Lo chef José Andrés vince il “premio Nobel” per la gastronomia: è suo il Basque Culinary World Prize 2020

Ha trovato 25 milioni di ragioni, la giuria del Basque Culinary World Prize, per attribuire il suo quinto premio annuale, equivalente a un “nobel per la gastronomia”.

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La Notizia

Ha trovato 25 milioni di ragioni, la giuria del Basque Culinary World Prize, per attribuire il suo quinto premio annuale, equivalente a un “nobel per la gastronomia”. Tanti sono i pasti gratuiti che lo chef ispanoamericano José Andrés è riuscito a procacciare alle vittime della Covid-19. Ed è nuovamente l’impegno a essere stato premiato, dopo che l’anno scorso era toccato allo chef cinese Anthony Myint, per le azioni volte a ridurre l’impronta di carbonio e contro gli sprechi.

Originario delle Asturie, già in forze a elBulli, ma residente da trent’anni negli Stati Uniti, Andrés era già famoso per aver popolarizzato la cultura delle tapas nei suoi numerosi locali disseminati per il paese, diversi dei quali pluristellati. In questo caso però è stato premiato per l’azione di World Central Kitchen, ONG che ha fondato per fornire assistenza alimentare in caso di disastri naturali, nello specifico il terremoto di Haiti del 2010, poi attiva nella Repubblica Dominicana, in Nicaragua, Zambia, Perù, Cuba, Uganda, Cambogia e Porto Rico. Il suo schema di azione prevede un intervento diretto e immediato, seguito dalla collaborazione con professionisti locali. Il tutto senza smettere di adoperarsi per una svolta solidale nelle politiche dell’immigrazione e del lavoro, fino allo scontro con Donald Trump.

L’organizzazione si è rimessa in moto nello scorso mese di marzo, per sfamare migliaia di passeggeri a bordo della nave da crociera Grand Princess, in quarantena al largo di San Francisco. Otto dei ristoranti del gruppo sono quindi stati riconvertiti in mense per la popolazione in difficoltà, mentre altri locali fornivano pasti al personale sanitario. Ed è stato stringendo un accordo con i Washington Nationals, locale squadra di baseball, che è stato possibile usufruire del personale e della logistica dello stadio. Parallelamente si attivavano 150 cucine in 10 città spagnole, con il concorso della Croce Rossa. Un’azione tanto tempestiva quanto molteplice, premiata dalla giuria, composta da grandi chef e presieduta da Joan Roca, per la capacità di trasformare la gastronomia nel motore del cambiamento sociale. “L’organizzazione durante la pandemia ha agito come un’iniziativa di collaborazione globale fra chef nel mondo”.

Oltre a combattere le conseguenze nefaste del virus, in questo modo Andrés è riuscito a mantenere in attività i suoi ristoranti, in modo che i dipendenti non perdessero il loro posto di lavoro. “Questo premio non è per me, ma per tutti gli uomini e le donne di WCKitchen, senza i quali nulla di tutto questo sarebbe stato possibile”, ha dichiarato annunciando che il premio di 100mila euro verrà diviso con gli altri nove finalisti.