Germogli di Tiglio: apre il nuovo ristorante di Enrico Mazzaroni e Gianluigi Silvestri a Porto Recanati

Il Tiglio in vita è il nuovo ristorante di Enrico Mazzaroni e Gianluigi Silvestri a Porto Recanati, nelle Marche

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Germogli di Tiglio: apre il nuovo ristorante di Enrico Mazzaroni e Gianluigi Silvestri a Porto Recanati

Si chiama “Il Tiglio in vita” il nuovo ristorante di Enrico Mazzaroni, in apertura sul lungomare di Porto Recanati. Dopo il drammatico terremoto dello scorso 30 ottobre, che ha sradicato un’avanguardia chimerica dal romitaggio di Montemonaco, sui Monti Sibillini, la linfa di un talento purissimo torna a scorrere in quello che paradossalmente potrebbe essere il luogo della consacrazione.

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I muri sono quelli di un vecchio ristorante, chiuso ormai da anni, interamente rimaneggiato per iniziativa del patron Luigi Guazzotti, imprenditore di un’azienda di tassametri. Lo ha voluto “minimal chic”, sui toni del sabbia, del nero e del bianco, con arredi di design come le sedie Carl Hansen e ampie vetrate sul mare. Dietro le quinte una cucina nuova di zecca e ben equipaggiata, al servizio di quaranta coperti senza pause settimanali.

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“Cosa mi ispira questa location? Un po’ di dolore”, commenta chef Enrico. “Tutti sanno quanto fossi radicato fra i miei monti, di cui ho sempre nostalgia. Ma il vecchio ristorante resterà inagibile per sempre. Per questo ho portato con me un po’ di montagna, nel senso che le materie prime continuo ad attingerle alla mia azienda agricola, dove è rimasto papà Pippo, segnatamente ortaggi e carni, mentre il pesce sarà tutto locale. Non abbiamo ancora stabilito con precisione i prezzi, che saranno allineati con quelli di Montemonaco, leggermente verso l’alto.

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Per quanto riguarda i piatti, in carta ci saranno la coratella di mare, le cozze con le carote, sulla falsariga di Pierangelini, la vecchia patata sotto la cenere ma alle vongole, le acciughe con aceto e pecorino”.

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La cantina, condotta da Gianluigi Silvestri, è ripartita dallo zoccolo di Montemonaco, miracolosamente estratto dalle macerie: 400 etichette, cui se ne sono aggiunte altre 200, soprattutto Francia (Champagne e Sauternes) ma anche Franciacorta (Arici e Casa Caterina), secondo la consueta predilezione per i naturali.

Tutte le fotografie sono di Samuela Conti

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