La prima chef americana a eliminare la plastica nel suo ristorante 3 stelle Michelin: la svolta epocale di Dominique Crenn

“Niente più plastica nel mio ristorante”. L’Atelier Crenn è ufficialmente primo locale stellato americano ad ottenere la certificazione Plastic Free. Tutti i dettagli della svolta.

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La notizia

Mai più plastica monouso per Dominique Crenn: è arrivata anche la certificazione ufficiale Plastic Free per l’Atelier di San Francisco, primo ristorante degli Stati Uniti a ottenerla. Una nuova frontiera viene così superata in direzione della sostenibilità, meta sempre più condivisa dai grandi chef di tutto il mondo.

A porsi il problema era già stato nella vecchia Europa il paristellato Mauro Colagreco, che ha espulso i materiali artificiali dal suo Mirazur già nel febbraio 2020, con tanto di attestato internazionale. A conferirlo una start-up abruzzese, il cui board riunisce le competenze interdisciplinari di biologi marini, auditer (revisori esperti), ingegneri, esperti della Commissione Europea, membri di Zero Waste, accademici e operatori di cooperative.

Foto tratta dal programma televisivo Top Chef

Abbiamo iniziato con l’idea di ridurre le materie plastiche monouso, come ad esempio le guarnizioni di pasticceria, i contenitori, i sacchetti di cellophane”, ha raccontato l’argentino, attraverso la sostituzione con materiali alternativi a base di mais e fibra di patate. E l’impresa è riuscita.

Non è un risultato da poco, considerato il massiccio impiego di pellicola e sacchetti per il sottovuoto o per il catering, più che mai durante la pandemia. In un comunicato dell’Atelier, è stata la Crenn in persona a illustrare l’impegno di tutta la squadra verso il pianeta. Si concretizza nella formazione fornita a ciascun dipendente sul riciclaggio virtuoso operato in cucina e sul ridotto o azzerato utilizzo della plastica. Ma il discorso è ancora più ampio: “Lavoriamo a stretto contatto con tutti i nostri fornitori, per educarli sull’uso della plastica e sul suo impatto ambientale”.

Dominique Crenn, già all’avanguardia sul fronte delle carni coltivate, si augura che non pochi colleghi seguano il suo esempio, proponendosi come ambasciatrice del movimento e dichiarando la propria disponibilità a condividere le conoscenze acquisite in materia durante il processo di certificazione. Mosse che sicuramente contribuiranno al risalto anche mediatico della cuoca, nel momento in cui la critica sembra aver smesso per sempre di circoscrivere il proprio giudizio al piatto.

Fonte: 7canibales.com

Foto di Dominique Crenn: Crediti lickmyspoon.com