Dal 1888, l’Antica Macelleria Annibale ha rappresentato uno dei punti di riferimento della tradizione romana, tra arredi eleganti, piani in marmo di Carrara e decorazioni in bronzo che celebrano la storia della macelleria. Qui, tra legno massiccio e ferri battuti, i clienti trovavano non solo carni selezionate, ma anche la simpatia di Annibale Mastroddi, oggi ottantenne, e dei suoi collaboratori. La voce metallica nella segreteria telefonica, però, ora annuncia in modo netto e definitivo: «La macelleria resterà chiusa fino a una eventuale soluzione del contenzioso con la proprietà». Dopo mesi di annunci e rinvii, sembra che la chiusura sia ormai definitiva.
Clienti fuori dal comune
Il banco di Annibale ha accolto nel tempo nomi celebri come Vittorio Gassman, che definiva Annibale il “Mozart delle carni”, Monica Vitti, Federico Fellini e la moglie Giulietta Masina, fino a Clint Eastwood, Alberto Sordi e la famiglia De Filippo. Persino il flautista Severino Gazzelloni vi ha suonato con il suo flauto d’oro. Negli anni più recenti, clienti come Luca Zingaretti e il regista Alberto Sironi hanno continuato a frequentare la macelleria. Nonostante ciò, Annibale ricordava con amarezza le difficoltà nelle sue dichiarazioni al Corriere: «Come si può pagare un affitto così alto con cinque persone che lavorano, in una strada dove non abita più nessuno?»

Una tradizione che resiste
La macelleria non ha mai rinunciato alla qualità, nemmeno durante i cantieri e le chiusure di via Ripetta. Bistecche alla fiorentina, filetti tenerissimi, lombate di manzo e costolette di vitello convivono con piatti pronti, polli ruspanti, conigli, selvaggina, salsicce artigianali, abbacchio romano e castrato abruzzese. Un’offerta che ha reso Annibale un punto di riferimento per buongustai e appassionati, capace di trasmettere la passione per il mestiere anche ai figli Flavio e Vanessa.

I passaggi di proprietà
La gestione della macelleria si è complicata con i passaggi di proprietà. Nel marzo 2021, l’Azienda di servizi alla persona Asilo Savoia subentrava all’Opera Pia Ambrogio Fonti, comunicando inizialmente la disdetta del contratto di locazione entro giugno 2023, per poi offrire un rinnovo al medesimo canone mensile di 3.278,43 euro. La trattativa è durata anni: la restituzione del locale con il rimborso di 18 mensilità, la disponibilità reciproca a incontri nel 2025, fino a oltre 52mila euro di arretrati. La chiusura, ora, è definitiva.

L’obbligo sociale dell’Asilo Savoia
L’Asilo Savoia, proprietario dell’immobile, ha l’obbligo statutario di destinare i proventi immobiliari ad attività sociali: centri per donne vittime di violenza, la Casa di Leda per detenute con figli, la «Palestra della legalità» Talento & Tenacia, e il campo di calcio di Montespaccato intitolato a Don Pino Puglisi. La gestione dell’immobile, dunque, non può prescindere dai valori di mercato e dagli impegni sociali, riducendo le possibilità di una soluzione conciliativa con la macelleria.

L’addio silenzioso
Ora, le serrande della storica macelleria di via di Ripetta 236 restano abbassate, e la voce registrata nella segreteria telefonica segna la fine di un’era: «Chiusi per sempre. Ci scusiamo per il disagio». Con la chiusura dell’Antica Macelleria Annibale, Roma perde non solo un negozio storico, ma un pezzo di memoria collettiva, testimone di clienti celebri, di un’arte antica e di un legame tra tradizione e comunità che difficilmente potrà essere replicato.