Cucina giapponese contemporanea, sapori pieni e carrellino dei Gin Tonic: la nostra recensione del nuovo ristorante all’interno del W Florence.
Ci sono aperture che funzionano come dichiarazioni di intenti, non come semplici proposte di cibo. Quella di Akira Back a Firenze è una di queste. Non solo perché parliamo di uno degli chef più riconoscibili della scena internazionale, ma perché il suo debutto italiano intercetta un momento preciso della città, in cui Firenze ha smesso da tempo di guardarsi allo specchio e ha iniziato a dialogare, con sempre maggiore consapevolezza, con il mondo.

Akira Back non è uno chef orientale in senso stretto. La sua filosofia nasce altrove: tra Seoul (Corea del Sud) e Aspen (Stati Uniti), tra l’agonismo dello snowboard professionistico e una carriera costruita a colpi di ristoranti aperti nei cinque continenti. Il risultato è una cucina giapponese filtrata attraverso una sensibilità fortemente americana: sapori pieni, salse presenti, una spinta gustativa costante che accompagna ogni piatto. Un approccio lontano dall’idea di minimalismo nipponico, ma coerente con la storia personale dello chef e con il pubblico a cui si rivolge.


Il contesto: W Florence come ecosistema
Akira Back Firenze è un tassello di un disegno più ampio. Il W Florence, inaugurato nel 2025 negli spazi dell’ex Grand Hotel Majestic in Piazza dell’Unità Italiana, si è imposto fin da subito come un luogo di energia contemporanea. Il progetto firmato da Genius Loci Architettura e AvroKO rilegge l’estetica italiana degli anni Sessanta e Settanta con colori saturi, geometrie nette e una dimensione pop che dialoga con il ritmo urbano.

Anche sul fronte gastronomico, l’hotel ha costruito una proposta coerente: Tratto ha posto le basi di un racconto culinario solido, mentre il cocktail bar, guidato da Giacomo Malavolti e Daniele Volpe, ha definito uno stile preciso, fatto di tecnica, ritmo e attenzione al servizio. L’arrivo di Akira Back completa questo ecosistema, alzando ulteriormente l’asticella.


Perché proprio Firenze
Aprire in Italia, e farlo a Firenze, non è un passaggio neutro nemmeno per un cuoco abituato a muoversi su scala globale. Back stesso l’ha raccontato senza retorica: “Aprire il mio primo ristorante in Italia presso W Florence mi riempie di orgoglio. Firenze è una città che, con le sue bellezze e il suo straordinario patrimonio artistico, ha ispirato creativi e artisti per secoli. Condividiamo la stessa filosofia: trasformare ogni momento in un’esperienza unica, dove innovazione e autenticità convivono”. Parole che restituiscono il senso dell’operazione: non un format replicato, ma un progetto che dialoga con il contesto pur mantenendo una forte identità. Akira Back Firenze non cerca mediazioni, ma nemmeno contrapposizioni. È una cucina che entra in città in punta di piedi, ma con passo sicuro.

La nostra prova d’assaggio
Il menu di Sapori da Akira Back è ampio e articolato, pensato per essere condiviso e attraversato. Alcuni piatti, più di altri, raccontano con chiarezza la visione dello chef. Il main signature è senza dubbio l’AB Tuna Pizza, ormai un classicone del brand: croccantezza netta, tonno pinna blu di qualità, aioli umami che avvolge e il tartufo bianco a dare profondità aromatica. È comfort food di lusso, calibrato e immediato. Gli AB Eryngii (in italiano, cardoncelli) giocano invece su un registro più silenzioso ma sorprendente: consistenza carnosa, umami pronunciato, una costruzione che dimostra come la cucina vegetale, se pensata con rigore, possa essere centrale.

Abbiamo gradito molto anche gli AB Sashimi Tacos, uno dei piatti più rappresentativi dell’idea di contaminazione di Back. Il taco è leggero, quasi impalpabile, studiato per sostenere senza rubare la scena. Il sashimi è pulito, preciso, valorizzato da un equilibrio tra acidità e grassezza che rende il boccone dinamico. Una sintesi riuscita tra tecnica giapponese e intuizione globale. Nel Salmon Tataki emerge infine il lato più misurato della cucina di Back. Cottura millimetrica, esterno appena scottato, cuore integro. Il piatto lavora per sottrazione: acidità calibrata, condimenti discreti, una progressione gustativa elegante che accompagna senza stancare. Meno spettacolo, più sostanza. La stessa precisione si ritrova anche nei nigiri e nei sashimi, così come nella selezione delle carni, dove la wagyu la fa da padrone.

Cocktail, servizio e carrello dei Gin Tonic
Il capitolo beverage è parte integrante dell’esperienza e merita la stessa attenzione narrativa riservata ai piatti. Qui il servizio non è un semplice accompagnamento: dall’ingresso degli ospiti al saluto finale, tutto è curato con precisione. Un elemento raro nella ristorazione contemporanea, che resta impresso e caratterizza fortemente la serata. Accanto ai cocktail studiati ad hoc da Giacomo Malavolti e Daniele Volpe per dialogare con i piatti, colpisce il carrello dei gin tonic, che porta il servizio direttamente al tavolo: una selezione di gin, botaniche e toniche permette all’ospite di costruire il proprio drink su misura, trasformando il gesto in un rituale condiviso.

La lista dei signature -disponibile anche in formato degustazione “mini” - gioca con ingredienti e suggestioni che richiamano l’identità del ristorante. L’Inari combina vodka, shochu, yuzu sake e osmanthus in una costruzione agrumata e stratificata; l’Ungyo, con single malt Miyagikyo, scotch, miele salato, tè houjicha e shiso, invita a iniziare la serata con stile; il Raijin gioca con tequila, wasabi e litchi per un finale intrigante di sapidità e frutto. A completare il quadro, una proposta curata di spirits e liquori orientali che amplia ulteriormente le possibilità di abbinamento, ponendo il beverage non come appendice, ma come vero partner di gusto nel dialogo con ogni piatto.

Contatti
Piazza Dell'Unità Italiana 3- Florence, Italy 50123
Richieste: +390559946661
Email: akiraback.wflorence@whotels.com
Orari
Dal Mercoledì al Sabato dalle 19 alle 23:30
Domenica dalle 12 alle 16