Chi è Nokx Majozi, la chef sudafricana icona negli UK: “Mi schernivano. Oggi vado in TV”

di:
Elisa Erriu
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Nuova copertina knox majozi

Ridevano perché studiava cucina, la prendevano in giro. Oggi Nokx Majozi porta i sapori del Sudafrica sulle tavole britanniche, tra riconoscimenti, meriti e una rivoluzionaria idea di gastronomia.

Per molto tempo, nella comunità in cui è cresciuta, scegliere una scuola di cucina sembrava quasi un controsenso. Oggi Nokx Majozi firma un libro dedicato alla gastronomia sudafricana, cucina nei ristoranti più prestigiosi di Londra e porta avanti una missione precisa: convincere il Regno Unito che il Sudafrica ha molto altro da offrire oltre ai suoi vini. La sua storia attraversa continenti, ma parte da una domanda che, anni fa, le veniva rivolta con incredulità: perché studiare per imparare a cucinare?

Quando studiare cucina sembrava una follia

A Durban, dove è nata e cresciuta, cucinare era un sapere che passava naturalmente da una generazione all'altra. Le ricette si imparavano osservando madri, nonne e parenti, per questo l'idea di trascorrere tre anni in un istituto alberghiero appariva incomprensibile. «Mi dicevano: "Non può essere un vero corso di studi". Per la mia comunità ero quasi uno scherzo. Pensavano che se avevo bisogno di andare a scuola per cucinare significasse che i miei genitori non mi avevano insegnato abbastanza.», ha recentemente raccontato al The Independent. Lei, però, quella decisione la prese comunque. Una scelta che avrebbe cambiato completamente il suo futuro.

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Dalla cucina di casa alle grandi brigate internazionali

Il primo amore per i fornelli nasce molto prima della scuola, tra le pareti di casa. La madre preparava i piatti della tradizione, mentre il padre amava sperimentare, lasciandosi ispirare dagli ingredienti e dalle influenze culturali che incontrava lavorando nel porto di Durban. Fra i ricordi più vividi rimangono gli gnocchi della madre e il fish curry del padre, ma soprattutto il tempo trascorso accanto a lui. «Mentre lo aiutavo a tagliare gli ingredienti capii che si poteva prendere qualcosa di semplice e trasformarlo in qualcosa di speciale. È lì che mi sono innamorata della cucina.» svela sempre all'Independent. Dopo il diploma arrivò il primo impiego in un hotel di Durban, poi la svolta inattesa: Disney la selezionò per cucinare piatti sudafricani in un resort della Florida. Quella partenza cambiò anche lo sguardo della comunità che inizialmente aveva criticato la sua scelta. «Solo allora tutti hanno capito che cucinare poteva diventare una professione e persino portarti dall'altra parte del mondo. Nella mia comunità nessuno aveva mai vissuto un'esperienza simile.»

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Londra e il sogno diventato libro

Dai primi anni Duemila Majozi vive nel Regno Unito. Qui ha lavorato nelle cucine dell'InterContinental London, del Rosewood London e, più recentemente, è entrata nel team di Fallow come chef in residence. Nel frattempo sono arrivate le partecipazioni televisive, il riconoscimento fra i talenti emergenti individuati dal critico Jay Rayner e, infine, il progetto che inseguiva da anni: il suo primo ricettario. The South African Cook Book racconta il Paese attraverso le sue tavole, viaggiando da Città del Capo a Durban e attraversando culture, tradizioni e territori molto diversi tra loro. «Ho sempre pensato che la mia storia dovesse cominciare da casa. Voglio portare le persone nei luoghi da cui provengo e, allo stesso tempo, incoraggiare i giovani cuochi sudafricani. A volte l'inizio è difficile, ma non determina dove puoi arrivare.»

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Una cucina che parla molte lingue

Secondo Majozi, uno dei grandi equivoci sulla gastronomia sudafricana riguarda proprio la sua identità. Molti la immaginano come una cucina omogenea, mentre nasce dall'incontro di culture diverse. Solo viaggiando, racconta, ha compreso quanto fossero profonde quelle contaminazioni. Per questo il libro non segue una sola tradizione, ma attraversa province e comunità differenti, mostrando una cucina in continuo dialogo con la propria storia.

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«Vorrei che il mondo scoprisse anche il nostro cibo»

Dietro il libro c'è anche un obiettivo più ampio. Il suo desiderio è semplice: incuriosire chi non ha mai assaggiato questa cucina e offrire una chiave per comprenderne la ricchezza culturale. «Vorrei che le persone preparassero qualcosa che non hanno mai cucinato prima. Attraverso queste ricette possono conoscere meglio il nostro Paese, capire come cambiano i sapori da una provincia all'altra e scoprire una parte del Sudafrica che spesso rimane in secondo piano.» Per Nokx Majozi il successo del libro non si misurerà soltanto dalle copie vendute. La soddisfazione più grande arriverà il giorno in cui qualcuno, aprendo una pentola o affettando un mango, sentirà di aver viaggiato fino a Durban senza lasciare la propria cucina.

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