“I contadini ne sanno più degli chef: chiedo a loro per conoscere i prodotti”. Dominique Crenn ha parlato

Autoproduzione, impegno, sostenibilità, vita privata e nuovi progetti: la filosofia di Dominique Crenn in pillole. Parola d’ordine: “purpose”, obiettivo.

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La notizia

Abbiamo perso il conto degli chef che sono scesi letteralmente in campo, facendo dell’orto una filosofia, anche laddove sembrerebbe più che altro una moda. Qualcuno, tuttavia, continua a obiettare che no, l’agricoltura è un altro lavoro e anzi sta allo chef, soprattutto se di fama, puntellarla a dovere.

Dominique Crenn, prima donna tristellata degli Stati Uniti, chiarisce la sua posizione sul tema in un articolo recentemente apparso su Spear’s. Il suo legame con la terra affonda nei ricordi d’infanzia: le passeggiate con l’amatissimo padre da un lato all’altro del confine basco, fra Spagna e Francia; soprattutto le giornate trascorse con la nonna nella sua fattoria di patate. Oggi Dominique ha un’azienda agricola. “Mi piace confrontarmi con i miei contadini alle sei di mattina”, racconta. “I contadini ne sanno più di noi, perché sono loro a coltivare il cibo che cuciniamo e mangiamo. Conoscono la storia dietro ogni ingrediente”.

Oggi più che mai, il cibo è impegno e anche comunicazione. “Il mio ethos è cucinare consapevolmente. Come cuochi abbiamo una responsabilità gigantesca nell’aiutare le persone a capire il prodotto. Questa filosofia va molto oltre l’apertura di un ristorante, non si tratta solo di comprare del cibo e di metterlo sul piatto. In questo momento c’è una forte tendenza a cucinare in modo più sensato, assicurandosi che tutto sia connesso, dal punto di vista economico come sotto il profilo umanistico. Se apri un ristorante, assicurati che questo rifletta la comunità in cui vivi”.

Per Crenn, l’esperienza dell’ospite nel suo celebrato tre stelle deve essere immersiva e totalizzante. La cucina va ben oltre il cibo e il piacere dei sensi. Quello che faccio è dare tutta me stessa. Sono nuda sul piatto. Sono un’artista, nessuno viene solo per lasciarmi del denaro. Quando visiti l’Atelier Crenn, il mio ristorante a San Francisco, voglio che tu esca avendo colto il senso dei miei obiettivi e che magari tu abbia compreso qualcosa di nuovo, che puoi portare con te”. Il messaggio non può che partire dalla sostenibilità: “La mia fidanzata Maria Bello e io abbiamo due figlie di sette anni. Voglio essere di esempio per loro, ma entrambe sono ben consapevoli di quello che succede nel mondo, cominciando dallo sfruttamento delle risorse da cui siamo circondati. Nel mio ristorante, essicchiamo tutte le erbe avanzate e ne facciamo un tè. Non si tratta di risparmi. Dobbiamo dare il giusto peso al presente e capire che ogni cosa ha delle conseguenze”.

La cuoca illustra anche il senso del suo nuovo ristorante parigino, French Nola, dove intende fare incontrare la cucina francese con quella di New Orleans e San Francisco. L’obiettivo è quello di portare una ventata di novità in quella che resta la capitale della gastronomia mondiale, che forse pecca un po’ di dinamicità nell’offerta, tuttora egemonizzata dai classici bistrot. Poi c’è Satopia Travel, evento di cinque giorni che si terrà nel prossimo mese di settembre presso il Domaine des Etangs, château in Massignac. “Spero di creare un luogo in cui le persone possano riunirsi, essere quello che vogliono, divertirsi, provare la gioia di imparare e scoprire”.

Fonte: spearswms.com

Crediti: Atelier Crenn