Specialità della casa? La “ciotola di pizza”, dove l’impasto è ripieno di bucatini al tartufo o gnocchi al sugo. Dopo un viaggio a Napoli questa coppia ha scelto di esportare la cucina italiana all’estero in modo alquanto estroso, arrivando a collezionare 27 pizzerie da Berlino a Zurigo. Il tutto in un’ambientazione curata e spesso elegante.
C’è un istante preciso in cui la farina incontra il calore estremo, un momento magico di appena un minuto dove il cornicione si gonfia, si macchia della tipica "leopardatura" e racchiude in sé l’essenza di Napoli. È su questa frazione di tempo che Susanne Voigt e Adrian Kuras hanno costruito un impero del gusto che, nato da un’intuizione durante un viaggio sotto il sole del Bel Paese, oggi prova a ridisegnare a modo suo l’immaginario della pizza in Europa.
La storia e i format
Correva l’anno 2019 quando la prima insegna di "60 Seconds to Napoli" accendeva i forni a Dortmund. Quello che sembrava un omaggio romantico alla tradizione campana si è trasformato, sotto l’egida del prestigioso Gruppo Gustoso, in un fenomeno gastronomico inarrestabile. Con 27 sedi già attive e l’obiettivo di superare quota 30 entro la fine dell’anno, il brand sta dimostrando grande lungimiranza imprenditoriale.

Dalle atmosfere metropolitane di Dresda — che ospita il flagship store più imponente del gruppo — fino allo sbarco in Svizzera, la filosofia rimane immutata: ingredienti selezionati, rispetto per i tempi naturali di lievitazione e quella scarica di calore che in soli sessanta secondi trasforma un panetto in una pizza al piatto. L’espansione del marchio non è solo una questione di numeri, ma di sensibilità estetica e culturale. Ad Augusta, ad esempio, l'insegna ha saputo raccogliere l'eredità dello storico Café Eber, un’istituzione centenaria. Dove un tempo si sorseggiava caffè in un’atmosfera d’altri tempi, oggi batte un cuore "napoletano", capace di accogliere centinaia di ospiti tra eleganti sale interne e dehors, preservando l’anima conviviale del luogo ma proiettandola verso la modernità del fine casual dining.



Oltre la tradizione: un menu gustosamente "eretico"
Ma la vera cifra distintiva di 60 Seconds to Napoli risiede nella capacità di osare, declinando l’impasto partenopeo in forme esuberanti. Per chi cerca un'esperienza che trascenda la classica tonda -comunque presente e farcita in tanti modi, al pari delle bruschettine e focacce fra gli antipasti- il menù propone le peculiari "Pizza Bowls" (letteralmente, Ciotole di Pizza). Si tratta di una reinterpretazione audace: la base della pizza, leggera e ariosa, viene modellata a forma di conca per accogliere primi fatti in casa dal gusto deciso. Che siano farcite con burrata cremosa, crudo di Parma stagionato o verdure grigliate di stagione, le bowls rappresentano la sintesi tra la golosità della pizza e la tipicità delle paste. Un "ibrido moderno" che farà arricciare il naso ai puristi, capace però di spopolare ovunque il brand abbia aperto e di restare fisso in menu durante gli anni.

Il futuro
Mentre la sede storica di Lipsia si rifà il look con un design d’avanguardia e un branding rinnovato, il messaggio di Voigt e Kuras appare chiaro: l’espansione non scende a compromessi con la qualità. In un mondo che corre, "60 Seconds to Napoli" ci invita a fermarci, per goderci quel minuto perfetto in cui la pizza si fa goduria.