Chef rinuncia al suo ristorante stellato e crea un impero dei bar da gioco: l’incredibile storia di Aaron McKay

Chef McKAy si reinventa: dalla cucina stellata dello Schwa di Chicago al ruolo manageriale per un noto brand di caffetterie con tavoli da gioco, l’incredibile storia della sua ascesa al successo.

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La notizia

Aaron ha alle spalle decenni di esperienza nella ristorazione. La sua disciplina e il suo senso dell’organizzazione, uniti a una profonda comprensione delle logiche di mercato, lo rendono il candidato ideale per gestire la nostra società. La sua esperienza sarà fondamentale per guidare la crescita del marchio Snakes & Lattes“, ha dichiarato Ben Castanie, fondatore del brand, commentando il suo “nuovo acquisto” con insolita enfasi.

Crediti Chigaco Board Game Cafe

Nulla di strano, se non fosse che il personaggio in questione è uno chef di raro talento, si chiama Aaron McKay e ha deciso di abbandonare i ristoranti stellati (insieme all’ambizione di aprirne prima o poi uno tutto suo), per accettare l’incarico di direttore operativo della nota azienda americana.

Crediti Barry Brecheisen

Per chi non lo conoscesse, Snakes & Lattes è stato il primo bar-caffetteria con giochi da tavolo del Nord America e si ritiene che sia tuttora il più grande del mondo. I suoi locali dispongono della più grande “biblioteca pubblica” di giochi da tavolo americani tra cui i clienti possono scegliere. Attualmente la società gestisce 3 bar e caffè da gioco da tavolo situati a Toronto, 2 in Arizona (Tempe, Tucson) e 1 a Chicago ed è in fase di continua espansione.

Crediti Barry Brecheisen

McKay è stato assunto come direttore operativo e Food & Beverage Manager di Snakes & Lattes nell’autunno 2020; in questo periodo ha aiutato l’azienda ad uscire dalla crisi provocata dalla pandemia. “Più che puntare a un’espansone massiccia, dobbiamo capire che abbiamo un’opportunità unica per aiutare le persone a relazionarsi tra loro dopo l’anno trascorso.

Crediti Snakes & Lattes

Niente mi rende più felice che vedere una stanza piena di clienti che ridono, giocano e interagiscono davanti a cibo e bevande di ottima qualità. Sono entusiasta di offrire quest’esperienza a quante più persone possibile facendo crescere il marchio e migliorando ogni giorno”, dichiara chef McKay, che vanta numerose esperienze nel settore dell’ospitalità fine dining; ha lavorato, infatti, in diversi ristoranti di Chicago come Le Lan, Schwa, NoMI e Mercat a la Planxa.

Crediti Snakes & Lattes

McKay ha ricoperto anche un ruolo di leadership nell’apertura del Chicago Board Game Cafe (Gaming Cafe, LLC) prima della sua acquisizione e un ruolo di docenza con Hyatt Hotels a Chicago, dove ha lavorato per sei anni come Corporate Executive Chef, appendendo le basi della carriera manageriale attraverso il programma di sviluppo della leadership di Hyatt in collaborazione con la Harvard Business School.

Crediti Damien Casten

Gli anni più significativi nel curriculum e nella carriera di McKay sono stati sicuramente, però, quelli presso lo stellato Schwa: “Il mio primo giorno a Schwa, ho preparato 1.000 ravioli di uova di quaglia e il secondo giorno ero sul tetto per aiutare ad aggiustare un guasto. È stato fantastico, ho capito di poter fare qualsiasi cosa: dal cucinare un ottimo piatto a pulire al meglio i pavimenti. A Schwa mancava uno staff di front-of-house o una squadra di manutenzione, così io e i miei colleghi abbiamo imparato l’importanza di fare le cose da soli”, confessa e ricorda lo chef. Proprio per questa sua ecletticità e versatilità McKay è stato scelto da Snakes & Lattes come direttore operativo: era il candidato perfetto.

Crediti Snakes & Lattes

Snakes & Lattes ha già annunciato l’apertura di una sede a Guelph, in Ontario, ed è costantemente alla ricerca di nuove potenziali sedi negli Stati Uniti; la sede di Chicago, inoltre, ospiterà due pop-up a settembre con Thattu , l’acclamato street food indiano di Chicago. “Stiamo ricostruendo un’azienda che ha dovuto affrontare molte grandi sfide. Penso che ci siano molte opportunità per noi“, conclude McKay.

Fonte: eater.com