Un ristorante che ha attraversato oltre un secolo e mezzo di storia sorrentina, passato dalle mani di Antonino Ercolano alla famiglia Manniello e diventato un indirizzo-simbolo dell’ospitalità campana. Sembra che i cannelloni siano nati proprio qui, ma c’è di più: fra le sale e gli spazi esterni, O’Parrucchiano assomma quasi 1000 coperti e continua ad attirare ospiti dal mondo.
A Sorrento la storia di O’ Parrucchiano comincia con un nome nato quasi per scherzo, prima di diventare una delle insegne più note della Campania. Nel 1868 Antonino Ercolano aprì una piccola trattoria -La Favorita, ndr- dopo aver abbandonato la strada del seminario; gli amici cominciarono a chiamarlo “O Parrucchiano”, il parroco, e quel soprannome sopravvisse al suo stesso inventore. Da allora sono passate generazioni, sono cambiati gli ospiti e Sorrento è diventata una delle destinazioni più celebri del Mediterraneo, ma sotto i pergolati di limoni del ristorante la storia continua a essere servita in sala, insieme ai cannelloni che proprio qui hanno trovato la loro origine.

Il tempo, da O’ Parrucchiano, ha una maniera tutta sua di sedersi a tavola. Passa attraverso una ricetta che ancora oggi conserva il nome della casa, attraversa il profumo degli agrumi del Giardino degli Innamorati, si ritrova nei gesti di una famiglia che da quattro generazioni si occupa di ospitalità e arriva fino alle domeniche d’inverno, quando antichi timballi e sartù tornano a raccontare una cucina che appartiene alla memoria sorrentina. Dal 1868 il ristorante è cambiato insieme alla città, ma la sua identità è rimasta ancorata a un’idea precisa: accogliere significa anche custodire ciò che si è ricevuto.

Dalla trattoria di Antonino Ercolano alla famiglia Manniello
Non vi abbiamo ancora raccontato tutta la storia, perché negli anni Quaranta arrivò un altro passaggio fondamentale. Ercolano, che non aveva figli, affidò la trattoria al nipote Giuseppe Manniello, rimasto orfano di padre quando aveva appena sette anni e cresciuto da lui come un figlio. Giuseppe imparò a cucinare nella stessa casa che lo aveva accolto e cominciò a trasformare quella piccola realtà in qualcosa di più grande, mantenendo però intatto il carattere familiare e generoso della cucina. Fu lui ad ampliare il locale e a portarne il nome oltre i confini di Sorrento.

La fama di O’ Parrucchiano, dunque, è inseparabile dalla "dinastia di accoglienza" dei Manniello. E proprio qui si trova uno degli elementi più interessanti dell’indirizzo: la famiglia non ha costruito soltanto un ristorante, ma una vera cultura dell’ospitalità che, generazione dopo generazione, si è allargata alla gestione alberghiera. All’inizio degli anni Sessanta Giuseppe Manniello decise infatti di portare la propria esperienza anche nell’hôtellerie e, insieme ai tre figli ancora poco più che ventenni, aprì altri alberghi di qualità a Sorrento. Oggi il ramo della famiglia legato a O’ Parrucchiano gestisce il Grand Hotel La Favorita e il Grand Hotel Europa Palace, oltre a essere socio di altre strutture alberghiere della città.


È un passaggio importante, perché racconta qualcosa che va oltre la semplice continuità imprenditoriale. L’ospitalità, per i Manniello, ha assunto nel tempo una forma quasi domestica: accogliere qualcuno significa permettergli di entrare in una storia, riconoscere un territorio, sedersi a tavola come se quella tavola avesse già una memoria da condividere. O’ Parrucchiano ne rappresenta la matrice gastronomica, mentre il Grand Hotel La Favorita ne raccoglie e sviluppa la vocazione alberghiera. Giuseppe Manniello Junior e Mario Manniello sono oggi la quarta generazione di questa famiglia, che ha legato la propria identità alla cultura dell’accoglienza sorrentina.

Il Giardino degli Innamorati, l’eredità di Enzo Manniello
Poi c’è il luogo. E nel caso di O’ Parrucchiano sarebbe impossibile raccontare il ristorante senza raccontare il giardino, perché qui il paesaggio non fa da semplice sfondo alla tavola: ne diventa parte integrante. Superata la soglia, il percorso conduce attraverso il verde verso gli spazi del ristorante, tra alberi di agrumi, piante e fiori. Il profumo dei limoni accompagna gli ospiti e costruisce un’atmosfera che ha contribuito in maniera decisiva all’identità del locale.

A rendere ancora più significativo questo spazio è la storia di Enzo Manniello, figlio di Giuseppe. Insieme alla moglie Tina, Enzo contribuì a consolidare la fama di O’ Parrucchiano e a portarlo verso una dimensione sempre più internazionale senza perdere il rapporto con Sorrento e con la propria origine familiare. Fu lui a immaginare uno degli angoli più riconoscibili del ristorante, il Giardino degli Innamorati: pergolati di limoni, piante e fiori che compongono un percorso immerso nel verde, punteggiato da scorci e atmosfere mediterranee. Oggi il giardino porta il suo nome e conserva la traccia della sua visione.

La scomparsa di Enzo nel 2025 ha lasciato un vuoto profondo nella famiglia e nella comunità sorrentina, ma la sua idea di ospitalità continua a vivere proprio attraverso questo spazio. Il giardino conserva infatti quella filosofia fatta di cordialità, semplicità e attenzione all’ospite che ha accompagnato la storia della famiglia. Oggi sono Giuseppe Manniello Junior e Mario Manniello, insieme alla madre Tina, a portare avanti questa eredità. Mario, in particolare, accoglie personalmente gli ospiti e li accompagna lungo la scalinata immersa nel verde che conduce dai locali originari verso il giardino.

