House of Ronin, un angolo di stupefacente Giappone a Milano

Ristoranti, sale karaoke, bar e members club, tutto in un’unica sede: un palazzo neo-liberty in zona Chinatown che racchiude più esperienze che si fondono in un unico meraviglioso viaggio.

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House of Ronin

Una scatola magica al centro di una piazza.

Un palazzo neo-liberty illuminato a giorno. Piena ChinaTown.

Dichiarazione d’intenti? Forse sì. Spirito decisamente internazionale, capace di andare oltre Milano, ma di essere anche dimensione perfetta per questa città.

Crediti Letizia Cigliutti

 

Quattro livelli, umori diversi ma accumunati da un unico scopo: viaggiare con sapori, fantasia, testa. Cultura giapponese e italiana si fondono. Non ci sono barriere, non ci sono confini. Nessuno si sente straniero da Ronin. Dinamismo, luci, fermento. Cinque anni di studio per i fondatori del gruppo Salva tu Alma, Guillaume Desforges, Jacopo e Leonardo Signani, con un risultato che è esattamente quello che volevano: un risveglio a Tokyo in una delle zone più battute di Milano.

Crediti Louis De Belle

Quattro livelli, ognuno colorato da una sfumatura diversa. Come lo sono i profumi, i sapori, gli umori. Decide il cliente quale piano indossare. Al centro la scala che accompagna nella Wonderland di Ronin. Come un sogno, ogni porta nasconde un mondo. Istinto, desiderio, si abbassa la maniglia e inizia l’esperienza.

Crediti Louis De Belle
Crediti Louis De Belle

I ristoranti: Piccolo Ronin e Robata

Piccolo Ronin, al piano terra, è lo spazio più dinamico ed è decisamente divertente per trascorrerci una serata con leggerezza. Un luogo di passaggio, rapido, dove mangiare piccole bontà della cultura gastronomica giapponese e bere drink ascoltando musica nel Listening Bar curato da Ultimo Tango. Qui, da assaggiare, è tutta la parte goduriosa e succulenta tipica dello street food orientale. Da capogiro sono i Reba, ossia gli spiedini di fegatini di pollo con furikake e salsa yakitori o le Tsukune, le meravigliose polpette di pollo con sesamo e salsa yakitori. Da acquolina in bocca anche i gyoza e i ramen.

Crediti Letizia Cigliutti
Crediti Lucia Buricelli
Crediti Lucia Buricelli

Se invece si vuole assaggiare qualcosa di più elaborato in un ambiente tranquillo, seduti comodamente al tavolo o magari al banco vista robata, salire al primo piano è la scelta giusta. Guardare lo chef Gigi Nastri al lavoro è uno spettacolo, una danza che inizia con zensai (gli antipasti) per chiudersi con il meraviglioso assolo del dolce. Fuoco vivo, materia prima rovente, profumi che salgono, arrivano alle radici. Viaggio nel tempo, nello spazio.

Crediti Letizia Cigliutti
Crediti Louis de Belle
Crediti Louis De Belle

Un’esperienza di cucina vera, che rimane e a tratti stupisce. Perché in un posto così “di moda” non ti aspetti di trovare tanta qualità e attenzione alla parte gastronomica. E invece la cura è maniacale. L’esperienza di cucina supera qualsiasi altra in questo edificio, anzi è in perfetto equilibrio per creare un climax ascendente, la cui curva termina seduta sugli sgabelli davanti alla robata. Qui tutto quello che viene cotto alla griglia è fenomenale: dalla ventresca di tonno, al rombo, fino al piccione con carote e zenzero e alla lingua giapponese. Ma c’è anche altro, come i gohanmono (piatti di riso) o i kobachi (le piccole ciotole).

Crediti Lucia Buricelli

 

Crediti Lucia Buricelli

Ronin, con i suoi ristoranti, ha introdotto un nuovo modo di affrontare la cucina orientale: al centro il cibo, i metodi di cottura e le tecniche tradizionali giapponesi, in un’atmosfera che catapulta direttamente in Sol Levante. Non c’è la concezione di essere a Milano a mangiare giapponese. Ma si è in Giappone. Umami, sensazione, luci al neon, gusti di quella terra che per una notte trapassa, rapisce l’anima.

Crediti Letizia Cigliutti

House of Ronin: l’esperienza ai piani superiori

Al secondo piano ci si abbandona al ritmo della notte. Microfono in mano, schermi e musica accesi, ci si dimentica chi si è e si lascia andare corpo e mente trasformandosi in pop star per una sera. Quattro sale private karaoke, ognuna con una tema diverso, ma tutte pronte ad accogliere anime che non desiderano altro che divertirsi, schiudere le labbra e cantare. Al centro di questo spazio un piccolo cocktail & sake bar nascosto dove è possibile ordinare drink curati dal bar manager Riccardo Speranza.

Crediti Lucia Buricelli

Sullo stesso piano, l’altra faccia dell’ultra tradizionalismo giapponese: l’Omakase Sushiyaki, vera e propria boutique dinner experience da massimo otto coperti che partirà nella seconda fase del progetto, con l’annuncio ufficiale di un Sushi Master direttamente da Tokyo. Al terzo piano, uno spietato Members Club. Segreto, segretissimo, tutto da scoprire per coloro che vorranno diventare membri.

Crediti Letizia Cigliutti
Crediti Letizia Cigliutti

Ronin un passaggio, un punto sospeso tra qui e l’altrove. Si parte, lo si attraversa e si torna diversi. Un viaggio nei sapori, nelle emozioni e anche in noi stessi. Per qualche ora non c’è tempo, solo sospensione. Esiste unicamente il qui e ora. Lontano, lontanissimo da qualsiasi convenzione. Coccolati da un gusto del bello e del buono che va oltre, diverso da qualsiasi luogo a Milano. Ronin unico, psichedelico, viscerale. Ronin, dimensione altra. Non dimensione. Sospensione. Magia.

Crediti Lucia Buricelli

Indirizzo

House of Ronin

Via Vittorio Alfieri 17 20154 Milano, Lombardia

Tel: 02 8936 7101

Sito Web