Sta ripartendo in ordine sparso la serie A della ristorazione. Il 4 giugno è la volta delle Calandre dei fratelli Alajmo, che osserverà al momento solo il turno serale. Come Da Vittorio a Brusaporto, è stato subito boom delle prenotazioni, sia telefoniche che online.
La Notizia
Sta ripartendo in ordine sparso la serie A della ristorazione. Il 4 giugno è la volta delle Calandre dei fratelli Alajmo, che osserverà al momento solo il turno serale. Come Da Vittorio a Brusaporto, è stato subito boom delle prenotazioni, sia telefoniche che online. Ma è tutto lo stormo a tornare in volo. Dei ristoranti del gruppo, il primo ad alzare le saracinesche è il bistrot della Montecchia, il giorno 27 maggio; a seguire il 28 il Calandrino, il Gran Caffè Quadri e il Quadrino, il 30 il ristorante stellato del golf club per finire il 18 giugno con il ristorante stellato di Piazza San Marco, più dipendente dal turismo. Mentre proseguiranno le spedizioni di prodotti dallo shop online in Italia ed Europa e il servizio di asporto da Ingredienti, la dispensa di famiglia, dove sarà possibile anche sedersi e consumare in loco.“Non mi sono mai fermato: sto cucinando da stamattina per l’asporto. In questi mesi abbiamo avuto una bella risposta. È il momento di cercare di andare incontro con grande coerenza alle persone, nelle maniere più disparate. E abbiamo scoperto di avere un grande potenziale in azienda da sfruttare, come il reparto di panificazione e pasticceria.

Speriamo che questa situazione tenga a livello epidemiologico. Siamo già quasi completi: il primo giorno, appena aperte le prenotazioni, abbiamo avuto una grande risposta di appassionati e amici. Una dimostrazione di solidarietà che ci ha emozionato. Stiamo pensando a una strategia di riapertura dedicata per ogni locale. Poi a Venezia inaugureremo un pop-up per l’estate in un’isola che è ancora segreta. Sarà raggiungibile solo via mare, con il vaporetto o con la barca, attraccando in darsena; sarà possibile fare delivery a bordo o mangiare comunque all’aperto.

Adesso mi sto concentrando sui menu delle Calandre, ma è ancora un po’ presto per parlare dei piatti. Siamo in una fase di ricerca, studio e programmazione. Stiamo lavorando anche sullo stile di accoglienza, per mettere l’ospite nelle condizioni di divertirsi e vivere un momento di relax, sentendosi protetto e sicuro. Mancherà il contatto fisico, ma piuttosto che un problema può essere uno stimolo per arrivare all’ospite diversamente, non solo attraverso il cibo, ma anche passando dalla relazione di cura e ospitalità. Stiamo lavorando su molti dettagli, speriamo di riuscirci.
Se uso la mascherina? Certo, da quando è esploso il problema. È una barriera che però ho imparato a padroneggiare. Gestisco anche l’assaggio in maniera molto attenta, senza grossi problemi. Dopo un po’ mi dà fastidio, anche perché cambia leggermente la postura, ma noi cuochi siamo abituati a soffrire”.