma Kurniawan si giustificava sempre raccontando come la sua famiglia fosse particolarmente ricca grazie ad attività redditizie in Asia. La sua immagine di collezionista esperto venne però offuscata dalla scoperta di 22 lotti di vini della Borgogna sulla cui autenticità alcuni esperti avanzarono forti dubbi, e le risposte evasive al riguardo di Kurniawan complicarono ulteriormente la situazione.

Nuovi dubbi sulla reputazione del “Dr. Conti” furono avanzati da alcuni clienti a cui il collezionista indonesiano doveva ingenti somme mai versate. Poi nel 2009 una nuova puntata della vicenda, con la causa intentata dal collezionista Bill Koch nei confronti di Kurniawan, e nel 2012 alcuni vini consegnati dal ristoratore di Los Angeles Antonio Castanos furono ritirati da un’asta di Spectrum a Londra poiché ritenuti falsi: Castanos successivamente testimoniò in tribunale di averli comprati da Kurniawan aggravando, ove ve ne fosse ancora bisogno, la posizione del falsario.

L’episodio legato all’asta di Spectrum fece intervenire l’FBI che arrestò Kurniawan prelevandolo dal suo appartamento e perquisendo la casa, trovando centinaia di bottiglie, etichette, tappi e timbri che venivano utilizzati per creare i falsi d’autore. Il 18 dicembre 2013 una giuria federale dichiarò Kurniawan colpevole di frode per la vendita di vini contraffatti e per aver raggirato una società finanziaria, divenendo la prima persona processata e condannata per una frode legata al vino.

Dopo aver scontato la sua pena ora il Dr. Conti è in attesa della decisione dell’ufficio immigrazione. L’incriminazione e la condanna hanno fatto venire alla luce varie storie sul suo passato, accostando la sua figura a quella di ipotetici finanziatori cinesi, ma alla fine Kurniawan è risultato essere l’unico colpevole. Il vero problema è ora però legato a questioni in sospeso con il suo accusatore, Bill Koch, a cui è stato riconosciuto un risarcimento da 3 milioni di dollari, oltre alla promessa di ricevere dal falsario informazioni sui suoi complici. Informazioni e denaro non sono però mai giunti a Koch (Kurniawan ha nel frattempo dichiarato bancarotta): “Speriamo che il Dipartimento di Giustizia ci tenga sempre aggiornati sulle mosse di Kurniawan, abbiamo il diritto di essere riconosciuti vittime dei suoi crimini ai sensi del Victims’s Rights Act” ha dichiarato un portavoce di Koch.