Niko Romito e la cucina italiana assoluta al Bvlgari Hotel di Milano

Il meglio del made in italy a tavola frutto di più di due anni di studio. Non solo a Milano, ma anche nei Bvlgari Hotel di Pechino, Shangai e Dubai.

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Il Ristorante

Il patio del Bulgari non rispecchia certo il raccoglimento del Reale Casadonna, ex convento nel Parco Nazionale dell’Abruzzo, e nonostante la primavera tardi a spuntare, rendendo indimenticabile la vita all’aperto, siamo quasi tutti in giardino. Il Bulgari Hotel è in pieno centro a Milano, tuttavia si defila dai camminamenti frenetici della city impegnata o turistica, e si staglia illuminato di bianco con inserti testa di moro dentro un affresco verde e lussureggiante, come una suite a cielo aperto, pensata per far respirare gli ospiti ma anche per indurli alla tentazione di un’occasione sempre diversa.

Nel tentativo di toccare tutti i punti salienti del Codice della cucina italiana che Niko Romito ha stilato per i ristoranti dei Bulgari Hotel di Pechino, Shangai, Dubai e Milano, ci lanciamo in plurime ordinazioni. Il lavoro di Romito ha richiesto anni di studio e di raccoglimento intorno alle principali ricette della cucina italiana, con l’intento di comprenderle, revisionarle ed offrirle di nuovo ai fedeli nella loro versione assoluta, applicando tecniche moderne, come per la frittura. Assoluto è una parola che torna spesso nelle descrizioni dei piatti di Niko Romito. Un cuoco che affronta la prova dell’universalità e della radicalità non si incontra tutti i giorni. La cucina italiana assoluta è quella che secondo lo chef tristellato può parlare a tutti, in tutto il mondo.

In giardino è possibile consumare pranzo o cena, e anche prenotare una dining experience privata all’interno del Gazebo, uno spazio nascosto dietro una siepe di faggio rosso.

I Piatti

L’assoluto vegetale è un brodo di sedano carota e cipolla a cui viene aggiunto un poco di champagne. Un reset palatale che ti estrae dal cosmopolitismo milanese e ti fa entrare nelle celle di Niko, silenziose, affrescate, spartanamente confortevoli.

L’antipasto all’italiana solo a guardarlo ti fa sfregare le mani. Siamo di fronte a un carosello di ricette che raccontano l’Italia nella sua essenza. C’è la bruschetta al pomodoro che trasuda il suo gusto, c’è la sarda impanata – ne avremmo voluto un cartoccio – c’è il vitello tonnato delicato quasi troppo etereo, c’è la burrata, la frittatina di maccheroni, il baccalà mantecato e la ricciola marinata. Lasciateci qui.

Oltre ai piatti che rappresentano il codice della cucina italiana, il menù accoglie piatti più stagionali come i tortelli scampi e asparagi, un primo delicato in cui non prevarica il vegetale e nemmeno il mare, entrambi si rispettano. Forse anche un po’ troppo.

Lo spaghetto al pomodoro è the ultimate spaghetto, realizzato solo con il vegetale e la sua acqua, senza olio o aglio, in un’estrazione assoluta dell’acidità del pomodoro.

Manzo e pepe nero

La spigola all’acqua pazza è il piatto più goloso di tutto il pranzo, anche quello più gourmet secondo noi perché qui la creatività e la mano libera prevalgono sul rigore.

La cotoletta arriva come una scultura, come un Fontana ruvido e tridimensionale. La scoperta oltre i tagli è quella che ci lascia più perplessi, in un assaggio bivalente. La panatura è impeccabile, nella sua adesione e dedizione totale alla carne. Quest’ultima invece non ci restituisce l’estasi succosa del vitello, rimanendo troppo asciutta.

Prima del dessert, come un refrain torna un intermezzo liquido e caldo, un brodo di limone. Poi arriva lui, il pane e cioccolato, il dessert più popolare che esista perché anche colazione o merenda. Non è un assoluto, piuttosto un sublimato: ganache al cioccolato, pane imbevuto, semifreddo di cioccolate fondente e granella di nocciole. Più ricco che sintetico. Trionfale, anche per i nostri sensi. C’è ancora spazio per un altro dolce pop, una versione artigianale e ripensata di un’icona italiana della self indulgence. Un ferrero rocher extralarge con la foglia d’oro al posto della carta che solitamente ricopre la pralina. Un’esplosione di nocciola.

Le mani di Claudio Catino, resident chef al ristorante Niko Romito del Bulgari Hotel di Milano, sono precise estensioni della mente di Niko Romito. Mani che hanno imparato da lui a professare una cucina senza picchi, senza prevaricazioni gustative. Una cucina sussurrata, senza eccessi gustativi né degustativi. La nuova sfida è il nuovo menù Grand Tour che, come l’attuale, verrà applicato a tutti e quattro i ristoranti coordinati da Romito. Già avviato a Pechino e Shangai, sarà disponibile a ottobre a Dubai e a novembre a Milano. Il nuovo menù si ispira all’usanza dei giovani intellettuali europei di inizio Ottocento d’intraprendere un viaggio sabbatico in Italia, curiosi di scoprire più angoli e occasioni di bellezza possibili. Da un simile connubio di ozio, ispirazione, erudizione e mondanità Niko Romito ha scelto le ricette che meglio raccontano le tappe fondamentali di questi ragazzi. Tra gli antipasti troveremo la sua versione della mozzarella in carrozza a rappresentare Napoli o la pappa al pomodoro per Firenze. Tra i primi i tortellini alla bolognese. Palermo sarà protagonista nei contorni e nei dolci con la caponata e la cassata. Noi non vediamo l’ora di ripartire.

Indirizzo

Ristorante BVLGARI – Niko Romito

Via Privata Fratelli Gabba, 7b, 20121 Milano MI

Tel. +39  02 8058 05230

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