Quali sono le migliori pasticcerie storiche milanesi

Mille i motivi per regalarsi una pausa di dolcezza dalla frenesia cittadina: sei gli indirizzi d’eccellenza per non rimanere delusi.

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Le Pasticcerie

Una domenica da trascorrere a Milano, magari godendosi il raro silenzio della città che inizia a svuotarsi, complici i weekend di sole e le giornate più lunghe. L’invito a casa di amici arriva di sorpresa per il pomeriggio stesso: impreparati al tè delle cinque, vogliamo scegliere bene, perché gesto gentile chiama gesto gentile e tutto desideriamo benché interrompere il circolo virtuoso di dolcezza.

Armati di curiosità, naso fino, gola allenata e intuito acuto, da bravi milanesi usciamo di casa con quell’aria scompigliata ed easy-chic che va tanto di moda al giorno d’oggi. Stavolta, però, non è caccia alle tendenze né astratto window-shopping: siamo in cerca di qualcosa di concretamente buono, di classicamente buono, che, con il suo sapore, ci riporti indietro nel tempo fino a quando godersi il rito della merenda in compagnia, tra chiacchiere e bon ton, era abitudine diffusa almeno quanto lo è adesso digitare su Google.

Google può venirci comunque in aiuto, ma, se siete capitati qui da soli siete già a buon punto. Avete voglia di fare un gioco? Nel vostro peregrinaggio domenicale, immaginate di dover riempire un vassoio ideale con sei paste assortite, ciascuna proveniente da un locale diverso, purché sia una pasticceria storica milanese: dove andreste e cosa scegliereste?

Qui di seguito qualche spunto da gourmet per aiutarvi a ottimizzare tempo e gigabyte, nel rispetto di un solo mantra: il gusto.

1. Bastianello

Dal 1950 Bastianello, in via Borgogna 5, è un punto di riferimento in città per la pasticceria haut-de-gamme. Lussuoso e signorile, pervaso da un’atmosfera quasi fiabesca, l’ambiente vive di fascino aristocratico e splendore d’altri tempi. Pasticceria, caffetteria e bistrot, Bastianello è il luogo adatto per godersi una pausa di dolcezza, un break all’ora di pranzo o un aperitivo defaticante a fine giornata, ancora più suggestivo se gustato direttamente nel déhor. All’ora dell’happy hour, la pasticceria storica si trasforma in un luogo di ritrovo che anima le vie del centro e vive di eccellenza e qualità da mattina a sera: in abbinamento a Spritz o bollicine, il servizio comprende olive speziate, polentine con i salumi, torte salate e chips home-made. Famoso per il cappuccino cremoso accompagnato alla brioche, Bastianello rende speciale anche il classico rituale del caffè, trasformando il semplice espresso macchiato nella variante signature del caffè “Etoile”, con base di cioccolato fondente. Specialità del luogo, appunto, sono le creazioni al cioccolato, vere e proprie “sculture” da realizzare su ordinazione. Imperdibile il gelato, soprattutto al gusto pistacchio, che viene considerato uno dei migliori in città. Difficile trasportare cappuccino e gelato sul nostro vassoio da sei…ma, forse, con la dolcezza di un marron glacé, altra chicca made in Bastianello, gli amici si convinceranno facilmente a tornare insieme per una colazione in grande stile.

 

2. Castelnuovo

Quando Lucio Battisti faceva il suo ingresso al locale, il signor Enrico Castelnuovo lo accoglieva con il sorriso e le parole “Tel chi el bala Linda, dulsa la vita”. Proprio il celebre cantautore italiano ha ispirato la creazione della torta “Fior di Pesco”, che, insieme alla “Torta Enrico” è ancora oggi una delle specialità storiche del locale. La Pasticceria Castelnuovo nasce nel 1945, dopo che Enrico, al termine della guerra e al rientro dalla prigionia, decide di riprendere in mano la propria vita e il proprio lavoro: così, forte della sua formazione in qualità di apprendista pasticcere, intrapresa a Lecco nel 1927, sposa Maria Locatelli, sua collega di lavoro, e apre insieme a lei una pasticceria artigianale in via Mercato a Oggiono, in provincia di Como. Dopo circa 10 anni di attività, la giovane Pasticceria Castelnuovo si trasferisce a Milano in via Colonna 10 e, in seguito, grazie ai meritati successi, nella più spaziosa location di via Tulipani 18. Da quel momento in poi, Castelnuovo è innanzitutto la pasticceria d’elezione del “Lorenteggio”, ma la sua fama le permette sin da subito di elevarsi al di sopra del passaparola di quartiere per conquistare lo status di eccellenza milanese, fuori dal centro per geografia, ma centratissima per qualità, professionalità e ispirazione creativa. Dal 1977 la gestione del locale è nelle mani di Francesco, figlio di Enrico, che decide di tramandare il know-how di famiglia nel campo dell’arte pasticcera mettendosi in società con la moglie Augusta Barenghi e l’amico Serafino Iudice al quale, poi, si è aggiunto il figlio Maurizio nel ruolo di pasticcere. Dal 2002 anche Niccolò Castelnuovo, figlio di Francesco, si unisce al team occupandosi di aspetti comunicativi e gestionali. Oltre ai grandi classici della pasticceria, come la Sacher Torte, la Millefoglie Dorata e la Saint Honoré, la Pasticceria Castelnuovo propone, coerentemente alle esigenze del milanese contemporaneo, una Linea Salute e una Cheesecake d’ispirazione internazionale. Il suggerimento da gourmet è quello di non perdersi le paste frolle: per il nostro assortimento domenicale, a voi la scelta tra pistacchio e lampone o crema al mango e frutto della passione. Equilibrio impeccabile tra acidità e dolcezza in un boccone che invita al bis.

