Esiste un’alchimia sottile, quasi ancestrale, che trasforma una semplice cena in un rito di appartenenza. Non è solo questione di tecnica, né soltanto di fuochi e padelle. È quel "senso di accoglienza" che, come amano ripetere Johnny e Kasie Curiel, non può essere insegnato tra i banchi di scuola, ma deve pulsare nel sangue.
La coppia d’oro della ristorazione americana, mente e anima della Fonda Fina Hospitality, sta riscrivendo le geografie del gusto tra le vette del Colorado e le coste della Carolina del Sud. Con un palmarès che vanta due Stelle MICHELIN e una crescita folgorante — passati da 12 a 160 dipendenti in soli due anni — i Curiel sono la dimostrazione vivente che il successo, nel fine dining contemporaneo, è un affare di famiglia, cuore e visione millimetrica.
L’eredità di Guadalajara e il rigore del servizio
Il percorso di Johnny Curiel non è stato lineare, ma guidato da un istinto infallibile. Nato tra i profumi di Guadalajara, ha abbandonato per ben due volte la scuola di cucina: il richiamo della "vita reale" accanto a maestri come Richard Sandoval era troppo forte. Per lui, il piatto è un ritorno a casa.

Se Johnny è il sognatore che trasforma il mais e i ricordi in poesia gastronomica, Kasie è la struttura, la bussola che governa l'impeccabile macchina dell'ospitalità. Con un passato nel prestigioso Hillstone Restaurant Group, Kasie ha portato nei loro locali una filosofia di servizio che rasenta la perfezione, pur rimanendo profondamente umana. "Si può insegnare la tecnica, ma non il calore" dichiara proprio alla Michelin, sottolineando come l’empatia sia il requisito primario per far parte del loro team.
Una costellazione di sapori: da Alma a Cozobi
L'impero dei Curiel non è una catena di montaggio, ma un racconto a capitoli, ognuno con una propria voce: in primis c’è Alma Fonda Fina a Denver - il cuore pulsante dedicato alla madre di Johnny, Alma. Un luogo dove l'alta cucina incontra l'intimità domestica, premiato con la Stella MICHELIN nel 2024 e riconfermato nel 2025.

Poi Mezcaleria Alma, una "lettera d'amore a Città del Messico", dove l'energia è vibrante e la proposta liquida si sposa con una cucina d'autore altrettanto stellata. Cozobi Fonda Fina è un tempio dedicato al mais, premiato con il Bib Gourmand per la sua capacità di nobilitare le tradizioni secolari con un eccellente rapporto qualità-prezzo. Alteño rappresenta, infine, l'omaggio raffinato alle Highlands di Jalisco, pensato per un'accoglienza più spontanea e meno legata alle lunghissime liste d'attesa dei locali “fratelli”.
Il futuro: Charleston e la bellezza del Sud
L’estate del 2026 segnerà un nuovo, ambizioso confine: l’approdo a Charleston. Qui, la filosofia dei Curiel sposerà la cultura Lowcountry, in un matrimonio gastronomico che Johnny definisce "Alteño che incontra una bellezza del sud". Un’espansione che non nasce da calcoli di mercato, ma da affinità elettive nate davanti a un tavolo con colleghi diventati, in breve tempo, famiglia.


Per i Curiel, il successo non è misurato dai titoli dei giornali, ma dal rumore delle risate che riempiono le sale e dall'orgoglio negli occhi dei loro ragazzi. "Non voglio che chi lavora per me oggi lo faccia ancora tra dieci anni" dichiara Johnny. Non è un monito, ma una promessa di crescita: l'obiettivo è formare i leader di domani, seminando quel seme dell'ospitalità che, sebbene non si possa studiare, può certamente essere coltivato con amore.