Andrea Bertini è lo chef e titolare di Casa Bertini a Recanati, aperto nel marzo 2022.
Formato tra ALMA e brigate come All’Enoteca e Uliassi, porta in tavola una cucina di terra marchigiana, essenziale e misurata. Nel 2025 conquista una stella Michelin (Guida MICHELIN Italia 2026).
Chef e titolare di Casa Bertini a Recanati, apre il ristorante nel marzo 2022. La sua cucina lavora sui sapori marchigiani – soprattutto di terra – con leggerezza e misura, innestando memorie maturate fuori regione. Nel 2025 ottiene una stella Michelin (Guida MICHELIN Italia 2026).
Nel racconto personale, l’inizio è domestico: Recanati, a pochi passi dalla Riviera del Conero, e due nonne come primo vocabolario di gusto – una marchigiana, l’altra legata alla cucina milanese. È un imprinting che torna oggi nella sua idea di accoglienza, dichiarata come ricerca di convivialità e familiarità, “come alle tavolate a casa della nonna”.
La formazione passa dall’Istituto Alberghiero di Loreto e da una gavetta nelle trattorie e nel banqueting del territorio, prima del salto in contesti alberghieri di fascia alta. A La Posta Vecchia Hotel (Ladispoli, Roma) affina disciplina e organizzazione di cucina, lavorando accanto a figure come Daniele Priori e Michelino Gioia.
Il passaggio decisivo è l’ingresso ad ALMA – Scuola di Cucina Italiana (Colorno), dove consegue il diploma del Corso Superiore di Cucina Italiana e chiude il percorso come secondo miglior studente del corso (le fonti riportano un totale di 77/80 allievi).
Terminata la scuola, sceglie cucine che gli diano ritmo e visione: prima All’Enoteca a Canale d’Alba, con Davide Palluda, poi l’esperienza da Uliassi a Senigallia al fianco di Mauro Uliassi. Sono anni che sedimentano un lessico fatto di essenzialità, precisione e centralità del prodotto, con un’attenzione particolare alla cucina di terra.
Nel marzo 2022 rientra e apre Casa Bertini insieme a Matteo Ressico, costruendo un indirizzo “di casa” nel senso più concreto: un progetto personale, pensato per dare forma alle proprie creazioni senza perdere il contatto con la città e il paesaggio recanatese.
La fotografia della Guida MICHELIN parla chiaro: un ristorante poco fuori dal centro storico, con una proposta che alterna due degustazioni a sorpresa e la carta, dove il mare resta un’opzione ma il baricentro rimane la terra marchigiana. In cucina c’è la scelta di “leggerezza e semplicità”, evitando sovrastrutture, con ambienti sobri che lasciano spazio al piatto.
Il riconoscimento arriva con una stella Michelin: la guida lo definisce “giovane e bravo cuoco” e lo inserisce tra i nuovi ingressi dell’edizione Italia 2026; un traguardo che, per lui, ha anche un peso simbolico perché rimette Recanati al centro della conversazione gastronomica regionale. Nelle sue parole, il punto resta la crescita quotidiana: il premio è una spinta, non un traguardo conclusivo.