Attualità enogastronomica

Barcellona, 53.000€ di affitto al mese per un ristorante di pesce: “Chiudiamo tutto, insostenibile”

di:
La Redazione
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copertina merendero de la mari chiude

C’è un ingrediente invisibile ma amarissimo che negli ultimi tempi sta soffocando la ristorazione tradizionale: il costo insostenibile della gestione. A Barcellona ce ne siamo accorti nel modo più doloroso, con l'addio forzato a uno dei templi della cucina di mare cittadina. Dopo oltre trent’anni di attività, le serrande del celebre Merendero de la Mari si preparano a scendere per sempre.

Il conto, stavolta, non è quello portato ai tavoli per un'ottima paella o un fritto di pesce, ma quello presentato a fine mese dal proprietario delle mura: un affitto monstre da ben 53.000 euro. Una cifra diventata del tutto insostenibile per un'attività artigianale che ha fatto della freschezza della materia prima e dell'accoglienza il suo marchio di fabbrica fin dal 1994.

Tra scontrini in calo e una notte che si spegne

Inutile nasconderlo: la ristorazione è cambiata e, insieme a lei, la clientela. Come racconta amareggiata Rosa Maria Ribera – quarta generazione di una famiglia dedita all'accoglienza – alla testata El Paìs, le difficoltà non nascono oggi, ma affondano le radici nel post-pandemia e nella profonda trasformazione della zona di Port Vell.

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Se un tempo le sale da 150 coperti e l'ampia terrazza affacciata sul mare (in grado di ospitare fino a 200 persone) brulicavano di gente, oggi il panorama è desolante. I residenti hanno gradualmente abbandonato il quartiere e il flusso turistico è cambiato nei numeri e nelle abitudini di spesa. «L'affluenza della sera è crollata e chi passeggia al porto spesso non spende per cenare. Chi ha budget elevati preferisce i ristoranti interni ai grandi hotel di lusso. Inoltre, con l'impennata delle materie prime, i margini si sono assottigliati all'inverosimile», spiega la titolare.

Cronaca di una fine annunciata

Nato come autentico chiringuito tra le sabbie della Barceloneta e poi trasferitosi con successo sotto i portici del Palau de Mar in Plaça Pau Vila, il locale aveva superato negli anni scossoni importanti, compresa la crisi finanziaria del 2008. Ma l'ultimo aumento dell'affitto – scattato nel 2019 con un rincaro superiore al 20% – unito a due estati sottotono e a costi operativi sempre più schiaccianti, ha messo definitivamente in ginocchio l'azienda, che conta ben 30 dipendenti.

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Dopo soli due mesi di arretrati accumulati a causa delle perdite continue, l'ente gestore ha recapitato l'avviso di sfratto, chiudendo ogni porta a possibili rinegoziazioni del canone. Ora la palla passa all'autorità portuale per capire chi rileverà gli spazi di Palau de Mar. Per il Merendero de la Mari, invece, si chiude un capitolo lungo 32 anni. Resta l'amaro in bocca per la perdita di un pezzo di storia della gastronomia catalana, travolto da affitti "da capogiro" che rischiano di lasciare spazio soltanto ai grandi marchi internazionali.

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