“Offese in cucina? Non ho mai reagito. Con la disciplina ho ottenuto 3 stelle Michelin”. Marco Pierre White ha parlato

Marco Pierre White fa una riflessione sui sacrifici che l’hanno portato a conquistare tre stelle Michelin: non è tutto oro quello che riluce. E, soprattutto, i soprusi in cucina sembrano essere un tratto distintivo della biografia dei grandi chef.

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Lo chiamavano “L’enfant terrible” dei ristoranti nel Regno Unito. Eppure, a quanto pare, di cose terribili ne hanno fatte anche a Marco Pierre White: il più giovane chef britannico premiato con tre stelle Michelin nel paese della Regina Elisabetta ha raccontato in una recente intervista onori e oneri di una carriera in cucina.

L’occasione di questa rimembranza è a fronte di una novità nel futuro prossimo: il 1° novembre lo chef aprirà Mr White’s, il suo primo ristorante nel West End londinese. Un locale lontano dalla luminosità rigorosa ed esigente di un tristellato: qui il menu spazierà da bistecche, braciole, cocktail al gin e pizza, tutto alla portata di due parole d’ordine: “glamour e accessibile”.

Foto dal Libro White Heat 25

Qui daremo al cibo uno standard definito e un prezzo altrettanto chiaro”, ha dichiarato lo chef, con lo sguardo fisso e un sorriso appena abbozzato. Penso che l’importante sia rendere tutto accessibile; il locale è nel mezzo di Leicester Square, più di 1300 metri quadrati e 500 posti a sedere. Penso che il mio locale dovrebbe essere democratico, questo è molto importante per me“.

Crediti Natasha Pszenicki

Lo chef spera che il Mr White’s crei una clientela abituale, che possa ritrovarsi nel suo ristorante per festeggiare compleanni e anniversari: le bistecche costeranno circa 18 sterline, le pizze una decina. La pizza è veloce da preparare, ci vogliono 90 secondi per cucinarla, è facile, e se sei un turista? Tutti amano la pizza. Potremmo impiattare due o tremila pasti al giorno e pochi piatti possono essere coerenti come una pizza. Tuttavia, non chiedetemi se mi piacciono tutte quelle pizze strane e particolari. Se mi chiedi se mi piace l’ananas sulla pizza, no, non mi piace“.

Crediti Natasha Pszenicki

Ma perché aprire un nuovo locale? Cosa ha spinto il leggendario chef a fare una scelta simile? A guidare le sue scelte, sembra essere la sua famiglia. Dopo la pandemia, ha iniziato a lavorare più a stretto contatto con i suoi figli, a parlare di progetti: “Voglio più sicurezza per i miei figli. Io e Mirabelle ci stiamo dedicando a lavorare in campagna, Luciano sta costruendo il suo ristorante, mentre Marco Jr sta… lentamente scoprendo sé stesso. Sono tre figli molto diversi ma ho ancora una grande responsabilità e un dovere. Per questo lavoro, per dare l’esempio”.

D’altronde chef White ha ricordato quanto possa essere dura la vita, ammettendo che, tra le altre storie malinconiche che arricchiscono la sua esperienza, c’è il ricordo frustrante della sua prima formazione: “Ero alimentato dalla paura. Ero dannatamente terrorizzato. Alla fine degli anni Settanta la cucina era un mestiere da operaio, dove i ragazzi andavano a imparare a come stare in cucina. All’Hotel St George, lo chef era un orco, ci imponeva turni estenuanti e spesso ci insultava. Era un lavoro duro per uomini duri. Ma devi passare oltre. Non credo fosse giusto. Ero abbastanza arrabbiato, ma non ho detto niente e non mi sono lamentato. Questo sacrificio alla fine mi ha portato alle tre stelle”.

Fonte: standard.co.uk

Foto di copertina: Crediti Natasha Pszenicki