A Ragusa Ibla apre I Banchi, il nuovo concept di Ciccio Sultano

Sarà simultaneamente panificio, bar, ristorante e drogheria, un innovativo concept multifunzionale con sinergie ad ampio raggio, aperto dalle 8 a mezzanotte.

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Ciccio Sultano stupisce con una nuova apertura

Non smette di stupire, Ciccio Sultano, apripista della nuova cucina siciliana, che ha appena inaugurato I-Banchi nei bassi di palazzo Diquattro, dentro il cuore barocco di Ragusa Ibla. Lui li definisce una “basilica del gusto”, con riferimento all’accezione latina di un luogo di mercato, che può fungere da sala di ricevimento e punto di aggregazione. In cucina uno dei secondi del Duomo, Giuseppe Cannistrà, sotto la supervisione di Sultano, che ha definito nei minimi dettagli tanto le ricette che le materie prime per approntarle. Ma ha anche selezionato il meglio dell’artigianato gastronomico siciliano, in vendita sui banchi che danno nome al complesso: un’offerta che cambierà giorno per giorno, in modo da esaltare il profilo ludico dell’esperienza. Le sinergie saranno ad ampio raggio, fra artigiani e trasformatori, ma anche fra le diverse branche della gastronomia (pizzaioli, cuochi, pasticcieri) e con il mondo dell’arte, visto che non mancherà il contributo di pittori, musicisti e fotografi.

 

“Lavoro a questo progetto dal 2009. Un panificio con cucina, perché ho il grano nel cuore. Pane e pasta possono mandarmi in astinenza. Stiamo facendo pani speciali, per esempio il lariano con la farina semintegrale a Ragusa, semplicemente perché è buono. Chi vuole può fare colazione con una granita, poi a mezzogiorno parte la cucina con lo street food, le paste, il barbecue, carne e persce. Ce n’è per tutte le tasche: il menu costa 45 euro, con abbinamenti 60. E si beve di tutto: soft drink, spumanti, tanti vini siciliani. Abbiamo cento referenze. La superficie totale è di 450 metri quadrati, comprese due grotte. Una adibita a saletta privata, per meeting o feste; l’altra con il tavolo sociale da 20 posti, per incoraggiare la convivialità”.

 

Tutte le fotografie sono di Bob Noto

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