Identità Golose Milano lancia “La Cucina di Montagna”: cinque cene a quattro mani verso le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Crediti: @onstagestudio
Alla vigilia delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, Identità Golose Milano ha presentato “La Cucina di Montagna”, un ciclo di cinque cene a quattro mani dedicate alla gastronomia d’alta quota e ai suoi interpreti italiani e internazionali. Gli appuntamenti, svoltisi dal 26 al 30 gennaio presso l’hub in via Romagnosi 3 a Milano, hanno messo a confronto chef che lavorano in diversi territori montani (ma non solo), con l’obiettivo di raccontarne materie prime, identità e interpretazioni del territorio.



Ogni serata ha previsto un dialogo tra uno chef italiano e uno straniero, per esplorare affinità e differenze nel racconto della cucina di montagna. Tra i protagonisti del calendario Riccardo Gaspari con Alessandro Negrini (26 gennaio), Michele Talarico con Julian Stieger (27 gennaio), Paolo Griffa con Andrea Selvaggini (28 gennaio), Stefano Masanti con Michael Mayr (29 gennaio), Alessandro Gilmozzi con David Zefran (30 gennaio).


Griffa e Selvaggini: Aosta incontra Oslo
Siamo andati al terzo appuntamento, mercoledì 28 gennaio, che ha visto protagonisti Paolo Griffa, una stella Michelin con il Caffè Nazionale di Aosta, e Andrea Selvaggini, classe 1995, alla guida del ristorante Savage di Oslo, anch’esso una stella Michelin.

Selvaggini, originario di Tarquinia e da tre anni alla guida della cucina del ristorante norvegese (che non è di certo luogo di montagna, ma si accomuna all’iniziativa per le temperature rigide dell’inverno a Oslo), ha aperto la cena con un antipasto di capasanta, zucca, mandorle e agrumi.

Un piatto che ha unito le note marine della capasanta cruda a quelle di terra della zucca. Lo chef, che si è chiaramente ispirato ad una stella marina nell’impiattamento, ha voluto dare texture al piatto con le mandorle e con le uova di coregone. Portata molto interessante per versatilità: bene come ingresso alla cena, ma avrebbe potuto essere anche un dessert estremamente contemporaneo. La sua seconda portata è il manzo di Nygård invecchiato 120 giorni con visciole e cavoli, espressione della sua ricerca sulle farm norvegesi e sulle carni nordiche oltre che sulle lunghe maturazioni.

Griffa ha portato in tavola il territorio valdostano con un elegantissimo tajarin di scorzonera, brodo di fontina, timo e topinambur. Un piatto tanto delicato quanto intenso. Ha chiuso con un soufflé montebianco con zucchero al timo e gelato al cioccolato, che lo riconferma uno degli chef italiani più sapienti nell’ambito della pasticceria gastronomica.


Con “La Cucina di Montagna”, Identità Golose Milano inaugura così un percorso che anticipa l’appuntamento olimpico del 2026, accendendo i riflettori sulla ristorazione d’alta quota e sulle sue evoluzioni contemporanee.
Identità Golose Milano
Via Romagnosi, 3 - Milano
Tel: +39 02.23668900
Web site: https://identitagolosemilano.it