Executive chef di Gramercy Tavern a New York dal 2006, una stella nella Guida MICHELIN (2025). Vincitore dei James Beard Foundation Awards: Best Chef: New York City (2012) e Outstanding Chef (2015).
Nato e cresciuto a Cincinnati, Michael Anthony arriva alla cucina passando dalle lingue: dopo la laurea all’Indiana University, si trasferisce in Giappone per vivere la cultura alimentare dall’interno, tra panificazione, ristorazione e lavoro agricolo, un apprendistato che gli imprime il ritmo della stagionalità come criterio operativo prima ancora che estetico.
Il passaggio decisivo è Parigi: frequenta l’École Ferrandi e completa la formazione in brigate dove la tecnica è disciplina quotidiana, affinando un gusto per la precisione più che per l’effetto. Quando rientra negli Stati Uniti, costruisce un percorso newyorkese che tocca cucine-icona della città: prima Restaurant Daniel, poi March (chef de cuisine), quindi Blue Hill come co-chef del locale di Manhattan e, successivamente, come executive chef di Blue Hill at Stone Barns, dove la relazione con produttori e territorio diventa parte strutturale del menu.
Nel 2006 arriva la chiamata più esposta: la guida della cucina di Gramercy Tavern, uno dei luoghi simbolo dell’ospitalità americana firmata Danny Meyer. Qui Anthony lavora per sottrazione: cotture leggibili, salse costruite sul fondo e sul tempo, vegetali trattati come centro narrativo anche quando non sono protagonisti dichiarati. La casa mantiene la sua doppia anima (taverna e dining room), mentre la cucina trova una continuità nuova: tre stelle del New York Times nel 2007 e nel 2016; una stella MICHELIN attribuita alla tavola dal 2006; e una sequenza di riconoscimenti firmati James Beard Foundation (tra cui Outstanding Restaurant per Gramercy Tavern nel 2008, Best Chef: NYC nel 2012, Outstanding Chef nel 2015). Nel 2011 viene nominato chef-partner, consolidando un ruolo che unisce visione di cucina e gestione della squadra.
Il suo lavoro editoriale riflette lo stesso impianto: The Gramercy Tavern Cookbook (Clarkson Potter, 2013) e V Is for Vegetables (Little, Brown and Company, 2015), un manuale di tecnica domestica e sensibilità vegetale che vince il James Beard Foundation Book Award 2016 nella categoria Vegetable Focused and Vegetarian.
Nella parte più personale, un passaggio raccontato dallo stesso Anthony segna un cambio di prospettiva: un intervento d’urgenza al cuore lo costringe a riconsiderare tempi e priorità, riportando l’attenzione sulla sostenibilità del mestiere, non solo sulla performance del servizio. E, mentre continua a presidiare Gramercy Tavern, apre un capitolo parallelo: è stato annunciato come chef partner di Lex Yard, la brasserie del Waldorf Astoria New York (debutto previsto nel 2025), progetto che riprende la sua idea di cucina americana contemporanea “cucinata con semplicità” e sostenuta da filiere locali.