Mancia al ristorante: perchè in alcuni Paesi è obbligatoria e in Italia no? Dalle leggi al galateo, le usanze più curiose del mondo

Paese che vai, mancia che trovi: radici antropologiche e declinazioni nazionali di un’usanza antichissima, che olia i meccanismi sociali e i bilanci del settore.

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La notizia

La mancia? Secondo l’antropologo Marino Niola corrisponde a uno schema di dono che ha un’origine ben precisa: “Deriva dall’uso delle dame nel Medioevo di donare la manica del loro abito ai cavalieri. Si chiama manche ed è il primo dono. L’altra spiegazione è che i signori non pagavano i servi, ma davano loro vitto, alloggio e divisa, con un surplus per pagare la manica della divisa che si consumava più in fretta. Le differenze fra i vari popoli dipendono poi dall’idea dell’individuo e dell’uguaglianza, in base alla quale può essere considerata disdicevole e umiliante per il povero”.

In Francia, per esempio, dopo la rivoluzione venne abolita come retaggio signorile, ma in realtà cambiò solo nome in pourboire. In ogni caso non va confusa con l’elemosina, che ha un’origine religiosa, mentre la mancia rappresenta una forma di redistribuzione che serve a mantenere l’equilibrio sociale. Personalmente per abitudine la lascio sempre, mai sotto il 10% per non risultare offensivo”.

Al momento di pagare il conto al ristorante, infatti, è sempre importante conoscere le usanze locali per non incorrere in brutte figure. In alcuni paesi, infatti, è obbligatoria; altrove fortemente raccomandata o del tutto facoltativa e perfino inusuale. Non sempre, infatti, il servizio è compreso nel conto: in questo caso la percentuale è predeterminata, vincolante e non rappresenta semplicemente un beau geste volto a ricompensare la prestazione dei ragazzi di sala.

È il caso degli Stati Uniti, del Canada e dell’Australia, paesi dove è d’obbligo versare una cifra compresa fra il 10 e il 20%, secondo il grado di soddisfazione. Non farlo è considerato un autentico oltraggio dal personale della ristorazione. Il paese più tip friendly d’Europa è sicuramente la Germania, dove la mancia, fortemente raccomandata ma non obbligatoria, oscilla fra il 5 e il 10% del conto. Come in Austria, più o meno. In entrambi i casi, al momento di pagare è il cliente a indicare l’ammontare che intende corrispondere in più.

Mentre in Gran Bretagna una mancia del 10% è spesso direttamente inclusa nel conto: sta al cliente verificare se sia questo il caso, in modo da regolarsi su eventuali integrazioni.

Poi ci sono i paesi, come l’Italia, dove la mancia è raccomandata ma facoltativa: l’uso è quello di arrotondare per eccesso, lasciando una banconota sul tavolo o indicando la cifra alla cassa, senza percentuali predeterminate. Ma attenzione: ci sono anche popoli che non gradiscono, come islandesi, cinesi e soprattutto giapponesi, che considerano la mancia una mancanza di rispetto. Sempre meglio, quindi, informarsi con i locali prima di tirare fuori il portafoglio.

Fonte: republicain-lorrain.fr