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Salsedine 367: “nascosto” in un bagno romagnolo c’è il ristorante di pesce che vorresti trovare ovunque

di:
Manuel Marcotti
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Nuova copertina sito salsedine 367

Sapore di mare, declinazioni di gusto: il Salsedine 367 e l’accoglienza  gentile di Lido di Savio.

Foto di Cristina Bagnara

La location, il ristorante, la filosofia

Chiudi gli occhi e pensa a Lido di Savio. Cosa ti viene in mente? Probabilmente l'immagine rassicurante di una vacanza dal ritmo lento, le famiglie che passeggiano con tranquillità al tramonto, i bambini che costruiscono goffi castelli di sabbia sul bagnasciuga e quella sensazione di quiete che ti avvolge non appena spegni il motore dell'auto. È l'antitesi della movida frenetica che sta al di la del Canale Cupa. A pochi chilometri di distanza, anche le sagome imponenti delle montagne russe di Mirabilandia svettano contro il cielo, ricordandoci che il divertimento e l'adrenalina sono a portata di mano; ma qui, sulla spiaggia, regna una gioviale serenità, ideale per staccare davvero la spina. Eppure, proprio in questo contesto così familiare e placido, si nasconde un indirizzo che fa evolvere con garbo il concetto di giornata al mare: il Salsedine 367.

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Se vi aspettate il classico bagno romagnolo, tutto ombrelloni a perdita d'occhio e spaghetti alle vongole di ordinanza, siete fuori strada. Il Salsedine 367 è un progetto nato dalla visione di due anime profondamente legate a questo territorio: Alessandro Zoli e Alessandra Bagnara. Sono loro i padroni di casa, i registi di questo salotto con i piedi letteralmente nella sabbia. Alessandra ha curato ogni dettaglio estetico del locale, mescolando pezzi di modernariato a elementi caldi, creando un'atmosfera intima che ti fa sentire subito ospite di riguardo, pur mantenendo quell'informalità scanzonata tipica della Romagna. Alessandro, un omone gentile, dal canto suo, governa la sala e la spiaggia con l'occhio attento di chi conosce il mestiere, muovendosi tra i tavoli con una naturalezza che mette immediatamente a proprio agio e predispone al relax. Ai fornelli troviamo lo chef Gaetano Latino. Il suo curriculum parla da solo (è, tra le altre cose, Ambassador per il caviale Calvisius), ma è la sua filosofia a conquistare l'ospite.

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Gaetano possiede una mano rara, caratterizzata da una delicatezza che non sovrasta mai l'ingrediente. C'è una ricerca innata ed istintiva dell'equilibrio nei suoi piatti e un rispetto reverenziale per la scelta della materia prima, che emerge nitida e protagonista a ogni assaggio. Sedersi alla tavola del Salsedine 367 è un po' come fare un giro sulle attrazioni della vicina Mirabilandia, declinate però in chiave gastronomica. Ci sono piatti che ti cullano dolcemente come una rassicurante giostra per bambini, e altri che ti regalano brividi improvvisi, accelerazioni di sapore, vere e proprie montagne russe di consistenze che divertono il palato.

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I piatti

Il mio percorso è iniziato con una Terrina di coppa di testa di ricciola, misticanza di erbe aromatiche e fiori eduli. Un antipasto che equivale a una passeggiata in riva al mare all'alba: fresco e pulito, dove la nota grassa e suadente della ricciola viene risvegliata dal tocco vegetale, quasi pungente, della misticanza. Poi, ecco la prima accelerazione, l'iSpeed del nostro pranzo: il Pan brioche con tartare di gamberi rosa nostrani, yogurt, lamponi, servito con caviale di storione fresco Calvisius. Qui la giostra prende velocità. Affondi il morso e trovi il calore confortevole del pan brioches, a cui segue la dolcezza iodata del gambero, subito interrotta dalla spinta acida del lampone e dello yogurt, per chiudere infine con la profondità sapida ed elegante del caviale. Un gioco di contrasti preciso, che tiene alta l'attenzione in ogni singolo boccone.

