Maestro gelatiere e imprenditore bresciano, Oscar Nassa è il fondatore di Lapecoranera, progetto nato a Rezzato e cresciuto in una rete strutturata tra Brescia e provincia (con presenze anche a Verona) e un primo sviluppo in Cina. La sua cifra è un gelato ispirato al mondo della ristorazione: materie prime selezionate, lavorazioni classiche e gusti capaci di uscire dai binari più prevedibili.
Classe 1970, originario del Bresciano, Oscar Nassa muove i primi passi a metà anni Novanta nel ristorante di famiglia a Rezzato, seguendo dessert e produzione del gelato, e nel 2002 apre la prima gelateria Lapecoranera (11 maggio, secondo le ricostruzioni della stampa di settore), impostando fin dall’inizio un’identità netta: accanto ai gusti classici, spazio a abbinamenti allora poco comuni nel banco gelato – tra spezie, infusi e persino gusti “gastronomici” a base di formaggi – con un approccio mutuato dalla ristorazione e costruito su pastorizzazione e mantecazione secondo metodo tradizionale. Nel tempo il marchio cresce anche grazie a investitori e ad alcuni ex dipendenti che scelgono di replicare il format, mantenendo al centro la qualità della materia prima e una coerenza produttiva: la filosofia dichiarata è “zero scorciatoie”, con attenzione alla selezione di fornitori locali e partner specializzati. Nel 2024 prende forma la spinta estera: Lapecoranera avvia l’esperienza in Cina con tre punti vendita (due a Shanghai e uno a Suzhou, secondo Gambero Rosso), affiancati da una produzione organizzata sul posto tramite un laboratorio italiano a Shanghai per garantire standard e ricetta, adattando però alcuni parametri al gusto locale (ad esempio una dolcezza ridotta). Parallelamente, Nassa continua a curare ricerca e visibilità del brand anche attraverso progetti speciali e competizioni: nel 2023, ad esempio, con il gusto “Re Desiderio” vince una selezione legata al Gelato Festival World Masters, competizione organizzata da Gelato Festival in collaborazione con Carpigiani Gelato University e SIGEP – Italian Exhibition Group. Oggi il progetto mantiene una regia familiare: secondo la stampa locale, nel percorso d’impresa sono coinvolte anche la moglie Sonia e la figlia Chiara.