Dopo quasi 15 anni di collaborazione e molti traguardi raggiunti, lo chef siciliano lascia il ristorante dell’Azienda Feudi di San Gregorio. E si dedica a lievitazioni ed esperienze all’estero in vista di nuovi progetti per il futuro.
La Notizia
Lo chef Paolo Barrale ha guidato fino a pochi giorni fa il ristorante Marennà
presso il borgo irpino dove ha sede l’azienda vinicola Feudi di San Gregorio, nel 2004, tra i più apprezzati indirizzi gastronomici della zona – stella Michelin dal 2009 – e bell’esempio di sinergia tra tavola e cantina.

Dal 18 ottobre 2018, però, Barrale ha deciso di chiudere la collaborazione con l’azienda campana e di lasciare il ristorante, che da fine dicembre resterà chiuso per lavori di ristrutturazione. In progetto non solo un restyling architettonico ma un “un concetto ristorativo nuovo” – come raccontava il presidente Antonio Capaldo in una recente intervista all’Ansa che punta a rafforzare l’attenzione verso le tipicità e l'eccellenza delle materie prime ma soprattutto verso il vino, che diverrà il baricentro del ristorante.

Un progetto non più in sintonia con il lavoro e le idee di Barrale; in una nota stampa lo chef dichiara che “i nuovi obiettivi aziendali non sono in armonia con il mio percorso professionale e non riflettono il progetto gastronomico che ci ha visti in auge per bene tre lustri”, preferendo dunque mettere fine a una collaborazione fino ad ora felice.

“L’esperienza al Marennà è stata fantastica e mi ha permesso di crescere professionalmente e umanamente ma soprattutto ha radicato in me una convinzione che mi accompagna da sempre ovvero che a prescindere dalla qualità di quanto produci, sacrificando la tua vita quotidiana, alla base di tutto ci devono essere della relazioni umane solide e rispettose della dignità e del decoro umano”, scrive ancora lo chef.
Siciliano, figlio di pastai e con diverse esperienze professionali in tutta Italia prima di arrivare in Irpinia, Barrale per il momento sembra non avere ancora individuato la sua prossima destinazione ma parla di “nuove avventure gastronomiche” – tra cui ci sono anche consulenze e collaborazioni con pizzaioli e maestri della lievitazione – e ha in progetto delle esperienze all’estero per rendere la sua cucina sempre più aperta e interessante.