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Capodanno cinese 2026: i migliori ristoranti per festeggiarlo in Italia, da Milano a Roma

di:
Elisa Erriu
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copertina capodanno cinese

Il Capodanno cinese è una soglia: non un semplice cambio di data, ancora più vietato leggerlo come un semplice calendario di feste. Esso è piuttosto una mappa di significati e simboli, un invito a sedersi a tavola per orientare il futuro anziché osservare il passato.

Il 17 febbraio 2026, secondo il calendario lunare, si apre l’Anno del Cavallo di Fuoco, settimo segno dello zodiaco cinese, custode di energia, dinamismo e slancio. In Cina, come in gran parte dell’Asia più orientale, questa festa è uno dei momenti più sentiti dell’anno: scuole e attività si fermano, milioni di persone compiono il “grande ritorno” verso la casa dei propri antenati e le tavole si riempiono di piatti intessuti di auguri e narrazioni simboliche. In Italia, dove questa ricorrenza è ormai parte del calendario culturale e gastronomico, chef e ristoranti di alta cucina interpretano il Capodanno in modo colto e rispettoso, trasformandolo in un’esperienza sensoriale che va oltre la convivialità e racconta il senso profondo della festa: propiziare fortuna, salute, prosperità e continuità attraverso piatti simbolici, ingredienti carichi di significato e percorsi pensati come veri e propri banchetti augurali. Il Cavallo, nello zodiaco cinese, incarna vitalità e indipendenza. L’elemento Fuoco amplifica questi tratti, portando con sé calore, passione e una spinta verso il cambiamento. A tavola, tutto questo si traduce in menu pensati come percorsi augurali, in cui ogni portata assume un valore simbolico: abbondanza, prosperità, armonia familiare, successo.

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@Song

La festività, che si apre con la notte tra il 16 e il 17 febbraio, prosegue per quindici giorni fino alla Festa delle Lanterne, che è storicamente il momento più importante dell’anno: quello del ritorno a casa, dei piatti condivisi, dei sapori che parlano di memoria. In questo contesto, l’Italia offre alcune delle interpretazioni gastronomiche più interessanti d’Europa, grazie a ristoranti capaci di raccontare la cucina cinese in modo profondo, autorevole ed elegante. Non luoghi di passaggio, ma destinazioni consapevoli, dove il Capodanno lunare viene trattato come una vera e propria liturgia gastronomica. Ecco un itinerario selezionato tra i ristoranti cinesi di alta gamma più prestigiosi d’Italia, che nel 2026 propongono esperienze dedicate al Capodanno lunare, pensate per accogliere l’Anno del Cavallo di Fuoco con rispetto, raffinatezza e visione.

Bon Wei – Milano

Bon Wei Capodanno 2026 Iconic Food
 

A Milano, uno degli indirizzi che da anni interpreta il Capodanno cinese come evento gastronomico strutturato è Bon Wei. Per la sera del 17 febbraio 2026, data che segna l’ingresso nell’Anno del Cavallo di Fuoco, lo chef Zhang Guoqing ha costruito un menu degustazione di dieci portate concepito come un vero banchetto augurale, in cui la sequenza dei piatti segue un ordine narrativo preciso, legato alle qualità attribuite al segno e all’elemento Fuoco. La cena si apre con un gesto di accoglienza misurato, un tè rosso che introduce gli ospiti in una dimensione di attenzione e ascolto. Da qui il percorso entra progressivamente nel vivo con una zuppa agropiccante di cernia, piatto che lavora sull’energia e sull’equilibrio, seguita da preparazioni che giocano su consistenze e simbolismi: il cracker di riso con gamberi e la polpetta di taro ripiena richiamano abbondanza e passione, mentre una trilogia di uovo e muscolo di manzo freddo mette al centro la forza e la struttura. Il riso saltato all’uovo con verdura e tartufo segna un momento di stabilità nel percorso, prima dell’ingresso dei longevity lamian con manzo al curry cantonese, spaghetti tradizionalmente legati all’augurio di lunga vita.

Bon Wei Capodanno 2026 Iconic Bottiglie
 

La parte centrale del menu accelera il ritmo con un branzino laccato alla shanghainese e uno scampo in nuvola di cocco, piatti che evocano velocità, eleganza e fedeltà, qualità spesso associate al Cavallo. Il finale salato è affidato alle costine di maiale ai cinque aromi e alle spugnole ripiene di manzo, petali di giglio e peperone, preparazione quest’ultima che introduce ingredienti rari nella cucina cinese e rafforza il tema del successo e della prosperità. Il dessert, firmato dalla pastry chef Sonia Latorre Ruiz, chiude il banchetto con una composizione di cioccolato fondente, mandarino e sesamo nero, modellata nella forma del cavallo, trasformando il simbolo zodiacale in gesto dolce e augurale. In accompagnamento, Champagne Pol Roger Réserve Brut e una selezione di vini curata da Distribuendo Wine & Spirits sostengono il percorso senza sovrastarlo. Alcuni piatti del menu – la zuppa di cernia, il branzino laccato, le spugnole ripiene e il dessert – resteranno disponibili anche nelle settimane successive, fino alla Festa delle Lanterne, prolungando la possibilità di vivere il Capodanno oltre la singola sera. Dal 2023, il Capodanno di Bon Wei è anche terreno di una collaborazione stabile con il designer Teo KayKay, che per il 2026 ha realizzato dieci bottiglie di champagne dipinte a mano, pensate come oggetti collezionabili. Due entrano nell’archivio permanente dello zodiaco cinese del ristorante, le altre accompagnano la cena, diventando parte integrante dell’esperienza e sottraendo il ricordo della serata alla sola dimensione immateriale.

