È la fine di un’era: il top chef Bernard Ravet chiude il ristorante Ermitage dopo 30 anni di successi

L’Ermitage, istituzione dell’alta cucina svizzera, chiude per sempre. Dietro la scelta del fondatore Bernard Ravet, la riluttanza dei figli a succedergli e la necessità di cospicui investimenti.

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La notizia

Non c’è pace per il mondo del food. Arriva dalla Svizzera la notizia che l’Ermitage di Vufflens-le-Château, tempio dell’alta cucina da 3 decenni, chiude i battenti per sempre, nonostante la sua solida stella Michelin e ben 19 punti sulla guida Gault&Millau. Il motivo è presto detto: lo chef patron Bernard Ravet, alla testa di una struttura familiare, è in età da pensione, ma nessuno dei figli ha intenzione di raccoglierne il testimone, nonostante siano stati tutti formati presso la celebre Ecole Hôtelière di Losanna.

 

Il settantacinquenne Ravet e la moglie Ruth, anima della sala, hanno accettato con qualche rimpianto la decisione dei figli, in particolare di Nathalie, sommelier professionista, e di Guy, chef, già attivi nei rispettivi ruoli al ristorante, sui quali riponevano le loro speranze. La chiusura per il momento riguarda il solo Ermitage, che terrà il suo ultimo servizio il prossimo 30 luglio, ma risulta già in vendita. Non è intenzione dello chef rinunciare alla celebre collezione di vini (oltre un migliaio) né alla brasserie Esprit Ravet, aperta nel 2020 a Gstaad. Già presidente delle Grandes Tables de Suisse e ambasciatore Mercedes, Ravet assumerà incarichi meno strettamente vincolati ai fornelli, sui quali mantiene il suo riserbo.

Né sono ancora chiari i piani del figlio Guy, che resterà nella gastronomia senza allontanarsi troppo, ma non aprirà a stretto giro niente di nuovo. “Ho sempre detto che un giorno avrei voluto fare dell’altro. Questo è il progetto dei miei genitori. Presto avrò 39 anni e non posso aspettare ancora a lungo per iniziare una nuova fase della mia carriera”, ha dichiarato. Anche Nathalie ha espresso la sua intenzione di restare nel ramo, ma riprendere il ristorante sarebbe stato troppo impegnativo, nonostante vi lavorino già il marito e il figlio.

 

A quanto dicono i bene informati, l’edificio, adibito a ristorante 33 anni orsono, avrebbe avuto bisogno di cospicui investimenti per essere messo a norma. È quindi probabile, salvo colpi di scena, che torni a essere una dimora signorile, quando la famiglia Ravet, che vi ha anche eletto la sua residenza, lo avrà lasciato. Al momento, pare, il telefono non smette di squillare per le prenotazioni di commiato degli habitué.

Fonte: rollingpin.at

Foto: Crediti Ristorante Ermitage