A chi ha dato ragione la legge? Il caso è finito in tribunale: ecco il verdetto della Cassazione.
C'è qualcosa di più appagante, in una calda giornata d'estate tra le Dolomiti, di un sorso d'acqua fresca e cristallina? Quella che sgorga da una sorgente di montagna evoca immediatamente immagini di purezza, natura incontaminata e benessere. Se l'acqua di fonte richiama l'idea di una risorsa libera e accessibile a tutti, lo stesso principio non si applica necessariamente a quella del rubinetto, soprattutto quando ci si trova seduti al tavolo di un hotel cinque stelle.
È quanto emerge da una vicenda che ha coinvolto l'Hotel Sassongher di Corvara, in Alto Adige, conclusasi con una sentenza della Corte di Cassazione favorevole alla struttura.
Tutto ha origine nell'estate del 2019, quando una cliente romana, durante il soggiorno presso la struttura, ha richiesto al ristorante un semplice bicchiere d'acqua del rubinetto. La richiesta è stata respinta. L'unica alternativa proposta dal personale era l'acquisto di acqua minerale in bottiglia, al costo di sette euro.
La cliente ha deciso di portare il caso in tribunale, sostenendo di aver subito un danno economico e morale. Secondo la sua tesi, l'acqua rappresenta “una risorsa naturale e un diritto umano universale” e, in quanto tale, dovrebbe essere accessibile anche all'interno di un albergo di lusso. La donna ha inoltre paragonato la disponibilità di acqua corrente a servizi essenziali che ogni ospite si aspetta di trovare in una camera d'albergo, come un letto con lenzuola pulite o i prodotti da bagno.

La richiesta di risarcimento, pari a 2.700 euro, è stata, però, respinta in ogni grado di giudizio. Prima il Tribunale di Roma, poi la Corte d'Appello e infine la Corte di Cassazione hanno ritenuto infondate le pretese dell'ex ospite.
"La normativa non impone alcun obbligo di servire acqua del rubinetto al ristorante", ha spiegato Silvio Belardi, avvocato della struttura, al Corriere Alto Adige. Il legale ha, inoltre, sottolineato come l'acqua corrente fosse comunque disponibile all'interno dell'hotel e che il rifiuto riguardasse esclusivamente il servizio di ristorazione.
Il caso riporta al centro una questione che negli ultimi anni ha acceso il dibattito tra sostenibilità, diritti dei consumatori e pratiche dell'ospitalità di alta gamma. Dal punto di vista giuridico, tuttavia, la posizione appare chiara: la legislazione italiana non prevede alcun obbligo per ristoranti e strutture ricettive di servire gratuitamente acqua del rubinetto ai propri clienti.
Una decisione destinata a far discutere, soprattutto in un'epoca in cui l'attenzione verso la riduzione della plastica e il consumo responsabile delle risorse idriche è sempre più centrale. Per la legge, tuttavia, tra un bicchiere d'acqua del rubinetto e una bottiglia servita al tavolo, la scelta resta nelle mani dell'esercente.