 

3. Cova

Fondata nel 1817 da Antonio Cova, un soldato di Napoleone, l’insegna è sinonimo di elegante connubio tra heritage made in Italy, eccellenza artigianale, passione per la pasticceria, gusto estetico e attenzione al dettaglio. Con oltre 200 anni di storia, dal 1994 Cova è un brand internazionale, portavoce di stile italiano nel mondo. Dal quadrilatero della moda, tra lo splendore delle vetrine di via Montenapoleone, Cova ha sviluppato la sensibilità cosmopolita e lo spirito d’innovazione che l’hanno portata fino a Hong Kong, poi in Giappone, in Cina, in Taiwan, a Monte Carlo e Dubai. Classe, savoir-faire, storia e creatività hanno reso Cova celebre in Italia e all’estero, perpetuando al di là del tempo l’immagine che la caratterizza come luogo dove lusso ed esclusività abbracciano il calore dell’ospitalità e l’amore per la buona tavola. È suggestivo immaginarsi Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini incontrarsi qui, conquistati dalla medesima bellezza che, incurante dello scorrere del tempo, continua ad affascinarci tra arredi preziosi e specchi dorati, lampadari in cristallo e divani in velluto. Il senso del bello, oltre che nelle creazioni di pasticceria e nel design del locale, traspare anche nell’arte del packaging: ogni confezione è realizzata artigianalmente con la massima cura, perché forma e contenuto siano l’uno espressione dell’altra, in un duetto di crescente splendore che coinvolge tutti i sensi, rendendosi preludio di piacevolezza gustativa. Pasticceria e cioccolateria, Cova è anche caffè e ristorante dove lasciarsi viziare da una pausa pranzo très chic o da un aperitivo con calice di Covino, da sorseggiare all’antico bancone in mogano lucido e marmo italiano, accompagnandolo a croccanti mandorle tostate. All’ingresso, l’originale pavimento in mosaico accoglie gli ospiti in una dimensione unica dove il tempo sembra essersi fermato. Il panettone, disponibile tutto l’anno, è preparato secondo una ricetta segreta, custodita fin dall’inizio del XIX secolo e fedelmente tramandata fino a oggi. Se la parola d’ordine è eleganza senza tempo, vada per una scelta altrettanto timeless: il bignè, piccolo gioiello alla crema che impreziosirà il nostro vassoio con un tocco di lusso alla Montenapoleone. Colazione da Cova, altro che da Tiffany.

 

4. Cucchi

Già nel 1936 Luigi Cucchi e la moglie Vittorina intrattenevano i milanesi con raffinate prelibatezze e buona musica. Nata come caffè concerto, la Pasticceria Cucchi, all’angolo tra corso Genova e piazza Resistenza Partigiana, negli anni della Milano d’epoca conquistava la crème de la crème cittadina al suono vivace di un’orchestrina spagnola abbinato a un originale mix di senso estetico, vocazione artistica e spirito gourmand. Oggi, nel cuore di una Milano d’avanguardia, sempre più aperta al mondo e affamata di tendenze, Cucchi abbraccia con stile la spinta all’innovazione conservando immutato il rispetto per le proprie radici storiche: il locale, oggi, è ancora in mano alla stessa famiglia, che, giunta alla terza generazione con le sorelle Laura e Vittoria, è portavoce di un impeccabile savoir-faire artigianale da più di 80 anni. Gli arredi sono ancora quelli del 1954, per un locale dall’appeal chic e sofisticato. Riconosciuto dal 2002 come Locale Storico d’Italia e dal 2015 come Bottega Storica della città di Milano, la Pasticceria Cucchi è, allo stesso tempo, una perla d’arte e uno scrigno di leccornie dall’atmosfera classica e allure contemporaneo. Oltre al panettone e alla colomba, tra le chicche da non perdere spiccano la crostata di lamponi ripieni, il Pan Meino, la Sachertorte e la Saint Honorè. Durante la Design Week 2019, l’architetto e designer Cristina Celestino ha ripensato spazio e tempo riportando in vita, presso la Pasticceria Cucchi, l’antico Cafè Chantant degli anni Trenta: la chiave di volta, un incontro tra animo vintage e ispirazione avveniristica, per una pasticceria che, nel nostro assortimento ideale di bon bon, è la chiave di violino della dolcezza milanese.