Il Gusto di Xinge x The St. Regis Florence

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A Firenze, il Capodanno cinese entra nel mondo dell’hôtellerie storica. Il 18 febbraio 2026, il Winter Garden del The St. Regis Florence ospita una cena firmata da Xinge Liu, chef e fondatrice de Il Gusto di Xinge, che costruisce un percorso gastronomico pensato per dialogare con il tema del Cavallo di Fuoco attraverso misura, simbolismo e precisione tecnica. La serata è accompagnata da momenti di intrattenimento tradizionale, come la danza del dragone e dei leoni, ma il centro dell’esperienza resta il menu. Si comincia con uno dei piatti più rappresentativi della chef, “Dream of Red Chambers”, polpettine fritte di gamberi e mozzarella ispirate al celebre romanzo classico cinese, presentate come gesto di condivisione.

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Segue lo Shanghai Smoked Fish, branzino affumicato alle cinque spezie, costruito su profondità aromatica e asciuttezza. Con “Martini lacrime dolci e salate”, un’ostrica accompagnata da mela, scalogno e spuma di champagne, il percorso lavora su un equilibrio controllato tra dolcezza e salinità. Il cuore del menu si muove su leggerezza e stratificazione: gnocchi di taro al vapore con edamame e gazpacho di pomodorini verdi, seguiti da filetto di gallinella al vapore ripieno di gamberi, servito con zucchine in scapece, bottarga e salsa al tè oolong. Il finale, affidato a “Give me a shot!”, un bao dal cuore caldo di tuorlo d’anatra salato e rum, concentra il tema del Fuoco in una chiusura intensa ma calibrata.

Milano – Gong Oriental Attitude

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Il giorno del Capodanno, martedì 17 febbraio, Gong Oriental Attitude trasforma il cenone in una vera cerimonia culturale, dove il simbolismo gastronomico si intreccia con intrattenimento scenico. La sala si anima con la Danza del Drago, spettacolo ricco di luci e movimenti sinuosi che, secondo la tradizione, allontana le energie negative e attira la buona sorte. Il menu degustazione speciale “Sotto il segno del Capodanno Cinese” è costruito come un viaggio augurale attraverso piatti che evocano simboli profondi: i Dim Sum sono offerti come simbolo di condivisione e ricchezza, il riso diventa augurio di continuità e stabilità, mentre i piatti di mare rappresentano l’abbondanza e l’energia che si auspica per il nuovo anno.

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Tra le proposte principali emerge l’anatra affumicata al tè nero, pilastro delle tavole festive cinesi e simbolo di solidità familiare, servita in un equilibrio di sapori che celebra tradizione e precisione tecnica. Il dessert icona della serata, “Il Galoppo della Fortuna”, è una composizione intrigante di cioccolato fondente allo zenzero, sorbetto al mandarino e melograno e crumble al cioccolato, modellata a richiamare il destriero celeste, compagno di eroi e portatore di successo secondo la leggenda. Questa cena, oltre a essere un’esperienza gastronomica raffinata, è pensata per evocare emozioni e significati profondi: ogni portata è un augurio, ogni sapore un invito a guardare con slancio verso l’anno che inizia, offrendo concentrazione sensoriale e simbolica nello stesso piatto.

Milano – Ba Restaurant

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Tra i riferimenti storici della cucina cinese di classe a Milano si conferma Ba Restaurant, che dedica al Capodanno lunare uno speciale menu disponibile dal 16 febbraio al 3 marzo, sia a pranzo sia a cena, consentendo agli ospiti di celebrare l’Anno del Cavallo di Fuoco con un percorso ricco di simbolismi e sapori eleganti. Il menu di Ba Restaurant apre con un amuse-bouche che introduce la sequenza degli elementi tradizionali reinterpretati in chiave moderna, e prosegue con una ricciola marinata servita con ghiaccio vegetale di ice plant, pera nashi, kumquat candito e dressing di mango e mandarino, un piatto che coniuga freschezza, dolcezza e acidità in una danza di sapori. Gli involtini primavera chun juan, ripieni di gamberi, uova, zucchine e bambù, incarnano l’idea stessa di prosperità e condivisione, mentre i dim sum – ravioli assortiti con ripieni di capesante, black cod e tartufo, seppia al curry, salmone e wasabi, anatra piccante e wagyu – diventano una celebrazione della varietà e dell’abbondanza.

