Memorabilia: come trasformare un capannone qualunque in un posto fantastico con ristorante e museo anni ‘50

Da un’idea di una famiglia di industriali, da un’ossessione per oggetti di grande impatto, un locale sorprendente in una zona che sulla carta non può riservare sorprese.

0
348
Foto di Alessandro Saletta e Piercarlo Quiecchia
La Storia

Agrate Brianza è probabilmente l’unico comune italiano che si sfila prepotentemente dalla desolazione notturna delle zone industriali. Da quando la famiglia Colombo, imprenditori meccanici, ha deciso di aprire Memorabilia, nello scenario da film sociologico o horror si affaccia la vitalità di una piccola movida di periferia, con marcati lineamenti anni ‘50.

Cos’è Memorabilia? Intanto è il capannone più bello del mondo.

Nel nostro piccolo potremmo dire di essere collezionisti di ristoranti, anche se la collezione di tavole diverse è una condizione effimera. Sono esperienze che si consumano in alcune ore e sono difficilmente replicabili. I collezionisti seri sono quelli che accumulano qualcosa che possono vedere tutti i giorni, toccare, lucidare.

Foto di Alessandro Saletta e Piercarlo Quiecchia

È dagli anni ‘80 che i Colombo mettono via – capannoni ne abbiamo? – auto, moto e altre migliaia di oggetti. C’è una vettura appartenuta a Cary Grant, c’è una Jaguar del film James Bond, c’è una moto tempestata di pietre preziose, c’è una riproduzione di uno stormtrooper di Guerre Stellari. C’è un tesoro che ora può avere un pubblico. Gli spazi di Memorabilia sono tutti interconnessi tra di loro. E ovunque ti fermi rischi di rimanere a bocca aperta. Noi siamo partiti dal cocktail bar Depot, uno spazio ispirato alle vecchie officine meccaniche. Il Bar Manager Edoardo Brambilla ci ha preparato uno splendido cocktail a base di tequila. Dalla cucina, in accompagnamento sono arrivate una golosissima frittata di pasta e una montanara.

Foto di Alessandro Saletta e Piercarlo Quiecchia
Foto di Alessandro Saletta e Piercarlo Quiecchia

Lo spazio del ristorante non manca certo di personalità. Forse ne ha anche un po’ troppa: toni scuri, dettagli in ottone, boiserie blu cobalto. Una parte del ristorante è tutta per la privacy, con i divisori che ti isolano dagli altri clienti presenti. Per una cena intima è sicuramente un grande assist.

Foto Maria Teresa Funari
Foto Maria Teresa Funari

La famiglia Colombo non è partita con il freno a mano tirato. Allo show off degli spazi, risponde anche quello in cucina. Hanno chiamato un secondo, con già tutte le carte in regola per essere un primo. Luca La Peccerella, beneventano, ha l’odore della pasta fresca negli occhi e la sua elasticità e porosità nelle mani. Per più di due anni ha seguito Filippo Gozzoli all’Armani ristorante, un luogo in cui l’eleganza, il glam e il rigore hanno sempre comandato. Prima ancora al Bulgari, con Roberto Di Pinto, un’altra location frequentata da clientela internazionale a cui non sarebbero mai bastate proposte esclusivamente italiane anche se rivisitate.

I Piatti

La Peccerella ha impostato i menù secondo i criteri della generosità e della ricerca dell’umami, quel “saporito” che nella memoria si traduce come memorabile.

Lo diciamo subito. Il piatto che secondo noi ha attivato questo binomio era Ravioli del plin, burrata, astice, limone candito e salicornia: un piatto da trattoria pimpato nella tecnica e nella scelta delle materie prime, per calzare a pennello in un posto come Memorabilia. Chi si siede in questo locale a un certo punto se lo chiede, cosa ci faccio qui. Poi scopre che la curiosità trasgressiva ha avuto il merito di convincerlo a provare qualcosa di nuovo. Ora serve avere un valido motivo per tornarci, e una splendida collezione non basta.

Anatra laccata, lenticchie, more, cipollotto, chutney di cipolla e mela. Foto Claudia Castaldi

La piovra alla piastra, latticello di provola affumicata, chutney di mandarino e scarola ripassata è una scelta che tocca corde sicure, terreni palatali già battuti, osando nell’aggiunta dell’acido e dell’amaro. Una buona idea che in ogni caso richiede sempre una cottura perfetta.

Foto Claudia Castaldi

Il tagliolino con baccalà e maiale croccante, servito con brodo di pesce lo abbiamo preso come un ramen nostrano. Pulito e delicato, anche se avremmo osato un po’ di più con i contrasti.

Foto di Claudia Castaldi

Infine il babà: dite che da un beneventano c’era da aspettarselo? Sul babà la nostra memoria era viva, ne avevamo assaggiato uno in un noto giornale milanese pochi giorni prima, versione alleggerita con gelato alla frutta boschiva. Troppo asciutto, volendo essere un po’ cattivelli…una torta margherita. Qui invece la lievitazione era splendida e la bagna rendeva l’impasto morbido e non flaccido.

Tortino croccante al grano saraceno. Foto di Claudia Castaldi

Luca La Peccerella è il perfetto meccanino custom. Uno che sa trasformare qualcosa di molto reale, anche di eccessivamente tradizionale, in qualcosa che si fa notare.

Indirizzo

Memorabilia

Via Archimede, 8 – Agrate Brianza (MB)

Tel: +39 039.9630071

Mail prenotazioni@ilmemorabilia.it

Il sito web