Il menu non sarà più lo stesso: la rivoluzione di Eugenio Boer e Damian Janczara da Altrimenti

Altrimenti è il nuovo progetto di Eugenio Boer e Damian Janczara che non è un bistrot. Chiamatelo ristorante di zona.

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altrimenti eugenio boer
La Notizia

Qualche vocina birichina aveva sparlato riguardo alla loro separazione, eppure Damian Janczara e Eugenio Boer non si sono mai allontanati, anche se dopo la chiusura di Essenza poteva così sembrare.

Altrimenti ci arrabbiamo era un vecchio e spassosissimo film con Bud Spencer e Terence Hill. Qualcuno gli aveva distrutto la Dune Buggy e loro decidono di vendicarsi, facendo emergere losche manovre criminali. Eugenio e Damian non hanno intenzione di menare nessuno, ma solo di proporre una valida alternativa alle estenuanti discussioni su dove andare a mangiare. Altrimenti è vicinissimo alla fermata di Amendola Fiera, una zona di Milano che ancora non ribolle di offerte ristorative di livello. Lorenzo Galletti (a sinistra nella foto) e Leonardo Nardella, sono gli altri due soci.

Io vivo qui a due passi, ho lavorato in posti che possono essere chiamati classici, come il Ribot. Quello che ho in mente è tornare a fare la ristorazione Milanese di una volta”. Damian ha le idee molto chiare, essere un oste contemporaneo, che coniuga il guizzo e l’attenzione imprenditoriale con la presenza fissa e accogliente.

La promessa di un posto famigliare, fatta da due ragazzi che solo a guardarli capisci che ci tengono particolarmente alla forma, sai già che sarà tutto fuorché semplicistica. E diciamolo una volta per tutte, non è un bistrot, né nell’accezione del posto in cui si mangia velocemente con un calice di vino, nemmeno in quello del polmone più alla mano del ristorante stellato. Sarà un ristorante, punto.

I bistrot lasciamoli a chi li sa fare. Da Altrimenti la cucina sarà semplice e comprensibile, gli ingredienti daranno i nomi ai piatti. Il menù è strutturato per tipologie e non per portate, così è il cliente ad essere sempre libero di decidere in base alle proprie esigenze”. Eugenio Boer ha scelto di abbandonare gli antipasti, i primi e i secondi. Verdure, carni, pesci, dolci sono i quattro capitoli del menù, la messa in atto di quello che già da tempo si verifica in ogni luogo pubblico dotato di cucina. “Cosa ho mangiato oggi a pranzo? Ah, un piatto di pasta. Vada per le verdure e la carne”. Oggi, sebbene c’è chi fa ancora fatica ad ammetterlo perché fa un po’ post-modernista alias “anziano”, siamo tutti un po’ più coscienti della nostra dieta e anche un po’ meno incatenati agli stereotipi della cena fuori. Più volte anche a noi è capitato di scegliere due antipasti, senza passare dal primo o dal secondo. La scelta di Altrimenti è solo una presa di coscienza, messa su carta e davanti a tutti.

Lo stravolgimento contemporaneo è ben visibile anche sulla carta vini. Le zone e le provenienze passano in secondo piano. Aggettivi che fanno da teaser al gusto che si proverà, come “mediterraneo”, saranno gli strumenti per scremare i vini ad una prima occhiata e per avere un approccio subito più empatico verso una scelta che spesso provoca sudori o preoccupazioni.

Da Altrimenti, potrete sedervi e scegliere liberamente per la monografia di verdure oppure per un romanzo al dente e con la trama marezzata. Sarete circondati da più di 70 stampe realizzate da alcuni celebri illustratori, selezione curata dall’architetto Francesca Fusari, un progetto cromatico in dialogo con le cromie scelte per il locale.

Le fotografie sono di @fusillolab

Indirizzo

ALTRIMENTI

via Monte Bianco, 2/a – 20149 Milano

Tel. +39 0282778751

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