È uscito il nuovo libro di Isa Mazzocchi, pagine che ripercorrono i 33 anni del Ristorante La Palta, della sua famiglia e dei suoi piatti, con relativa ricetta, scelti tra quelli più fortunati e quelli meno.
Il nuovo libro di Isa Mazzocchi
IL LIBROUn cammino fatto di ricerca, famiglia, aneddoti, ricordi e piatti: questo è il percorso del racconto che prende forma nel nuovo libro di Isa Mazzocchi, edito da Trenta editore. Semplicemente “ISA”, chiaro come lo è lei.
Una donna, una chef, energica ed entusiasta, che in ogni patto mette quel tocco inconfondibile che la caratterizza. Quel di più fatto di creatività, territorio e capacità tecnica. La tradizione è nel suo Dna, un passaggio generazionale lascito dei suoi genitori, gestori dell’osteria dove Isa è cresciuta.
Gli studi prima alla Scuola Alberghiera Magnaghi di Salsomaggiore e poi al fianco dello chef Georges Cogny, suo mentore, hanno dato forma alla passione per la cucina, alimentandola e permettendone la crescita.
È il 1989 quando, insieme alla sorella Monica, prende in gestione la trattoria di famiglia. Da quel momento nasce il Ristorante La Palta. Sono passati 33 anni e quella passione continua con vigore, sempre al fianco di Monica e del marito Roberto, come continua la spinta a provare e accettare nuove sfide. Sfide che la portano a ottenere importanti risultati: nel 2004 viene nominata chef emergente dell’Emilia-Romagna, nel 2011 arriva la stella Michelin, nel 2021 il Premio Michelin Chef Donna 2021 by Veuve Clicquot.
Ecco, “ISA” è tutto questo, pagine che raccolgono e ripercorrono 33 anni di una storia basata su radici profonde che prosegue guardando al futuro. Non solo un libro di ricette insomma, “c’è tutto il mio mondo, i miei affetti, la mia cucina – spiega Isa Mazzocchi – i piatti inseriti sono frutto di una scelta comune, fatta con mia sorella Monica e mio marito Roberto, e comprendono sia quelli che hanno avuto successo sia quelli passati più in sordina perché per me hanno tutti lo stesso valore, un percorso di creazione che passa dallo scambio di idee, agli spunti e alla scelta dell’ingrediente primario”.
Proposte che descrivono pienamente l’estro e la personalità culinaria di Isa, votata alla facilità di lettura dei sapori, sotto la quale si cela una complessità tecnica e una stratificazione percettiva che culmina in bontà. Ma soprattutto votata alla sua terra, quella piacentina.“In questo luogo mi trovo a mio agio perché ho la possibilità di trovare e utilizzare materie prime particolari: le bacche, le erbe spontanee, ingredienti tipici e di alta qualità da produttori fidati con i quali intrattengo rapporti decennali. Perché una cosa per me è imprescindibile, ovvero il rapporto umano”.
Il libro parte da dove tutto ha avuto origine, per arrivare fino a oggi. Poi c’è un domani: “Facciamo questo lavoro perché abbiamo una grande passione. Per il prossimo futuro mi auguro che i nostri figli e nipoti possano avere lo stesso spirito se decidono di continuare ciò che noi abbiamo iniziato. Uno spirito delicato e soprattutto umano. Spero se la godano come ce la siamo goduta noi”.
Foto di Lorenzo Moreni