Mixology

Hope&Sesame, l’exploit di due talenti: dormivano nel locale, oggi è il miglior cocktail bar asiatico

di:
Elisa Erriu
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Per dieci anni hanno lavorato dietro al bancone senza smettere di migliorare un progetto nato quasi per caso. Oggi quella scommessa ha scritto una pagina di storia della mixology asiatica.

Hope & Sesame, iconico speakeasy di Guangzhou, è stato incoronato miglior bar dell'Asia 2026 dalla classifica Asia's 50 Best Bars, diventando il primo locale della Cina continentale a conquistare il gradino più alto del ranking. Un risultato che racconta molto più di un semplice premio. Dietro il successo del locale fondato da Andrew Ho e Bastien Ciocca si nasconde infatti una storia fatta di improvvisazione, apprendistato sul campo e una buona dose di ostinazione.

Da ristorante mancato a simbolo della mixology asiatica

Il progetto iniziale non prevedeva affatto un cocktail bar. Ho e Ciocca, conosciutisi durante gli studi in una scuola alberghiera in Svizzera e ritrovatisi anni dopo a Guangzhou insieme alle rispettive compagne Amethy Huang e Marcia Xiao, avevano immaginato di aprire un piccolo ristorante. Fu lo spazio scelto a cambiare completamente i loro piani. Il locale era troppo piccolo per ospitare una cucina e una sala, così decisero di trasformarlo in un bar. Una scelta tutt'altro che scontata, soprattutto perché nessuno dei due aveva esperienza nel mondo della mixology e, all'epoca, la scena dei cocktail nel sud della Cina era ancora agli inizi. Impararono tutto lavorando dietro il bancone. «Abbiamo costruito Hope & Sesame con le nostre mani, tra martelli e chiodi», racconta oggi Bastien Ciocca a 50 Best. «Era casa nostra. Ci dormivamo persino dentro. C'erano graffi ovunque, nascosti da un'illuminazione poco generosa. Ogni anno abbiamo continuato a migliorare, fino a farlo diventare quello che è oggi.»

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Tecnica, ricerca e cocktail d'autore

Nel corso degli anni il bar è cresciuto insieme ai suoi fondatori. Oggi il menu utilizza tecniche normalmente associate all'alta cucina, dalle infusioni sous-vide alla chiarificazione mediante centrifuga, fino alla distillazione rotante, applicate a cocktail diventati ormai iconici come Earl Grey Dark & Stormy, Super Sour Negroni e Coconut Old Fashioned. La crescita professionale è andata di pari passo con quella internazionale. Hope & Sesame è entrato per la prima volta nella classifica di Asia's 50 Best Bars nel 2019 e da allora non ne è più uscito. Nel 2025 è arrivato anche l'ingresso nella lista dei World's 50 Best Bars, mentre Andrew Ho ha ricevuto il prestigioso Altos Bartenders' Bartender Award. Nonostante i riconoscimenti, i due fondatori continuano ancora oggi a lavorare personalmente dietro il bancone e partecipano regolarmente a guest shift in città come New York e Singapore.

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Da quattro persone a un gruppo con oltre cento collaboratori

Quello che era nato come un piccolo progetto indipendente è diventato nel frattempo una vera realtà imprenditoriale. Sotto il marchio Hope Group, i fondatori hanno aperto altri cinque cocktail bar nella Cina continentale, tra Guangzhou e Shenzhen, oltre a un'attività di consulenza dedicata al settore. «Siamo partiti in quattro. Oggi siamo più di cento», racconta Ho sempre alla celebre piattaforma internazionale. L'ultima novità si chiama Off Menu, inaugurato pochi mesi fa al piano superiore dello storico Hope & Sesame di Guangzhou. Qui l'attenzione si concentra sui grandi classici della miscelazione e su cocktail personalizzati, reinterpretati attraverso ingredienti e sapori della tradizione cantonese. «Non vogliamo stupire a tutti i costi», spiega Ciocca. «Il nostro obiettivo è creare uno spazio dove ospitalità e cocktail parlino lo stesso linguaggio, valorizzando i sapori del Canton in modo consapevole.»

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La Cina si prende la scena asiatica

Il successo di Hope & Sesame conferma anche il momento di straordinaria vitalità vissuto dalla mixology cinese. Nella Top 10 di Asia's 50 Best Bars 2026 figurano infatti anche MO Bar Shenzhen, quinto classificato, e Obsidian Bar, entrato direttamente al decimo posto. Per Andrew Ho il risultato è soltanto l'inizio. «La scena dei cocktail nella Cina continentale sta vivendo una crescita straordinaria. Speriamo che questo riconoscimento possa diventare un faro capace di attirare l'attenzione internazionale su tutto quello che sta succedendo qui».

Wine Reporter

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