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Riccioli d’Oro, a Roma c’è un fine dining che fa degustazioni dai 35€: “Siamo accessibili a tutti”

di:
Leonardo Samarelli
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Da Riccioli d’Oro tecnica e creatività sono alla portata di tutti: lo chef Luca Ronzoni ha creato un’insegna che è un piccolo rifugio gourmet tra piatti vegetali, affumicature delle brace e un percorso al buio che sorprende gli ospiti. I tasting menu? Dai 35 ai 60 euro.

Dal sogno di un ristorante in zona Prati, a un locale ambientato come fosse un salotto di casa, in zona Montesacro. Riccioli d’Oro non è un “vorrei ma non posso”, bensì una realtà plasmata su stabilità economica e architettura culinaria in stile fine dining. Luca Ronzoni, chef e proprietario insieme a Damiano Lucidi (content creator e media manager) e Mirko Arena (sous chef), è stato bravo nel capire le possibilità a disposizione e sfruttarle al meglio, puntando su un quartiere in forte crescita a Roma.

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Quando ho realizzato che non avevo il budget per un ristorante di alto livello a Prati ho tirato le somme e ho creato un’insegna che rispecchiasse comunque la mia idea di cucina”, racconta Ronzoni. Difatti Riccioli d’Oro gioca una partita dall’alto tasso tecnico in cucina arrivando al gol con piatti divertenti e stagionali, spesso vegetali. La sala invece si muove al ritmo della convivialità e della leggerezza. “Ho passato quindici anni a lavorare e mangiare in ristoranti stellati e nel mio locale volevo creare un ambiente più rilassato e amichevole, dove il confronto fosse all’ordine del giorno”. Questa visione contestualizza l’arredamento dell’indirizzo, dove ogni materiale presente – in stile vintage – proviene da abitazioni private, ricreando quell’atmosfera calorosa cercata dallo chef. 

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La filosofia di Riccioli d’Oro

Attenzione dietro ogni piatto, convivialità e cura del servizio sono dunque i capisaldi del ristorante, a cui si aggiunge la dimestichezza con i vini in sala del sommelier Daniele Natalino.Sin dal primo giorno ho fatto la mia cucina senza compromessi” spiega Luca Ronzoni che con il suo ristorante è diventato in poco tempo un punto di riferimento per Montesacro. Diversi clienti abituali, di cui molti non avvezzi alla cucina “gastrofichetta” che si sono invaghiti della cucina dello chef e del suo team, anche grazie ai prezzi iper concorrenziali. Tre menu degustazione al buio, rispettivamente a 35€, 45€ e 60€ (per ben nove portate) hanno permesso a Riccioli d’Oro di raggiungere un buon compromesso per la zona e riempire il locale.

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“Applico dei prezzi vantaggiosi perché voglio che i clienti vengano qui per fare il degustazione – spiega Luca –. La scelta del percorso al buio mi permette di far assaggiare piatti e ingredienti insoliti che magari dalla carta si farebbe più fatica a scegliere”. A maggior ragione se il 60% dei prodotti del menu è di natura vegetale. Una filosofia che permette alla brigata di stimolare la creatività e cambiare spesso la carta (ogni mese), dando priorità agli ingredienti stagionali. “Siamo in dodici e il progetto deve essere sostenibile: la materia prima di stagione costa meno ed è più buona. Inoltre lavorare i vegetali è emozionante e stimolante perché ogni verdura ha un sapore a sé”.

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I piatti

Cucina golosa e lavoro tecnico notevole. È questo che emerge dalla degustazione con un menu che si divide in “le mezze” (piatti da condivisioni), e “le piene”, (portate principali). Brace e memoria sono invece il filo conduttore di diverse ricette come il Fagiolino, spuma al pepe verde e alga wakame, dove l’affumicatura della griglia da un marchio sornione al piatto. Oppure il Peperone, panna e Vodka dove la brace è sempre protagonista della cottura; un confortevole e piacevole revival anni ’80. 

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La memoria del sapore del sugo alla pizzaiola diventa complice nell’ottima Tartare di manzo avvolta in un fondente di pomodoro, pinoli e uvetta, mentre sorprende la Calamarata con purea di ciliegie, olio alle foglie di fico, ciliegie confit e Parmigiano di Bruna Alpina. Lo chef è bravo a dosare la dolcezza del frutto che con la sua acidità sostiene la sapidità del formaggio. C’è tanta padronanza di tecniche ed equilibrio palatale nello Spaghetto quadrato alla pescatora dry con burro affumicato, in cui la polvere è composta da un mix di molluschi e crostacei e pomodoro. Un piatto che ricorda i sapori della classica burro e alici, ma dalle note più delicate.

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Chiude la degustazione salata un formidabile Filetto di maiale con ceviche di lupini, in cui la delicatezza della carne (cotta con latte ed erbe aromatiche) fa da ponte per la sapidità e piccantezza della preparazione sudamericana. Il dessert? Bavarese al cioccolato bianco, limoncello e cocco. Un dolce abbraccio amabile e goloso, come il pensiero culinario di Luca Ronzoni: mai scontato, mai pretenzioso ma sempre con la bussola che indica la giusta direzione, ovvero fare alta cucina a prezzi ragionevoli.

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Riccioli d’Oro

Via Conca d'Oro 38, 00141 Roma RM

https://www.ristorantericciolidoro.it

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