Il geniale chef francese col cappello, già noto per le sue intemperanze oltre che per essere stato tre volte tristellato, restituisce le stelle Michelin muovendo gravi accuse alla guida più prestigiosa del mondo.
La Notizia
Di gran rifiuto parlava Dante Alighieri nel terzo canto dell’Inferno. Ma sembra esserci ormai un intero girone per gli chef che hanno deciso di restituire a Michelin quello che è di Michelin. Una protesta ormai endemica contro quella che resta la massima autorità gastronomica mondiale.Dopo Marchesi e Bras, fra gli altri, è il momento di Marc Veyrat, geniale chef col cappello già noto per le sue intemperanze oltre che per essere stato tre volte tristellato. La fase di riflessione era stata già annunciata in un’intervista del 24 giugno; arriva oggi la notizia della decisione irrevocabile di rinunciare alle due stelle e ritirarsi dalla guida Michelin. “Sono in depressione da sei mesi”, lamentava, prendendosela con il dilettantismo della guida. “Come osate prendere in ostaggio la salute dei cuochi?” Poi l’attacco: “In occasione dell’ultima visita presso i vostri uffici parigini, al fine di comprendere la ragioni della retrocessione, abbiamo potuto constatare la vostra profonda incompetenza. Questo mi fa paura per le prossime generazioni. In effetti l’unica ragione addotta era la confusione dell’emulsione di Roquefort e Beaufort con del Cheddar. Un’onta per tutta la regione. Siete manipolatori della gastronomia, non sapete nulla dell’identità del terroir”.
Un j’accuse in piena regola: Veyrat resta convinto che il suo ristorante non è stato visitato e ha chiesto di visionare le fatture. “Resterò sempre il primo ad avere ottenuto tre stelle per poi essere retrocesso dopo un anno. Siete impostori che fanno puro sensazionalismo per ragioni commerciali”.