Crêperie de Youenn: in Francia spopolano le borse di stoffa per vendere dolci

Si dice spesso che le idee più semplici sono le migliori e Youenn Allano lo sa bene: da quattordici anni produce e vende crepes e galette nella sua crêperie a Langueux, ma grazie a una cliente anziana, ha trovato un modo rivoluzionario per trasportarle senza sprecare carta.

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La notizia

Baguette, crêpes e croissant sono solo tre fra i molti simboli della gastronomia francese: tutti li conoscono e li cucinano in tanti modi diversi, ma in pochi penserebbero che possa esistere un’idea ecologica per spedirli, data la gran mole di produzione giornaliera. Youenn Allano, un pasticcere bretone, un anno fa ha invece ideato alcune borse di stoffa per i suoi pancake e le crêpes, con l’obiettivo di diminuire gli sprechi di imballaggio. Così, oltre a promuovere i dolci, è riuscito a ridurre più del triplo il suo consumo di carta.

Crediti Radio France – Johan Moison
Crediti Ouest France

Stanco di sprecare carta per avvolgere i prodotti, il produttore di crêpes di Langueux ha avuto un’idea semplice ma efficace: progettare una borsa termica riutilizzabile a forma di mezzaluna, per trasportare crêpes e galette, ovvero i tipici pancake bretoni. L’idea l’ha avuta grazie a un’anziana signora: Allano doveva far arrivare a casa della cliente le sue crêpes  e lei, per mantenere al caldo i prodotti, le ha riposte in una borsa di stoffa fai-da-te con una fodera che aveva con sé. Il produttore è rimasto colpito: possibile che un metodo di conservazione tanto semplice potesse giovare anche a lui? Il tempo di lavorare con un amico sul design e la risposta è arrivata.

Crediti Creperie de Youenn

Youenn Allano è stato letteralmente travolto dalle domande del pubblico: dopo le prime spedizioni con la borsa di stoffa termica, in pochi giorni i clienti si sono incuriositi e hanno iniziato a comprarle. In una settimana ha venduto 1.000 borselli e ha continuato a ricevere richieste da tutta la Francia. «Non pensavo sarebbe durata a lungo», ha commentato. «Ma abbiamo dovuto realizzare sul sito web un e-commerce in fretta e furia e le domande continuavano ad arrivare. Le vendiamo ancora oggi, ogni giorno. In coda al negozio, vediamo che le persone portano la loro borsa e sono orgogliosi di averla. Questa storia è incredibile», afferma il produttore di crepes.

Crediti Ouest France

Prima di realizzare la sua “sac’h“, Allano stava già producendo 20.000 crêpes e galette all’anno. Ora, grazie al successo della borsa di stoffa, lui e i suoi 11 dipendenti producono da 25.000 a 30.000 unità alla settimana, pur riducendo di tre volte il consumo di carta. «Prima superavamo 1,5 tonnellate di carta all’anno per confezionare le crêpes a portar via: mi sono detto che bisognava fare qualcosa per ridurre l’impatto ambientale. Ho pensato al vetro, al silicone, ma non era soddisfacente», ha spiegato Allano. «Sono contento che abbiamo trovato un’alternativa alla confezione monouso. Ora la nostra sac’h è diventata un’abitudine per i clienti e col suo design omaggiamo anche l’identità bretone».

Crediti Le Penthievre

Il successo è tale che la sua attività ha dovuto espandersi. Presto allestirà la sua nuova sede di produzione vicino al suo negozio, insieme a una piccola area di ristorazione in loco. Al di là del successo personale, il ristoratore ora spera di incoraggiare altri professionisti del settore a seguirne l’esempio. «Quando vedo la quantità di imballaggi utilizzata nelle panetterie o nei fast food, non posso fare a meno di pensare all’impatto ecologico. Presto il prezzo della carta avrà un’impennata, mentre la nostra sach’h costa 8€, è riutilizzabile e ne abbiamo vendute a migliaia: ristoratori, riflettete».

Fonte: 20minutes.fr

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Foto di copertina: Crediti Creperie De Youenne