Cortona custodisce un tempo scandito da vendemmie e potature, dove ogni oliveto sembra ricordare una promessa fatta anni prima. Promessa che Il Falconiere di Silvia Baracchi ha mantenuto senza mai smettere di guardare al futuro. Così, in seno a una proposta di ospitalità identitaria nasce oggi un riconoscimento internazionale, arrivato da lontano a certificare ciò che la chef racconta da sempre.
Tra le luci-flash di Las Vegas, palcoscenico della Virtuoso Travel Week, è risuonato il nome di una collina toscana. Il Falconiere Relais & Spa, wine resort affiliato Relais & Châteaux adagiato tra i vigneti che circondano Cortona, si è infatti appena aggiudicato il Best Culinary Community Partner Award 2026, il riconoscimento con cui Virtuoso individua l’insegna capace di raccontare con maggiore autenticità l'esperienza gastronomica ai propri ospiti. A monte un network che non ha bisogno di presentazioni, guidato da oltre ventimila travel advisor in più di cinquanta Paesi: non una giuria distante, bensì i professionisti che vivono ogni giorno il turismo di alto livello e che hanno voluto premiare chi sa offrire agli ospiti un'esperienza gastronomica davvero autentica e consapevole.



Non sorprende, dunque, che a meritare il premio sia soprattutto l'impegno nell'accoglienza e nella tutela ambientale della proprietà guidata dalla chef stellata Silvia Baracchi, capace negli anni di trasformare la cucina del Falconiere in una narrazione fedele del territorio cortonese. Tra queste mura, il concetto di "chilometro zero" abbandona il gergo tecnico per farsi gesto sentito: una filiera misurata a passi d'uomo, un orto verticale rigoglioso dove erbe aromatiche, primizie e fiori edibili vengono colti ancora freschi per sfiorare il piatto una manciata di ore dopo. Un rito di memoria e rispetto per l'ambiente che riduce al minimo l'impronta sull'ecosistema. «Questo riconoscimento appartiene a tutto il nostro team», dichiara con gioia Silvia Baracchi commentando la notizia. «Ogni pietanza che serviamo racconta la nostra biodiversità, la nostra storia e la nostra famiglia. Ricevere questo premio dalla community Virtuoso, davanti ai migliori travel advisor del mondo, è un'emozione immensa».



Il dialogo quotidiano tra vigna e cucina
Al Falconiere, il piatto e il calice non si limitano ad abbinarsi: si conoscono da sempre, nascono dalla stessa terra. Non a caso, la brigata lavora a stretto contatto con la Baracchi Winery, oggi guidata con maestria da Benedetto Baracchi. «La mia cucina non avrebbe voce senza la nostra cantina», rivela la chef. «I vini prendono vita a pochi metri dai fornelli, crescono e maturano respirando gli stessi profumi della materia prima». Da questa sintonia nascono i vini e l'olio extravergine che impreziosiscono la tavola stellata, offrendo agli ospiti un excursus unico, dai filari assolati alla degustazione finale. Un racconto vivo che la comunità internazionale di Virtuoso ha scelto ora di portare alla luce, consolidando il ruolo della proprietà come punto di riferimento enogastronomico in Toscana.

Una villa del Seicento, un sogno di famiglia
Per comprendere quanto questo riconoscimento sia coerente con la storia della casa occorre risalire quasi quarant'anni indietro, quando Silvia e Riccardo Baracchi scelsero di restaurare l'antica villa di famiglia, una dimora del Seicento circondata da vigneti secolari alle porte di Cortona. Era il 1989, e da quel restauro nacque un luogo in cui ospitalità, cultura, natura ed eccellenza gastronomica avrebbero imparato a convivere. Il ristorante venne ricavato dall'antica limonaia della villa, e nel 2002 arrivò il riconoscimento che avrebbe cambiato la storia della proprietà: la Stella Michelin, tuttora l'unica nella provincia di Arezzo. Silvia Regi Baracchi, nata a Perugia e cresciuta a Cortona, figlia d'arte, ha saputo trasformare una passione familiare in un percorso imprenditoriale solido, diventando ambasciatrice della cultura toscana ben oltre i confini della tenuta, protagonista di eventi internazionali e fondatrice del corso di cucina Cooking Under the Tuscan Sun, che ogni anno richiama fan e storici habitué da tutto il globo. «Cucinare per me è un gesto d'amore: verso la mia terra, verso la mia famiglia e verso chi mi sceglie ogni giorno», ha raccontato la chef, condensando in una frase l'idea di ospitalità che anima l'intera proprietà.


