Chef bistellato chiude per sempre il suo ristorante: “Ha limitato la mia libertà per 20 anni”. Cristophe Hardiquest si racconta

Molti ristoratori sono rimasti allibiti nell’apprendere la notizia di Christophe Hardiquest: alla fine di Giugno, chiuderà il suo bistellato Bon Bon dopo vent’anni. Ecco perché.

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La Notizia

Gestire un ristorante oggi, soprattutto uno stellato, per molti sembra essere più una sfida troppo rischiosa che una bella avventura: fa sorgere molti quesiti la recente scoperta della chiusura del bistellato Bon Bon, una delle iconiche tappe gastronomiche di Bruxelles, che chiuderà quest’estate, precisamente il 30 Giugno.

Vent’anni di armonia culinaria, di ricette fantasiose e sapori ricchi, come scritto sulla guida Gault&Millau. Il motivo della fine? Per troppo tempo la gestione del locale avrebbe limitato la libertà del suo capo chef, Christophe Hardiquest.

Ma lo stesso chef rassicura tutti: “Non ho problemi di salute, non sono in bancarotta, Il 2021 sarà stato anche uno dei miei anni migliori in termini di numeri, ma vorrei semplicemente fare qualcos’altro. Sono un po’ disilluso: come molti ristoratori, oggi passo più tempo a risolvere problemi amministrativi o di personale piuttosto che fare il mio vero lavoro, la mia vera passione è stare in cucina… È principalmente per questo che cambio formula”.

Lo chef allude anche all’ingiustizia che molti ristoratori hanno patito durante e a seguito della pandemia: tra oneri sociali particolarmente pesanti nel Belgio, gli aiuti decisamente insufficienti concessi ai ristoratori a Bruxelles durante la pandemia, un regime IVA considerato iniquo e i problemi di mobilità, soprattutto nel centro città, Hardiquest approfitta della chiusura del suo ristorante bistellato per lanciare un appello: “È tempo che i nostri leader si interessino un po’ alle PMI, perché è questo tessuto che sostiene l’economia del Paese”.

Negli ultimi anni Christophe è stato considerato come uno dei migliori chef del Belgio. Il suo Bon Bon, aperto nel 2001 insieme alla moglie con un capitale iniziale di appena 2.500 euro, sorgeva in un piccolo edificio, che prima ospitava un negozio di mobili indonesiani. Già nel 2004 Bon Bon ha ricevuto la sua prima stella Michelin e dopo il trasferimento in un edificio più spazioso, a Woluwe-Saint-Pierre, nel 2013 è seguita la seconda stella Michelin. Nella sua cucina, Christophe spiccava soprattutto con le sue creazioni a base di pesce e crostacei, come ‘l’ostrica con vodka, acqua tonica e olio di menta‘ e ‘il gambero blu grigliato con salsa beurre blanc‘. 

Da diverso tempo si vociferava che potesse essere in arrivo una terza stella e nella guida di Gault&Millau era alla pari con Peter Goossens, grazie a un punteggio di 19.5/20. Ma adesso lo chef racconta in un post: “Dopo vent’anni ai fornelli del mio Bon Bon, vent’anni in cui ho dato ogni giorno il 200 per cento di me stesso, è tempo di voltare pagina. Questa chiusura non significa la fine, ma solo l’inizio di un nuovo capitolo nella mia vita”. In un’altra intervista precisa ulteriormente: “Ho solo bisogno di un po’ di libertà. Il ristorante ha ostacolato il mio ulteriore sviluppo. Non so ancora bene cosa farò, sto valutando, tra le tante cose, un ruolo di consulenza o coaching, o una parte nella ricerca e sviluppo. Voglio condividere il mio know-how”.

Foto: Pagina Facebook Bon Bon