«Mio padre, Enzo Manniello, amava profondamente questo ambiente e negli anni ha contribuito a renderlo quello che è oggi», racconta Mario Manniello, owner del Grand Hotel La Favorita e di O’ Parrucchiano. «Abbiamo cercato di mantenere e valorizzare tutto ciò che di bello ha realizzato, preservando quell’equilibrio tra natura, tradizione e accoglienza che rende O’ Parrucchiano un luogo così particolare». È una frase che aiuta a comprendere perché il giardino abbia un peso così preciso nell’esperienza del ristorante. I limoni che circondano i tavoli di O’ Parrucchiano tornano infatti anche nei giardini del Grand Hotel La Favorita, creando una continuità concreta tra le due realtà della famiglia.

I cannelloni sono nati qui
Naturalmente, però, da O’ Parrucchiano la storia arriva anche nel piatto. E ha una forma precisa, arrotolata e ripiena: quella dei cannelloni. Il ristorante è celebre per aver dato origine a questa preparazione, nata qui oltre un secolo fa con il nome di “strascinati”. Un classico diventato poi parte del patrimonio gastronomico italiano e ancora oggi preparato come allora. Il cannellone è il simbolo più evidente di una cucina che non rinnega la propria origine: il ragù napoletano, la genovese, gli gnocchi alla sorrentina e le ricette di mare legate al pescato del Mediterraneo compongono una linea gastronomica precisa, costruita attorno a ingredienti e sapori immediatamente riconoscibili.

«O’ Parrucchiano è innanzitutto cucina sorrentina e campana, fatta di sapori autentici e di ricette che fanno parte della nostra storia e che abbiamo scelto di custodire nel tempo», spiega Mario Manniello. «Il piatto simbolo sono naturalmente i cannelloni, inventati proprio qui e tutt'ora preparati seguendo la nostra ricetta storica. La proposta rimane fortemente legata ai grandi sapori della tradizione regionale». Una tradizione che comprende anche una cucina di mare, naturale conseguenza della geografia di Sorrento e del suo rapporto con il Mediterraneo.


Accanto alle preparazioni più celebri convivono dunque i piatti che valorizzano il pescato e una materia prima che cambia con la stagione. La semplicità apparente delle ricette richiede, in questo caso, un'attenzione ancora maggiore alla ricerca degli ingredienti e alla loro purezza. Il punto, per O’ Parrucchiano, è proprio custodire quei sapori che chi arriva in Costiera cerca anche per ritrovare una parte dell’immaginario gastronomico campano. La cucina diventa così una forma di racconto territoriale, ma soprattutto una pratica familiare che il ristorante continua a esercitare ogni giorno.

La domenica napoletana torna a tavola
La continuità con il passato, però, non significa lasciare la cucina immobile. Durante l’anno lo chef Francesco De Simone propone periodicamente menu dedicati, costruiti seguendo la stagionalità e la disponibilità delle migliori risorse locali. Sono proposte che permettono di affiancare ai grandi classici una selezione di piatti nuovi, lasciando allo chef lo spazio per lavorare su ciò che il territorio offre in quel preciso momento. Il progetto più curioso riguarda però le domeniche d’inverno, quando O’ Parrucchiano intende recuperare alcune delle preparazioni che un tempo scandivano il pranzo festivo delle famiglie campane. In tavola tornano così ricette come il sartù di riso e il timballo di pasta alla napoletana, preparato seguendo le vecchie ricette della casa.

Come ci racconta Mario Manniello. «l’idea è quella di far riscoprire alle nuove generazioni una parte della nostra cultura e, allo stesso tempo, regalare a chi quei sapori li ha conosciuti da bambino l’emozione di ritrovarli oggi da adulto». È una maniera concreta di intendere la memoria gastronomica: una ricetta sopravvive davvero quando qualcuno continua a prepararla, quando un ragazzo la assaggia per la prima volta, quando un adulto riconosce in un profumo qualcosa che apparteneva alla propria infanzia. «Per noi la cucina ha anche questo valore: non è soltanto gusto, ma memoria, famiglia e capacità di far rivivere, attraverso un piatto, un momento della propria storia», aggiunge Manniello.

Da Antonino Ercolano a Giuseppe Manniello, da Giuseppe a Enzo, fino a Mario e Giuseppe Manniello Junior: la vicenda di O’ Parrucchiano ha seguito il ritmo delle generazioni, cambiando dimensione senza perdere il proprio accento. Nel frattempo Sorrento è diventata una destinazione internazionale e il piccolo locale del 1868 è stato attraversato da ospiti arrivati da ogni parte del mondo, attratti dalla combinazione singolare tra cucina e giardino.

Rimane soprattutto una storia di famiglia, e forse è proprio questo il dettaglio che permette a O’ Parrucchiano di conservare una fisionomia così precisa dopo più di un secolo e mezzo. I cannelloni continuano a seguire la ricetta della casa, il giardino continua a crescere sotto i limoni, le ricette domenicali tornano lentamente alla tavola e una nuova generazione di Manniello continua a occuparsi degli ospiti. La storia, qui, non è qualcosa da raccontare soltanto: passa ancora di mano in mano, dalla cucina alla sala, dalla famiglia alla tavola.
O'Parrucchiano
Corso Italia, 71, 80067 Sorrento NA
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