“Oggi se non sei intollerante a qualcosa nei ristoranti non sei alla moda”: lo chef Raymond Blanc ha parlato

“Dovreste vedere la lavagna della mia cucina quando prendiamo gli ordini: niente latte, niente farina, niente limone. E’ più come un ospedale che un ristorante”. Le intolleranze sono in aumento a causa delle sostanze chimiche usate per coltivare e allevare gli alimenti.

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La Notizia

Intolleranti al glutine, intolleranti al lattosio, intolleranti a questa o quella farina, alla frutta secca, chi più ne ha più ne metta. “E’ diventato quasi come un oggetto di moda”, afferma Raymond Blanc, Chef patron, due stelle Michelin a Le Manoir Aux Quat’Saisons, un hotel-ristorante a Great Milton , Oxfordshire, in Inghilterra.

Chef Raymond ha confidato alla rivista Country Life che vede le cucine dei ristoranti assomigliare sempre più a degli ospedali a causa delle numerose intolleranze alimentari dichiarate dai clienti. Tuttavia lo chef non ritiene che le persone fingano di avere intolleranze, “ma piuttosto che abbiano danneggiato il loro metabolismo assumendo prodotti industriali  coltivati in maniera intensiva e alimenti d’allevamento sottoposti a sostanze chimiche”.

Con le sue dichiarazioni lo chef  vuole invitare ad un approccio più consapevole alla preparazione e al consumo del cibo. Raymond pensa che le persone abbiano trascorso troppo tempo ignorando la provenienza e i mezzi di produzione del cibo assunto e che ora stiano iniziando a scontrarsi con la “cattiva salute” che deriva da quello. “Ci siamo autodistrutti e stiamo iniziando a pagarne il costo, ora capiamo l’associazione tra quelle sostanze chimiche e la nostra salute. Dovreste vedere la lavagna della mia cucina quando prendiamo gli ordini: niente latte, niente farina, niente limone. E’ più come un ospedale che un ristorante. Un’intolleranza alimentare è diventata quasi un capo di moda, ma queste sono vere e proprie allergie, provocate da ciò che mangiamo e dall’ambiente in cui viviamo”.

Per risolvere questa situazione lo chef due stelle Michelin ritiene che dovrebbe essere prodotto più cibo dove l’uso di sostanze chimiche può essere monitorato più da vicino rispetto alle merci che vengono importate. Con il suo spirito sempre ottimista Raymond ha anche affermato che la pandemia covid-19, durante la quale nel suo isolamento ha realizzato molti tutorial per aiutare a intrattenere i suoi seguaci in un periodo così difficile, ha dimostrato che le persone non solo sono capaci, ma ansiose di sapere cosa mangiano e vogliono diventare più consapevoli. “Penso che il coronavirus aiuterà molto a lungo termine perché le persone si sono ricollegate alla coltivazione e alla cucina in se stesse. Spero che durerà”.