 

5. Marchesi

Con una storia che risale al 1824, Marchesi è sinonimo di top di gamma nel mondo della pasticceria e della cioccolateria. Siamo in via Santa Maria alla Porta 11/a, in pieno centro, tra Cairoli e Cordusio, all’interno di un pregevole edificio Settecentesco che rende ancora più speciale il contesto. Già dai primi del Novecento, il proprietario Angelo Marchesi si immaginò il locale come un luogo di aggregazione, un punto d’incontro privilegiato e accogliente per l’élite milanese che andasse oltre gli schemi della pasticceria per trasformarsi in caffetteria e salotto adatto a ogni momento della giornata, dalla colazione all’ora dell’aperitivo. Oggi, quasi 200 anni dopo l’apertura, Marchesi è diretto dal nipote di Angelo, che porta il suo stesso nome, e guida l’attività con la medesima passione e attenzione al servizio. L’eccellenza e l’eleganza che hanno caratterizzato la Pasticceria Marchesi nel corso degli anni sono rimasti immutati e sono ancora in grado di esercitare lo stesso appeal dell’epoca su una clientela dal gusto sempre più cosmopolita e diversificato. Oltre alla sede principale in via Santa Maria alla Porta, Marchesi è presente nel centro di Milano in altre due location di pari elezione e prestigio: in via Monte Napoleone 9 e in Galleria Vittorio Emanuele II è possibile respirare la stessa atmosfera di fascino e magia, degustando i classici della tradizione e nuove proposte esclusive in ambienti di charme. Un’armonia di gusto e bellezza, racchiusa con classe all’interno di packaging appositamente studiati. Il panettone di Marchesi, disponibile tutto l’anno, è una specialità di fama indiscussa. Per il nostro take-away da gourmet, si scelga una fetta di Sachertorte: lo splendore di tre locali in tre strati diversi, per un’esperienza dal gusto topfloor dedicata al piacere della scoperta.

 

6. Sant’Ambroeus

Corso Matteotti 7, a pochi passi da Via Montenapoleone e da Piazza del Duomo, è l’indirizzo che ospita la Pasticceria Sant’Ambroeus dal 1936. Con una location e un nome così, era destino che diventasse simbolo della dolce vita milanese, tramandando il prezioso status per oltre ottant’anni. Fondato da Teresa Cattaneo, “il dolce salotto di Milano” (così lo racconta Maria Canella, storica del costume e della moda, nel suo libro dedicato al locale) ha saputo negli anni mantenersi fedele alla propria identità pur adattandosi alle esigenze di una clientela raffinata ed esigente, sempre attenta alle tendenze del momento. Tra le boiserie alle pareti e i pavimenti in mosaico, si sono mossi personaggi di spicco dell’aristocrazia e della borghesia lombarda, oltre ad attori e celebrità del jet-set internazionale. Il bancone in marmo nero e le vetrine in verde sottobosco espongono con orgoglio le delizie artigianali che hanno fatto storia. I lampadari di Murano che illuminano la sala risalgono al 1936 e rivelano l’accoglienza e la bellezza classica di un luogo che, nel rispetto della propria autenticità, ha saputo adeguarsi al passo veloce di una città dinamica ed esuberante: così, da pasticceria e cioccolateria, Sant’Ambreous ha ampliato l’attività a caffetteria e ristorante, tentando la movida milanese con l’irresistibile profumo delle sue creazioni ad accomodarsi in veranda per una colazione informale o un aperitivo ad altezza guglie. Il panettone firmato Sant’Ambroeus è un’istituzione senza tempo, ma eccellenti sono tutte le chicche di pasticceria classica che uniscono armonicamente gusto e aroma con abilità sartoriale. Da non perdere l’Ambrogiotto, specialità di finissimo cioccolato ripieno di zabaione: una piccola gemma che finisce dritta nel nostro cabarè di dolcezze.