“25 anni a cucinare per i presidenti francesi e ne ho viste di tutti i colori!” Lo storico chef dell’Eliseo ha parlato

Guillaume Gomez ha trascorso 25 anni cucinando per i presidenti francesi e i loro importanti ospiti. Le sue confessioni sulla vita all’Eliseo

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Guillaume Gomez è un ambasciatore della gastronomia francese: ha 43 anni e di questi, 25 li ha spesi per preparare i piatti al Palazzo dell’Eliseo. Durante il suo incarico, ha vissuto la nascita dei suoi figli e la morte dei suoi genitori, oltre ad alcuni dei momenti salienti nella storia del paese, dalla vittoria dei Blues nel 2018 agli attentati del 13 novembre, mentre preparava milioni di pasti per quattro diversi presidenti della Repubblica francese. E ora che lascia il testimone a Fabrice Desvignes, suo successore alla guida delle cucine della residenza, ha voluto condividere alcuni ricordi della sua imponente carriera.

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Tutto è cominciato quando Gomez si è iscritto al concorso Meilleur Ouvrier de France (MOF) all’età di 25 anni. Era il più giovane dei 750 candidati ed è stato anche il più giovane di sempre a vincere il titolo. Ma ancora prima di raggiungere un simile traguardo, già a 18 anni Gomez è arrivato nelle cucine del palazzo presidenziale. “Ciò che mi ha sorpreso prima di tutto, è stato l’edificio”, ha raccontato lo chef.

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“Dal momento in cui metti piede all’Eliseo, non puoi fare a meno di vivere ogni giorno la storia del tuo paese. Naturalmente mi hanno impressionato le dimensioni delle cucine – quasi 500 metri quadrati nel seminterrato. Ciò che mi ha colpito molto è stata anche la serenità che regnava lì. All’Eliseo tutto era molto organizzato.

Crediti Le Dl

Avevamo tanto lavoro da fare, ma tutti sapevano come muoversi. Joël Normand e Bernard Vaussion, gli ex chef di cucina, mi hanno insegnato ad esercitare l’autorità in un’atmosfera più rilassata, ma sempre con la preoccupazione per un lavoro ben fatto. Sai che lavori per un Presidente della Repubblica, per la Francia, un po’ come i nostri poliziotti, i nostri gendarmi, i nostri soldati e i nostri vigili del fuoco; quindi, questo senso del servizio e del dovere è importante. Non abbiamo mai parlato di orari o difficoltà. È un impegno costante.”

Crediti Planet.fr

Secondo lo chef, non esiste una vera e propria routine in cucine di questo livello: ogni giorno diventa una sfida: Potrei cucinare per un incontro tête-à-tête tra il Presidente della Repubblica e un Capo di Stato all’Eliseo, così come potrei servire un pranzo di Natale per le truppe in Ciad”, ha detto lo chef.

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A volte alcune richieste possono essere un po’ fuori tempo’. Ad esempio, quando il Capo dello Stato ha ricevuto la squadra di calcio francese nel suo ufficio durante la Coppa del Mondo, ha dovuto servire un aperitivo. Alla fine, sono rimasti a cena, cosa non prevista. In questi casi, ci gestiamo. Anche a me è capitato di viaggiare in Africa con il Presidente e che un pranzo ufficiale venisse annullato. Quindi devi preparare un pasto all’ultimo minuto. Non riesco a contare le volte che ho cucinato nella mia stanza d’albergo…”

Crediti Stephan Lefèvre

Diversi presidenti, diverse diete: oltre ad alternare ogni giorno la propria cucina a seconda dell’esigenza della giornata, chef Gomez ha ammesso di essere stato influenzato lui stesso dai palati dei suoi “ospiti”. Ad esempio, da Brigitte Macron, la moglie dell’attuale Presidente francese: dal momento che la Première Dame di France ha detto di voler consumare dieci porzioni di frutta e verdura al giorno, Gomez si è avvicinato ancora di più alla cucina vegetariana.

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“Attualmente sto sponsorizzando l’Anno Internazionale della Frutta e della Verdura, un’iniziativa lanciata dalle Nazioni Unite. Il mio prossimo libro sarà proprio incentrato sulla cucina delle verdure. L’obiettivo è aiutare le persone a rimettere le piante al centro della loro dieta.

Crediti Taste &Flavors

Non si tratta di chiedere loro di diventare vegetariani, ma piuttosto di incoraggiarli a preparare più spesso piatti a base di frutta e verdura, attraverso la gola e la scoperta. Passa anche attraverso la trasmissione, e attraverso l’educazione dei più piccoli. Siamo fortunati in Francia ad avere questo terroir unico al mondo. Dalla Corsica al Nord, passando per i dipartimenti e territori francesi d’oltremare, coltiviamo frutta e ortaggi eccezionali.”

Crediti Ernesto Ruscio/Getty Images

Ora che lo chef cede il posto a un altro Meilleur Ouvrier de France, Fabrice Desvignes, dopo aver passato più della metà della sua vita a cucinare per i presidenti e i Capi di Stato, non lascia la cucina senza provare un po’ di nostalgia, ma guarda con orgoglio verso il futuro: di recente, infatti, è stato nominato rappresentante personale del Presidente della Repubblica per la gastronomia, l’alimentazione e le arti culinarie. Il suo obiettivo, adesso, sarà promuovere la gastronomia francese in tutto il mondo attraverso il Club des Chefs, dando il benvenuto in Francia a chef da tutto il mondo.

Fonte: madame.lefigaro.fr

Foto di copertina: Crediti PHOTOPQR,LE PARISIEN-MAXPPP