Il ristorante, fregiato di una stella Michelin dal 2002, occupa una veranda luminosa affacciata sui vigneti, dove Silvia Baracchi lavora fianco a fianco con lo chef Richard Titi per costruire una cucina che intreccia memoria toscana e prodotto puro, accompagnate naturalmente dalle etichette della Cantina Baracchi. La Guida Michelin ha descritto l'atmosfera del luogo con parole che meritano di essere riportate per intero: «Colori, pietre, serenità: una Toscana antica che incanta e sospende il tempo». Una sintesi difficile da migliorare, per un ambiente capace di restare intimo pur affacciandosi su un panorama collinare vastissimo.
Camere, spa e i rituali dell'alba etrusca

Attorno alla tavola, il Falconiere costruisce un'esperienza che si allarga su più fronti senza mai perdere coerenza. Le trentuno camere della proprietà sono distribuite tra edifici storici differenti – l'elegante Villa Padronale, cuore nobile della tenuta accanto alla Chiesetta di San Girolamo, l'antico Casolare per chi cerca un'immersione più rustica, e la romantica Scuderia per chi preferisce riservatezza – ciascuna arredata con pietra serena, cotto antico e travertino, in un equilibrio di colori caldi pensato per rallentare il ritmo di chi vi soggiorna. Poco distante sorge la Thesan Spa, che prende il nome dalla divinità etrusca dell'alba e della rinascita, e propone trattamenti costruiti sulle proprietà antiossidanti dell'uva e del vino, sui nutrienti dell'olio extravergine d'oliva e sull'aromaterapia delle erbe coltivate nel giardino della tenuta, in collaborazione con l'Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, fondata nel 1221. Tra i trattamenti signature, la Tuscany Experience propone un peeling al vino rosso seguito da un bagno antiossidante e da un massaggio con oli ricchi di polifenoli, mentre il rituale Olivanda lavora su sale marino, lavanda e olio extravergine per pelli in cerca di tonicità.

Chi desidera uscire dai confini della proprietà trova un calendario di proposte pensate per attraversare il territorio con la stessa cura riservata alla cucina: lezioni di mixology per scoprire l'anima liquida della Toscana, percorsi in e-bike tra i colli cortonesi con soste gourmet accompagnate da un calice Baracchi, sessioni di yoga e cammini che attraversano sentieri romani fino all'Eremo francescano delle Celle, oltre a laboratori artistici tra vigneti e giardini e un workshop olfattivo per comporre la propria fragranza personale. Il vino, l'olio e il paesaggio diventano così strumenti di conoscenza al pari del piatto servito a cena.

Cortona, intorno a tutto
Attorno a questo mosaico resta Cortona, arroccata sulle colline della Valdichiana, che gli ospiti della tenuta raggiungono in pochi minuti per scoprire il patrimonio etrusco del Museo MAEC, la scalinata medievale di Piazza della Repubblica, la vista sulla valle dalla Fortezza del Girifalco, il silenzio dell'Eremo Le Celle. Il premio arrivato da Las Vegas racconta, a suo modo, lo stesso territorio che la cucina del Falconiere porta in tavola ogni sera: la conferma che un'esperienza costruita con pazienza attorno a una vigna, un orto e una famiglia possa parlare oggi la lingua che ascoltano, in tutto il mondo, i professionisti del turismo di lusso.