Wine Reporter

Terre di Giotto, la cantina biodinamica icona nel Mugello da 20 anni: “Qui zero chiarifiche e filtrazioni”

di:
Emanuele Gobbi
|
Copertina terre di giotto

Nel Mugello più appartato, Michele Lorenzetti ha costruito in vent'anni un progetto che unisce ricerca, agricoltura biodinamica e visione territoriale. Terre di Giotto è il racconto di una vigna nata fuori dalle mappe del vino toscano e diventata un osservatorio privilegiato sul rapporto tra paesaggio, clima e identità.

Ci sono colline che non cercano di imporsi allo sguardo. Restano appartate, quasi silenziose, come se custodissero un segreto che si lascia scoprire soltanto a chi è disposto a rallentare. Gattaia è una di queste. Un piccolo lembo di Appennino sospeso tra boschi, vento e luce, dove il Mugello smette di essere valle e comincia a diventare montagna. Quando Michele Lorenzetti arriva qui, all’inizio degli anni Duemila, non cerca un territorio celebre né un modello da replicare. Cerca un luogo che abbia qualcosa da dire. Lo trova in un crinale stretto e allungato, tra i castagni e le querce, dove la terra affiora sotto forma di pietra, argilla e antiche arenarie. È qui che nel 2006 nasce la vigna di Gattaia. Oggi, a vent’anni di distanza, quella scelta appare come l’inizio di una lunga conversazione con il paesaggio.

Vigna di Gattaia
 

L’uomo che studia la terra

Lorenzetti appartiene a quella rara categoria di vignaioli che non separano mai il sapere dall’esperienza. Biologo, enologo, consulente e agricoltore, ha trascorso gran parte della sua vita a osservare come funziona un suolo, come reagisce una pianta, come si costruisce un equilibrio. La biodinamica è il linguaggio attraverso il quale ha sviluppato questa ricerca, ma ridurre il suo lavoro a un metodo sarebbe limitante. Per lui la vigna non è un sistema da controllare; è un organismo da comprendere. Lo racconta anche nel suo libro Conoscere l’agricoltura biodinamica, nato dall’esigenza di restituire complessità a un tema spesso banalizzato. Tra le sue pagine emerge la stessa convinzione che anima ogni filare di Terre di Giotto: la fertilità non si misura soltanto nella quantità di ciò che cresce, ma nella qualità delle relazioni che rendono possibile la vita.

Conoscere lagricoltura biodinamica LEF Michele Lorenzetti 1
 
terre di giotto lorenzetti 9
 

L’eleganza dell’attesa

A Gattaia tutto sembra contribuire a questa idea di armonia. L’altitudine protegge dalle nebbie che ancora si adagiano sul fondo della valle. Le giornate luminose si alternano a notti fresche che conservano energia e tensione nelle uve. Le radici scendono con fatica in terreni magri e sassosi, trovando nutrimento in profondità. Da questo paesaggio nascono vini che rifuggono ogni esibizione. Lo Chenin Blanc, il Riesling, il Pinot Nero e il Sauvignon Blanc non cercano di imitare i luoghi da cui provengono. Piuttosto, imparano a parlare il linguaggio dell’Appennino. Le fermentazioni spontanee, l’assenza di chiarifiche e filtrazioni, gli affinamenti lunghi non sono scelte di stile, ma conseguenze naturali di una materia prima che arriva in cantina già compiuta. Il tempo, qui, non viene considerato un costo ma una risorsa. Ogni bottiglia viene lasciata maturare finché non trova il proprio equilibrio, lontano dalla fretta che spesso governa il mercato del vino.

terre di giotto lorenzetti 5
 
terre di giotto lorenzetti 8
 
Gattaia Pinot Nero verticale 12062026
 
terre di giotto 1
 

La memoria custodita nelle vigne

Poi c’è Pesciola, la casa. Il luogo dove Michele vive e dove il progetto trova una seconda voce. Se Gattaia è il racconto dell’altitudine e della tensione, Pesciola è quello della memoria. Vecchie vigne piantate negli anni Settanta conservano varietà che appartengono da sempre alla cultura agricola toscana. Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano e Malvasia diventano interpreti di un paesaggio più morbido, fatto di argille profonde e colline aperte. Le anfore utilizzate per la vinificazione restituiscono vini immediati e vitali, capaci di raccontare il territorio con una spontaneità diversa ma complementare. È come osservare due stagioni della stessa storia: una rivolta alla scoperta, l’altra alla memoria.

terre di giotto lorenzetti 7
 

Vent’anni di ascolto

Vent’anni sono un tempo sufficiente per capire che una vigna non è mai davvero la stessa. Cambiano le stagioni, cambiano i climi, cambiano persino le domande che un vignaiolo rivolge alla propria terra. Eppure esistono principi che resistono al trascorrere degli anni. A Terre di Giotto uno di questi è l’attenzione ostinata verso ciò che accade sotto la superficie del terreno, in quel mondo invisibile dove si costruisce il futuro di ogni raccolto. Forse è proprio qui che si trova il significato più autentico del lavoro di Michele Lorenzetti. Non nella ricerca di una formula definitiva, ma nella disponibilità ad ascoltare ciò che la terra continua a insegnare. I suoi vini, in fondo, sono questo: il racconto liquido di un dialogo che dura da vent’anni e che sembra appena cominciato.

terre di giotto lorenzetti 2
 

Terre di Giotto

Località Vespignano, 113, 50039 Vicchio FI

Telefono: 349 593 8980

Wine Reporter

mostra tutto

Rispettiamo la tua Privacy.
Utilizziamo cookie per assicurarti un’esperienza accurata ed in linea con le tue preferenze.
Con il tuo consenso, utilizziamo cookie tecnici e di terze parti che ci permettono di poter elaborare alcuni dati, come quali pagine vengono visitate sul nostro sito.
Per scoprire in modo approfondito come utilizziamo questi dati, leggi l’informativa completa.
Cliccando sul pulsante ‘Accetta’ acconsenti all’utilizzo dei cookie, oppure configura le diverse tipologie.

Configura cookies Rifiuta
Accetta