Amorim Cork Italia: il futuro del vino passa anche dal sughero. La rivoluzione della cera d'api che rende ogni bottiglia unica, ma uguale a sé stessa.
La natura custodisce spesso le innovazioni più sorprendenti. Amorim Cork Italia, principale filiale del Gruppo Amorim – leader mondiale nella produzione di tappi in sughero con il 45% del mercato globale del settore e il 28% di quello delle chiusure per vino – continua a dimostrarlo trasformando un materiale antico in un concentrato di ricerca, tecnologia e sostenibilità.
Con sede a Conegliano, l'azienda si è confermata anche nel 2025 punto di riferimento del mercato italiano, forte di 74 milioni di euro di fatturato, 75 collaboratori e del recente raddoppio dello stabilimento produttivo grazie a un investimento di 6,5 milioni di euro. Numeri importanti, che raccontano solo una parte della sua identità. L'altra è fatta di ricerca continua, tutela delle foreste di querce da sughero, economia circolare e valorizzazione di una materia prima che rappresenta ancora oggi la soluzione più nobile per accompagnare il vino nel tempo.


Dalla foresta alla bottiglia: il valore della decortica
Ogni anno, tra maggio e luglio, in Portogallo si rinnova il rito della decortica, la raccolta della corteccia delle querce da sughero eseguita senza arrecare alcun danno all'albero. È un gesto antico che richiede esperienza e precisione, ma soprattutto rappresenta un formidabile alleato dell'ambiente: dopo la decortica, infatti, la pianta intensifica il proprio processo rigenerativo, arrivando ad aumentare fino a cinque volte la capacità di assorbire anidride carbonica.
Non è un caso che gli studi di Life Cycle Assessment sviluppati da Amorim abbiano confermato come il tappo in sughero sia l'unica chiusura per vino con un'impronta di carbonio negativa entro i confini del sistema produttivo analizzato. Dietro ogni tappo si nascondono decenni di pazienza: occorrono circa quarant'anni perché una quercia produca il sughero destinato ai grandi vini, una risorsa rinnovabile che può continuare a essere raccolta ogni nove anni per oltre due secoli.



«Dietro ogni tappo in sughero c'è un patrimonio naturale unico e una filiera costruita sul rispetto della foresta», sottolinea Daniele Stangherlin, direttore commerciale di Amorim Cork Italia. «La decortica è uno dei momenti più emblematici di questo equilibrio: un gesto che arricchisce la pianta, perché ne stimola la capacità rigenerativa. È anche grazie a questo processo virtuoso che il sughero continua a rappresentare la soluzione più sostenibile e qualitativamente più performante per la conservazione del vino.»
BeeW®: quando la cera d'api protegge l'identità del vino
Se il cosiddetto "difetto di tappo" è ormai stato praticamente eliminato – oggi ridotto al 99,96% grazie all'evoluzione tecnologica di Amorim – la nuova sfida riguarda qualcosa di ancora più raffinato: fare in modo che ogni bottiglia dello stesso lotto racconti esattamente la medesima storia. Nasce da qui BeeW®, l'innovativo rivestimento a base di cera d'api sviluppato esclusivamente per i tappi in sughero naturale monopezzo, destinati ai vini di maggior pregio e da lungo affinamento.


«Oggi abbiamo finalmente compreso perché bottiglie appartenenti allo stesso imbottigliamento possano evolvere in maniera differente», spiega Carlos Manuel Veloso dos Santos, amministratore delegato di Amorim Cork Italia. «La causa risiede nelle inevitabili microvariazioni tra il collo della bottiglia e il tappo. Per questo abbiamo rivoluzionato il sistema di lubrificazione.» Il nuovo trattamento naturale sostituisce il tradizionale film superficiale di appena due micron con uno strato di circa sei micron ottenuto grazie alla cera d'api. Una differenza apparentemente minima che permette di compensare le microscopiche irregolarità tra vetro e sughero, uniformando gli scambi di ossigeno e riducendo sensibilmente la variabilità evolutiva tra bottiglie. I test condotti su Chardonnay 2022 e Brunello di Montalcino 2017, attraverso degustazioni alla cieca e analisi chimiche, hanno evidenziato una maggiore intensità aromatica, una superiore piacevolezza complessiva e una notevole uniformità di evoluzione.

Il vantaggio del sughero naturale
L'obiettivo, sottolinea Veloso dos Santos, non è imitare le chiusure tecniche, ma valorizzare il sughero naturale. «Con BeeW® otteniamo una permeabilità all'ossigeno estremamente regolare, mantenendo però tutti i benefici del tappo monopezzo.»
È proprio qui la differenza sostanziale. Il sughero naturale conserva infatti i propri composti polifenolici, preziosi nel favorire un'evoluzione armoniosa del vino nel tempo. Le chiusure tecniche, invece, possono essere soggette al cosiddetto scalping, il fenomeno attraverso cui alcuni materiali assorbono parte delle molecole aromatiche più caratteristiche del vino, attenuandone la complessità.


La prossima sfida: ridurre la solforosa
La ricerca Amorim, tuttavia, guarda già oltre. «Stiamo lavorando a un progetto ancora più innovativo», anticipa Carlos. «L'obiettivo è sostituire l'aria presente all'interno del tappo con un gas che non interferisca con la solforosa. Questo potrebbe consentire ai produttori di utilizzare quantità inferiori di anidride solforosa, favorendo un'evoluzione ancora più naturale del vino.»
Dal prossimo anno sarà Daniele Stangherlin ad assumere il ruolo di amministratore delegato di Amorim Cork Italia, raccogliendo il testimone di Carlos Manuel Veloso dos Santos, artefice di un percorso che negli ultimi anni ha segnato profondamente l'evoluzione tecnologica e qualitativa dell'azienda. La sua esperienza, la riconosciuta competenza e la passione che ne hanno caratterizzato l'azione continueranno a essere messe al servizio di nuovi ambiti strategici, mentre la guida della filiale italiana proseguirà nel segno della continuità, con l'obiettivo di consolidare una visione che unisce innovazione, sostenibilità e valorizzazione del sughero naturale. Perché il futuro di Amorim, oggi come domani, continua a nascere dall'incontro tra la sapienza della natura e l'intelligenza della ricerca.