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I Lamian tirati a mano con astice si presentano come omaggio alla longevità, un valore imprescindibile durante il Capodanno cinese, mentre il filetto di rombo al vapore cong you con tofu richiama la purezza e la stabilità; la pluma iberica caramellata alla char siu, accompagnata da insalatina di cetrioli al sesamo e coriandolo, offre un contrasto di texture e aromi che riflette la forza e la passione dell’anno appena iniziato. Il percorso prosegue con le puntarelle di senape saltate con aglio e bacche di Goji, che aggiungono note speziate e amare, prima di giungere al dessert “Cavallo di fuoco”, realizzato con fava Tonka, arance e datteri, chiusura ideale per un menu che intreccia simbolismo e tecnica gastronomica. La proposta di Ba Restaurant non è solo un menu, ma una narrazione culinaria che accompagna gli ospiti attraverso sapori che celebrano la tradizione reinterpretata con eleganza contemporanea, in un ambiente dal design curato e suggestivo.

Song – Roma

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A Roma, il Ristorante Song celebra l’ingresso nell’Anno del Cavallo di Fuoco con una cena speciale prevista per il 17 febbraio 2026 nella sede di Via Valadier, nel quartiere Prati. Il menu, ideato dal Maestro Lin San Chu, si ispira alla cucina cantonese e viene concepito come proposta autentica ed esclusiva per l’occasione. Alcune portate sono già note, come il riso in foglia di loto ripieno di anatra stufata, la spigola croccante con salsa di ostriche e lime e il manzo saltato con sedano, carote e salsa fumè, mentre il resto del percorso resta volutamente non divulgato, alimentando l’attesa che tradizionalmente accompagna questa festività. Un’attesa che, anche quest’anno, non ha frenato le prenotazioni, già numerose prima della comunicazione ufficiale del menu.

Il Gusto della Nebbia – Milano

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Accanto ai banchetti evento, Il Gusto della Nebbia offre un’altra modalità di attraversare il Capodanno cinese. Il ristorante milanese, legato alla tradizione gastronomica di Chongqing, propone un menu rappresenta un  racconto autentico di questa cucina regionale cinese. In questo senso, il Capodanno diventa qui un’occasione meno ritualizzata ma altrettanto significativa, un invito a vivere la festività attraverso piatti che parlano di appartenenza, territorio e memoria culinaria.

Dao Chinese Restaurant – Roma

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A Roma, Dao Chinese Restaurant rappresenta una delle espressioni più complete e autorevoli della cucina cinese contemporanea. Per il Capodanno lunare 2026, Dao dedica una serata e un menu specifici all’Anno del Cavallo di Fuoco, mantenendo quella cifra di eleganza narrativa che lo contraddistingue. Il percorso gastronomico proposto si muove tra tradizione e raffinatezza tecnica, con una particolare attenzione ai simboli del Capodanno: il pesce come augurio di abbondanza, le paste ripiene come segno di unione familiare, le preparazioni lente come promessa di stabilità e  l’iconica anatra alla pechinese, come simbolo di prosperità. Il tutto viene orchestrato in una sequenza che alterna consistenze, temperature e intensità, senza mai perdere equilibrio. Dao lavora sul Capodanno come su un racconto corale, in cui ogni elemento contribuisce a creare un’esperienza coerente, pensata per un pubblico che cerca profondità e rispetto culturale.

Oolong – Roma

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Eleganza misurata, ambienti raffinati e una cucina che guarda alle grandi tradizioni cinesi con sensibilità contemporanea: Oolong è una delle destinazioni romane più interessanti per celebrare il Capodanno lunare 2026. Per l’Anno del Cavallo di Fuoco, il ristorante propone un menu speciale che lavora sui contrasti controllati e sulla ricchezza simbolica delle preparazioni. La proposta gastronomica si sviluppa come un viaggio tra regioni, tecniche e sapori, con una particolare attenzione all’armonia complessiva del pasto. Il Capodanno diventa qui un esercizio di equilibrio: piatti intensi ma mai eccessivi, costruiti per accompagnare l’energia del nuovo anno senza sopraffare. Il servizio attento e l’ambiente elegante rendono Oolong una scelta ideale per chi desidera vivere il Capodanno cinese come un’esperienza gastronomica completa, fatta di ritmo, ascolto e qualità.

Un tempo che continua

Il Capodanno cinese non si esaurisce in una singola sera. Come nella tradizione, il tempo della festa si estende, culminando nella Festa delle Lanterne, e in Italia si riflette anche nelle celebrazioni urbane, dalle strade di Chinatown alle iniziative culturali che accompagnano il nuovo anno lunare. Sedersi a tavola, in questo contesto, significa partecipare a un rito che unisce gesto, simbolo e piacere, lasciando che il Cavallo di Fuoco tracci il ritmo di un anno destinato al movimento, alla trasformazione e alla scelta consapevole.

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