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Il viaggio prosegue su note più esotiche con la Seppiolina di Porto Santo Spirito, pack choi, melone bianco, anacardi e salsa al lemon grass. Gaetano qui dimostra di saper viaggiare con la mente senza perdere la bussola della misura. La tenacia gentile della seppia incontra la croccantezza terragna degli anacardi e l'acquosità rinfrescante del melone, mentre il lemon grass chiude il cerchio con una spinta aromatica che invita subito al boccone successivo. Ed è proprio a questo punto che si consuma uno dei momenti più autentici del nostro pranzo, di quelli che ti ricordano perché ami sederti a una tavola viva e non impostata. Dalle porte della cucina spunta lo chef Latino. Tra le braccia tiene una cassetta e ha negli occhi quella luce sincera di chi non vede l'ora di condividere una scoperta. Guarda cosa mi hanno appena consegnato, mi dice. Dentro riposano dei funghi galletti turgidi e profumati, arrivati freschi la mattina stessa. Da quella spesa fortunata, dall'ispirazione del momento, è nato il primo piatto che mi ha proposto: Cappelletti al parmigiano, canocchie, funghi galletti, stridoli, alghe di mare e shiso. In un solo piatto si condensa un intero giro sulla ruota panoramica. Si sale per guardare la collina romagnola, cullati dalla sapidità rassicurante del parmigiano e dai sentori di bosco dei galletti e degli stridoli, per poi scendere a sfiorare l'Adriatico, grazie alla dolcezza della canocchia e alla salinità dell'alga. Il tocco balsamico dello shiso fa da raccordo. Un piatto profondo, figlio dell'istinto e di una mente ricettiva.

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A seguire, il mare torna a dominare la scena con un Trancio di ombrina al forno, millefoglie di patate, spinaci e cremoso allo yuzu. La cottura del pesce è un manuale di precisione; le carni, umide e cedevoli, trovano conforto nella classicità della patata e dello spinacio, ma è il cremoso allo yuzu a donare quel guizzo agrumato che ravviva il palato, come lo spruzzo d'acqua inatteso alla fine della discesa dei tronchi acquatici. La chiusura dolce è un atterraggio morbido sui cuscini: un Bonbon al passion fruit e cocco, sorbetto mango e vaniglia, namelaka al cioccolato fondente. L’avvolgenza del cioccolato si fonde con i profumi esotici, pulendo la bocca con le temperature fredde del sorbetto e lasciando un retrogusto lungo che invita a prolungare l'ozio.

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Ma un'esperienza del genere non sarebbe completa senza il giusto accompagnamento nel bicchiere, e qui entra in scena il vero asso nella manica del Salsedine 367. Alessandro Zoli trascorre i mesi invernali in Francia, e questo respiro internazionale si legge in ogni pagina della carta dei vini. Dimenticate le liste fatte per inerzia. La sua è una proposta di spessore. C'è spazio per le etichette altisonanti e convenzionali, certo, ma il vero divertimento sta nello scovare le chicche frutto della sua instancabile ricerca personale: piccoli vigneron francesi, realtà indipendenti d'oltralpe e artigiani del vino italiani scovati fuori dai radar comuni. Una cantina che ti prende per mano e ti invita a sperimentare.

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L'atmosfera del locale è talmente godibile che il tempo scivola via. E proprio mentre sorseggiavo le ultime gocce del mio calice, il caso mi ha regalato una sorpresa degna di un sei al Superenalotto. Pochi tavoli più in là, seduto in completo relax nel suo giorno di riposo, c'era un noto e celebrato chef bolognese. Un incontro fortuito, che ha chiuso il cerchio di una riflessione che facevo tra me e me: se un professionista di quel calibro, abituato alla tensione delle grandi cucine, sceglie di guidare fin qui per pranzare in santa pace in riva al mare, un motivo ci dovrà pur essere. La regola non scritta della ristorazione non mente mai: per mangiare bene, segui i cuochi quando non lavorano.

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Uscendo dal Salsedine 367, con i piedi che affondano di nuovo nella sabbia tiepida del pomeriggio, ci si sente rinfrancati. Lido di Savio conferma la sua vocazione di rifugio sereno, una meta ideale per le famiglie e per chi cerca una vera pausa dalla quotidianità. Ma ora sappiamo che, tra una passeggiata rilassante e una brezza di pineta, questo angolo di costa è in grado di regalare montagne russe di sapori che restano impresse nella memoria, a lungo, fondendo la gioia di una vacanza spensierata all'emozione di una grande tavola.

Ristorante Salsedine367

Indirizzo: Via Giovanni Marradi, 11, 48125 Lido di Savio (RA)

Telefono: +39 0544 949400

Sito web: http://www.salsedine367.it/

Email: Contattabili direttamente tramite l'apposito modulo presente sul loro sito web ufficiale.

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