Un’App scaricabile gratuitamente racconta il meglio della cucina sulla spiaggia: dai ristoranti dei lidi alle grandi tavole pieds dans l’eau, per andare a colpo sicuro anche al mare.
L'idea
Che si tratti di un’insalata di mare o di un panino, di un piatto di spaghetti alle vongole o una sontuosa catalana, chi ama mangiar bene non perde l’abitudine nemmeno in riva al mare. Anzi, la ricerca di indirizzi “balneari” affidabili è da sempre un cruccio per chi, oltre a una bella spiaggia e dei servizi di qualità, cerca anche una buona cucina e magari la possibilità di bere bene. A rispondere a questa esigenza arriva ora CucinaMare, la prima guida della ristorazione balneare in Italia.
Un gruppo di esperti e critici gastronomici – guidati da Antonio Boco, giornalista enogastromico che da alcuni anni stava lavorando all’idea avuta con l’amico Fabio Starnini – ha così passato al setaccio spiagge, lidi e stabilimenti balneari selezionando gli indirizzi più interessanti, che uniscono la cura degli spazi e dei servizi in spiaggia a una proposta enogastronomica interessante. Nasce così la fotografia di un settore in crescita: sono numerosi ormai gli stabilimenti che offrono una cucina curata, che sia semplice o più elaborata, spesso con la firma di chef di rilievo.
E anche l’offerta beverage riserva spesso delle belle sorprese, tra vini e bollicine o le proposte di mixology on the beach. Un tema quanto mai attuale, non solo per la stagione, ma anche per quello che si sta configurando con l’approvazione da parte della UE, nel 2006, della Direttiva Bolkestein relativa ai servizi nel mercato europeo comune, mettendo in discussione lo status quo di un comparto che vale qualcosa come il 15% del Pil nazionale. E se è giusto superare il sistema delle concessioni automatiche, l’auspicio è quello di non disperdere il patrimonio economico e l’identità tutta italiana che valorizza le coste della Penisola, fatta di luoghi, storie e persone il cui lavoro – nei casi virtuosi, come quelli segnalati appunto dalla guida – merita riconoscimento e tutela.
Ad affiancare la redazione – composta anche da Marina Ciancaglini, Amelia De Francesco, Luciana Squadrilli e Michela Zepparelli –, un gruppo di collaboratori da diverse regioni che ha permesso una perlustrazione il più possibile capillare delle coste italiane (isole comprese, tra le maggiori e alcune delle minori, come Ischia, Capri e Lampedusa). Il risultato è una mappatura di quasi 200 indirizzi, suddivisi tra lidi veri e propri (con la segnalazione della gestione unica o meno tra spiaggia e cucina) e ristoranti su spiaggia libera; ma ci sono anche alcune “sezioni speciali”, come quella dedicata ai trabocchi – le antiche strutture da pesca sulla bassa costa adriatica – e dei migliori ristoranti italiani di mare: da La Pineta di Marina di Bibbona a Uliassi, sulla costa di Senigallia, dalla Torre del Saracino di Gennaro Esposito a Vico Equense a Stazione Vucciria in Sicilia, dove quest’anno c’è Yoji Tokuyoshi.
L'app CucinaMare
La selezione è in costante evoluzione, periodicamente aggiornata, e punta a offrire più segnalazioni possibili pur mantenendo il focus sulla qualità dell’offerta. A garantire la praticità di utilizzo c’è il formato App: realizzata da Webside Studio con la grafica agile e piacevole a cura di Luca Farinella, è scaricabile gratuitamente (iOS e Android) e facile da consultare, con la possibilità di cercare per regione o anche con la geolocalizzazione, per trovare subito gli indirizzi nelle vicinanze.
Nelle schede di ogni indirizzi si racconta il ristorante e il suo stile, con focus sui piatti e la tipologia di materie prime utilizzate, il bere e la carta dei vini, i motivi perché viene consigliato e, ovviamente, lo stabilimento balneare con la lista di tutti i servizi principali (recapito, indirizzo, fascia di prezzo, se adatto a bambini e/o animali, proposte gluten free, colazioni, merende, aperitivi, ecc…). Il tutto con un linguaggio diretto e tanti simboli che rendono immediata la comprensione dell’attività e i servizi forniti.