Il mercato ittico di Toyosu, a Tokyo, ha inaugurato il 2026 con un evento che va oltre la semplice cronaca commerciale, stabilendo un nuovo primato storico per la gastronomia.
Foto di copertina: @ YUICHI YAMAZAKI, AFP VIA GETTY IMAGES
La notizia
Un maestoso esemplare di tonno rosso da 243 chilogrammi, pescato nelle correnti fredde al largo di Oma, nella prefettura di Aomori, è stato battuto all'asta per la cifra di 510,3 milioni di yen, corrispondenti a circa 2,8 milioni di euro. Questo valore non solo polverizza il record del 2019, ma segna il punto più alto mai registrato dall'inizio delle rilevazioni ufficiali alla fine degli anni Novanta. Dietro l'apparente irrazionalità di un prezzo che sfiora gli 11.500 euro al chilogrammo si cela un rituale radicato nella cultura nipponica. L'acquisto è stato firmato da Kiyoshi Kimura, alla guida della catena Sushi-Zanmai, che da anni interpreta questa prima asta dell'anno come un gesto beneaugurante per l'intero sistema nazionale.

In Giappone, il primo tonno non è una semplice merce, ma un simbolo di prosperità; aggiudicarselo significa farsi carico di un messaggio di ottimismo da distribuire ai propri clienti sotto forma di sashimi e nigiri. La particolarità dell'operazione risiede nel contrasto tra il costo d'acquisto e il prezzo finale al pubblico. Nonostante l'esborso milionario, le porzioni di questo gigante dei mari vengono servite nei ristoranti della catena a prezzi standard, rendendo un prodotto teoricamente inaccessibile un’esperienza democratica. Il tonno, dopo essere stato presentato nella storica cornice di Tsukiji, viene sfilettato con estrema precisione per preservarne la qualità delle carni — note per la marezzatura di grasso che si scioglie al palato — e distribuito rapidamente in tutto il Paese.

Questa dinamica riflette una ripresa decisa del settore della ristorazione, che utilizza l'eco mediatica dell'asta per consolidare la fiducia dei consumatori e attirare l'attenzione del turismo internazionale. Il "portafortuna" da 2,8 milioni di euro diventa così uno strumento di marketing emotivo: una narrazione che trasforma un pasto veloce al bancone del sushi in un contatto diretto con l'eccellenza e la storia della pesca giapponese. In un'epoca di algoritmi e mercati freddi, il rito di Toyosu continua a dimostrare come il prestigio gastronomico sia ancora capace di muovere capitali e passioni collettive intorno a un unico, straordinario ingrediente.