Attualità enogastronomica

Alex Claridge, lo stellato: “È impossibile guadagnarsi da vivere facendo gli chef”

di:
La Redazione
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Nuova copertina alex claridge

Tra le mura di The Wilderness, tempio della ristorazione indipendente guidato dallo chef stellato Alex Claridge, i piatti continuano a incantare i palati e i tavoli registrano costantemente il tutto esaurito. Eppure, dietro il bagliore delle luci della sala e il profumo di preparazioni raffinate, si nasconde un'amara verità: la matematica dell'alta cucina oggi semplicemente non torna.

"Statisticamente è diventato quasi impossibile guadagnarsi da vivere. Non si tratta di un modo per arricchirsi in fretta, semmai per impoverirsi a ritmo record", sintetizza Claridge con schiettezza provocatoria ai microfoni di BBC. Secondo lo chef, l'intero panorama culinario indipendente sta camminando sul ciglio di un precipizio, schiacciato tra costi di materia prima alle stelle, bollette da capo di imputazione e margini ridotti all'osso.

Il nodo fiscale e l'illusione degli aiuti

A far discutere è la recente manovra governativa britannica destinata al rilancio del settore: una riduzione del 20% sulle imposte immobiliari commerciali che, da aprile prossimo, interesserà pub, club e spazi dedicati alla musica dal vivo per un valore complessivo di 100 milioni di sterline. Un'iniziativa pensata per rianimare le strade cittadine, ma che lascia clamorosamente fuori dal piatto proprio ristoranti, bistrot, caffè e hotel.

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Per Claridge, la misura è poco più di una spolverata di zucchero su una torta riuscita male. La vera spezia per far ripartire la macchina, sostiene lo chef, non è un piccolo sconto sulle tasse d'immobile, ma un taglio coraggioso dell'IVA per l'intera filiera dell'accoglienza. Solo una mossa così drastica darebbe ai ristoratori il respiro necessario per investire sul personale, valorizzare le risorse locali e preservare la cultura del buon cibo.

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Le reazioni delle istituzioni

Se da un lato il governo difende la misura, definendola un passo concreto per salvare circa 32.000 attività locali finanziato dalla revisione dei benefici per esercizi meno virtuosi, le istituzioni locali mostrano cauto ottimismo. Richard Parker, sindaco delle West Midlands, ha sottolineato come questo provvedimento rappresenti comunque un segnale d'attenzione verso l'economia di tutti i giorni, pur riconoscendo che la strada da percorrere è ancora lunga.

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Salvare il gusto della ricerca

Il rischio reale, avvertono gli addetti ai lavori, è che a forza di tagliare sui bilanci si finisca per impoverire l'identità gastronomica di interi territori. Senza riforme strutturali e visioni a lungo termine, la ricerca culinaria rischia di spegnersi, lasciando spazio solo alle grandi catene omologate. La domanda che lo chef lancia al settore e alla politica non è se ci si possa permettere un intervento audace, ma se ci si possa davvero permettere di rimanere a guardare mentre la cucina d'autore rischia di scomparire.

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