Shams Al-Qassabi, la prima donna che è diventata una top chef in Qatar

Shams Al-Qassabi è una suffragetta in chador: il successo del suo ristorante con bottega a Doha ne ha fatto una pioniera dell’imprenditoria femminile negli Emirati.

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La storia

Avvolta nel suo nero chador d’ordinanza, Shams Al-Qassabi non è solo la madre di cinque figli. In Qatar è diventata una celebrità per avere trovato in cucina, quell’emancipazione che tante donne perseguono nel paese. È stata infatti la prima di sempre ad avere intrapreso un’attività nel Souq Waqif, trafficato mercato nel centro della capitale. Il suo Shay Al-Shoomos, ristorante con bottega di spezie, ha riscosso un successo clamoroso, tanto che l’originaria dozzina di coperti si è moltiplicata varie volte, fino agli attuali 250. E non sono ospiti qualsiasi: sulle pareti, fra premi e trofei, ci sono le tracce di artisti, politici e sportivi che hanno voluto omaggiare il locale.

Tutto è cominciato nella casa di una famiglia all’antica, dove Shams fin da piccola dava una mano alla madre e alle nonne. Poi la partecipazione alla prima Modern Family Exhibition in Qatar, dove si presentò senza capitali di partenza, iniziando il suo business da zero. “Avevo un albero di limoni a casa, così ho preparato qualche conserva e ho iniziato a venderla ai miei vicini”, racconta. “All’epoca non conoscevo ricette o porzioni, cosicché ho dovuto fare tutto da sola”. Ne ricavò appena 500 riyals, investiti nella partecipazione all’evento, e un bel bagaglio di entusiasmo, da far fruttare nei ritagli di tempo.

Succedeva che preparasse il mix di spezie al mattino e lo macinasse dopo aver messo a dormire i figli, con l’utensile per il caffè. In questo modo i riyals divennero 32mila, ma il giro d’affari si era ormai messo in moto. Quando il Souq Waqif era ancora in costruzione, il management le offrì di aprirvi il suo negozio di spezie. “Ero restia a lavorare in mezzo agli uomini, soprattutto considerato che sarei stata l’unica donna”, racconta Shams della titubanza iniziale. Non fu facile neppure persuadere i familiari della scelta, ma il giorno dopo l’inaugurazione la sua foto era già sul giornale. E lei finalmente era certa che sì, ne era valsa la pena.

La cucina che serve Shams si muove nel solco della tradizione, di cui esalta gli aromi tipici con un tocco personale. “È il mio modo di contribuire alla salvaguardia della cultura del Qatar”, rivendica. Significa prendere ogni giorno l’autobus per il Souq in compagnia della sua squadra, con cui spesso parla in hindi, ma anche servire in tavola e domandare un riscontro agli avventori. Per loro è “mum Shmous”, una presenza familiare che ricercano a ogni visita. “Questo è il vero significato del successo. Non si tratta di interni lussuosi o di come vengono impiattati il ketchup e la maionese. Si tratta dell’anima del cibo”.

Ma la sua favola parla anche di business, tanto che fra i premi figura il riconoscimento per il miglior progetto imprenditoriale in Qatar. Prima della pandemia gli sceicchi erano soliti inviare le auto di servizio a fare incetta di spezie per decine di migliaia di riyals, pescando da una gamma che ha raggiunto quattrocento referenze, oltre la dozzina originaria. Cifre che in Medio Oriente certificano una rivoluzione culturale. “Sono la prova vivente che lavoro e successo non sono in contraddizione con la natura delle donne e il loro ruolo nella società”, rivendica attorniata dalle figlie, che hanno deciso di seguire le sue orme.

Fonte: Dohanews

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Foto: Crediti Shay Al-Shoomos