“La pizza piace digeribile e con ingredienti locali”: la ricerca Doxa di Eataly svela il rito degli italiani

All'interno dell'evento "Impronte di pizza" di Eataly, è stata presentata un'interessante ricerca realizzata da Doxa, che mostra l'evoluzione delle abitudini (e dei gusti) degli italiani nei confronti della tanto amata pizza.

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La ricerca

Se non sorprende che gli italiani amino la pizza, perlomeno stupisce sapere quale e quanta ne mangiano: il disco d’impasto è un rito settimanale irrinunciabile per l’86% degli italiani intervistati dalla ricerca di Doxa, commissionata da Eataly. E tra questi amici, parenti o colleghi, la maggior parte non la considerano più un peccato di gola da concedersi soltanto il fine settimana, bensì un gustoso pasto, un cosiddetto “comfort food”, da condividere in compagnia anche tre volte alla settimana.

Questi dati importanti sono stati analizzati da quattro esperti pizzaioli durante la presentazione della seconda edizione di Impronte di Pizza, l’appuntamento organizzato da Eataly in cui sono stati coinvolti grandi maestri della pizza italiana quali Gino Sorbillo, Matteo Aloe, Petra Antolini, Enrico Murdocco, assieme ai tre responsabili Eataly del team Pizza, ovvero Enrico Panero, executive chef, Francesco Pompilio, maestro pizzaiolo e Fulvio Marino, responsabile panettiere.

Tutti loro hanno potuto concordare su quanto ha detto Enrico Panero: “Le nostre pizze nascono dall’ascolto della clientela e dal desiderio di esaltare il patrimonio di tradizioni regionali, oltre che dall’osservazione delle tendenze più attuali, come la leggerezza degli impasti, l’uso di ingredienti di filiera rispettosi della stagionalità e la collaborazione con produttori espressione della ricchezza del territorio italiano”.

Come emerge dalla ricerca, infatti, la preferenza è per la pizza “tonda” (che sia alla napoletana oppure la “classica”, quella comunemente denominata “all’italiana”), preparata con ingredienti di qualità (voto valido per l’84% dei votanti) e preferibilmente locali (come espresso, invece, dal 76%). Un altro aspetto curioso dell’analisi è la conoscenza che i consumatori hanno ormai della pizza: non si accontentano più di una pizza “qualunque”, ma sono sempre più interessati al tipo di farina e di preparazione: il 66% la preferisce con una lievitazione più lunga, scelta prediletta dagli utenti più maturi, mentre il 67% è attento al tipo di grano usato per l’impasto (se è bio, integrale o fatto con grani antichi).

Ma sono le nuove generazioni a dettar legge: nella ricerca di Doxa è emerso che tra i più tra i 18 e i 24 anni si spingono a mangiarla anche tre volte alla settimana. I giovanissimi la mangiano anche più volentieri a seconda della fama del pizzaiolo, dato che non impatta invece sopra i 35 anni. L’86% del resto degli italiani la mangia almeno una volta a settimana, il 40% anche due. È un momento che ci concediamo preferibilmente in compagnia, ma anche dopo una giornata di studio o di lavoro, perché il mito della pizza che fa ingrassare, sembra essere stato sostituito dall’attenzione con cui 9 italiani su 10 cercano una pizza con materie prime d’eccellenza. Scelte sempre più consapevoli che confermano le nostre abitudini e i nostri valori.

Anche per questo, Eataly ha annunciato l’avvio di Eataly Pizza Makers, il percorso di formazione per pizzaioli, che si inserisce in un progetto pelago alla narrazione e al passaggio dei saperi del mondo del cibo. Il corso si terrà nella sede di Eataly Roma e prevede la durata di un mese tra formazione teorica in aula e pratica in pizzeria. In questo periodo gli aspiranti pizzaioli avranno modo di implementare le proprie abilità sotto l’attenta guida dei maestri della pizza di Eataly. I migliori tra loro saranno in seguito inseriti all’interno degli store del brand.

Foto per gentile concessione di Eataly