Autodidatta totale, Meneau aveva fatto dei suoi punti deboli una ragione di forza e di creatività. “Non sono mai stato apprendista nelle grandi maison e ho imparato la cucina sui libri”, diceva da figlio di sellaio e bottegaia, sul cv appena un diploma all’alberghiero.
La Notizia
In questo maledetto 2020, un altro grande della cucina mondiale se ne va: è Marc Meneau, figura tanto geniale quanto atipica della scena francese, mancata oggi a 77 anni nella sua Vézelay. A darne l’annuncio sui social è il figlio Pierre Meneau: “Cari amici, e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il cammino di mio padre, vi annuncio la profonda tristezza di vedere andar via un uomo eccezionale e generoso, un padre che tutti avrebbero voluto avere, un nonno pieno di tenerezza e un cuoco che ha rivoluzionato la sua arte”.Autodidatta totale, Meneau aveva fatto dei suoi punti deboli una ragione di forza e di creatività. “Non sono mai stato apprendista nelle grandi maison e ho imparato la cucina sui libri”, diceva da figlio di sellaio e bottegaia, sul cv appena un diploma all’alberghiero. “Ho trascorso le mie prime vacanze presso la biblioteca dei cuochi di Parigi, cercando le ricette autentiche e i consigli dei grandi maestri. Ancora oggi è dai libri che attingo le mie idee. Gli autodidatti non sanno fare tutto, ma non possono barare”.
Convertito alla cucina per amore di sua moglie Françoise, figlia di ristoratori in Borgogna, con cui era solito cenare ogni sera nella sala del ristorante, aveva ripreso nel 1966 il caffè drogheria della madre a Saint-Père-sous-Vézelay, trasformandolo in ristorante dove Françoise confezionava gaufres e crêpes. Dopo la prima stella, datata 1972, aveva fondato nella stessa località un grande locale, l’Espérance, presto consacrato nell’empireo gastronomico. La seconda stella arriva nel 1975, la terza nel 1983, anno in cui Meneau è cuoco francese dell’anno per Gault & Millau. La sua è la cucina di un solista fuori da qualsiasi schema, perennemente all’erta, tanto che Meneau è fra i primi a ricavarsi un orto privato. Ciononostante una stella si perde nel 1999, per riaccendersi 5 anni più tardi. Nel 2007 tuttavia la maison è messa in liquidazione, riaperta, richiusa. Acquistata dal gruppo Hôtel & Food Disrpt partners di Alain Ducasse, è tuttora in attesa del grande rilancio, procrastinato causa covid.